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Tor Bella Monaca. La torre prigione di via Brandizzi

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Il signor Filiberto chiuso in casa da quasi 40 giorni. Abita al 12° piano e l’ascensore non funziona. “Si può vivere così?”

inverter-sostituito-1La Torre 2 di via Brandizzi, quella che dà su via dei Cochi, non è nuova a questa situazione. Sono anni che i suoi ascensori sono rotti. Il problema è che quando vengono riparati, magicamente si rompono di nuovo. E spesso non per usura meccanica. A farne le spese, però, sono sempre i cittadini perbene e onesti, come nel caso del signor Filiberto.
Filiberto Meloni abita al dodicesimo piano e per andarlo a trovare ci sono due alternative. O ci si arma di buona volontà e ci si arrampica per i 12 piani che separano l’aria aperta dalla sua abitazione oppure si va con l’ascensore. Per chi non è di queste parti non è semplice immaginare che nelle torri ci sono tre ascensori, di cui uno è un montacarichi.

Tor Bella Monaca, nella visione del Campidoglio degli anni ’80, doveva essere in grado di accogliere dignitosamente le coppie giovani, anziani e persone con disabilità. Per questo le torri, palazzi alti fino a 14 piani, dovevano avere anche un montacarichi largo a sufficienza da far entrare le sedie a rotelle, oltre ai due classici ascensori.

E indovinate quale si è rotto? Esatto. Il montacarichi. E il signor Filiberto non entra negli altri due con la sua sedia a rotelle. Anche se vi riuscisse a entrare scoprirebbe che comunque ne funziona solo uno, quello centrale. Ma questo lui lo sa. Non lo sa invece il sottoscritto, che si avvicina alla pulsantiera per chiamare l’ascensore funzionante e la vede rotta. Manca proprio il tasto, con i fili scoperti. E così opta per la prima scelta e si inerpica per quei 12 piani per raggiungere la casa di Filiberto. Poi, sempre il sottoscritto, mentre stava ormai andando via, vede un inquilino chiamare l’ascensore: bastava prendere i due fili, fargli fare contatto con il rame e via. Il gioco era fatto e l’ascensore arrivava.

Torniamo a Filiberto. Viene infatti ad aprire la porta di casa un uomo visibilmente arrabbiato e provato per la sua prigionia. “Sono 35 giorni che non esco di casa – dice Filiberto – Io una volta ero uno sportivo, nuotavo, facevo di tutto.

filiberto pulsantieraDa un anno mi si è fermata la gamba. E da un mese non posso neanche uscire per fare una chiacchiera. Ma si può vivere così?” .

Filiberto racconta che dal Municipio gli è arrivato soltanto il suggerimento di chiamare lo 060606, “la città che ti ascolta”, come recita lo spot dell’amministrazione capitolina. E Filiberto così ha fatto, ha chiamato lo 060606. Perché “Al Municipio mi hanno detto di chiamare lo 060606 e che loro [la maggioranza Cinque Stelle] non potevano far altro che sollecitare la mia richiesta. Ma poi che richiesta è? Poter uscire di casa? Voglio poter uscire, essere libero di farlo quando voglio”.
La situazione si complica perché la ditta manutentrice degli ascensori è nuovamente cambiata. Parlando con gli operai si viene così a sapere che il montacarichi ha bisogno di un intervento al motore che si è bruciato, ma per sganciarlo e intervenire è necessario un estrattore speciale che solo la ditta costruttrice possiede e può inviare. In attesa di quello, purtroppo, non c’è niente da fare.
Gli operai sono spesso i soldati in prima linea contro cui arrivano valanghe di insulti per i disservizi.

Molto spesso in maniera immeritata. Nella sala motori infatti si nota l’ inverter fresco fresco di fabbrica, montato di recente, mentre a terra c’è quello vecchio. Bruciato per i continui sbalzi di corrente, come quello ancora attaccato al primo ascensore.
Ricapitolando, quindi: un ascensore piccolo rotto perché ha l’ inverter bruciato a causa degli sbalzi di corrente; l’altro ascensore piccolo funzionante ma senza pulsante di chiamata (si chiama sfregando il rame dei fili che sono fuori dalla pulsantiera); il montacarichi ha il motore bruciato e per sostituirlo sono in attesa di un estrattore della ditta costruttrice.
Entro la settimana prossima, verosimilmente, si dovrebbe poter ristabilire il corretto funzionamento degli ascensori. E Filiberto tornerà a essere libero. Flavio Quintilli

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