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Tor Bella Monaca, la “strage annunciata” di via Santa Rita da Cascia 100

la-torre-di-via-santa-rita-da-cascia-100L’allarme parte da Genny e Michelle, due inquiline in lotta da mesi contro una situazione paradossale che va avanti da circa 30 anni.

“Essendo la torre di 14 piani – spiega Michelle Licheri, un’inquilina – c’è bisogno delle pompe per portare l’acqua dal settimo all’ultimo piano. Quando ad agosto non abbiamo potuto usare l’acqua è stato un dramma, con bambini e persone anziane”.

Basterebbe l’esordio per capire la gravità del problema, ma in realtà è tutto molto più complicato, per cui dobbiamo partire dal difetto strutturale delle cantine, continuamente allagate.

“Qui la gente ci ha messo le cose che non usava più – spiega Michelle – In fondo a questo servono le cantine, no? Soltanto che poi sono cominciati gli allagamenti, già dagli inizi”. L’impianto di drenaggio condominiale sarebbe stato infatti costruito a un livello inferiore rispetto a quello di strada, provocando una stagnazione di liquami che periodicamente negli ultimi trent’anni hanno allagato le cantine.

“La gente che aveva messo le proprie cose qui non le ha più riprese. Erano sporche di…” facendo intendere benissimo di cosa fossero sporche.

cantine-ostruiteGli interni delle cantine e anche il piano terra della torre non lasciano spazio ai dubbi: puzza e liquami ovunque. Uno scenario macabro, arricchito dai rifiuti accatastati lungo i corridoi delle cantine:

“Ma non siamo stati solo noi a portare qui questa roba – tiene a precisare Michelle – Non è che noi ci siamo divertiti a fare queste cose”. Ci sono infatti dei telai di motorini, pneumatici, porte, detriti d’ogni genere che sono stati buttati là dalla microcriminalità. Anche sopra i pozzetti di scolo dell’acqua.

“Al municipio ci hanno detto che non interverranno fino a che non libereremo le cantine – aggiunge Genny Venturini – Ci hanno obbligato a farlo a spese nostre”. Gli autospurgo non hanno mai risolto la situazione perché sono sempre intervenuti sull’impianto di drenaggio esterno, quello nel quale il sistema interno non riesce a confluire: “In pratica dobbiamo aspettare che la cantina si allaghi completamente perché i liquami scolino via”, spiega Michelle secondo l’elementare principio dei vasi comunicanti.

cantine-piene-di-rifiutiLe fogne sono dunque un problema non risolvibile, secondo gli inquilini e non resta altro da fare che lo spurgo:la richiesta fatta è che dunque venga fatto periodicamente lo spurgo per liberare le cantine. Ma le cantine sono invase di rifiuti che occupano lo spazio dei tombini e che a loro volta impedisco ai liquami di scolare. Insomma un serpente che si morde la coda. Ecco allora che dal Municipio la maggioranza chiede che gli inquilini liberino le cantine prima di far intervenire un autospurgo.

Così gli inquilini hanno deciso di pagare una ditta per liberare gli spazi invasi di montagne di rifiuti, che vengono temporaneamente posizionati al di fuori della torre in attesa che arrivi una risposta: “Al Municipio ci avevano parlato di un container che avrebbe portato via i rifiuti – dice Genny – ma ad oggi nessuna risposta. Intanto noi liberiamo le cantine”.

Durante l’ennesimo allagamento delle scorse settimane si era rotto anche il boiler esterno dell’acqua, generando un fiume d’acqua e facendo crollare la pressione per gli appartamenti.

Non solo: l’acqua perde all’altezza dei contatori, per cui gli inquilini si sono inventati una “protezione” di fortuna fatta con una stoffa da bambino. “Succede di continuo – spiegano le due inquiline – e siamo costretti a chiudere l’acqua generale. Sono anche intervenuti i Vigili del Fuoco a consigliarci di farlo, ma dal Municipio ci hanno detto di non farlo per non compromettere le pompe. Ci hanno invece consigliato di chiudere i rubinetti di casa. Ma si può? Invece di risolvere il problema della perdita dell’acqua ci consigliano di chiudere i rubinetti”.

Oltre l’acqua che non viene garantita, le fogne che si ostruiscono e le cantine inagibili c’è un dato più serio, come se non bastasse: la stabilità strutturale sarebbe gravemente compromessa. Lungo tutto il perimetro dell’edificio non sono affatto rari i ferri che escono dal cemento, né la presenza di crepe e spaccature. Addirittura si può notare dalla rampa di accesso per i disabili che lo scivolo si è staccato dal resto dei muri, risultando inclinato. La torre stessa sarebbe leggermente pendente, purtroppo non come quella di Pisa. Tanto che Genny e Michelle parlano di “strage annunciata”, a detta anche dei Vigili del Fuoco che sarebbero intervenuti in più occasioni e dei tecnici del comune.

Il verbale che racconta questa versione apocalittica, che dovrebbe essere in carico ai Dipartimenti, sembrerebbe addirittura scomparso, per cui si sta procedendo a nuova verifica e a nuovo fascicolo.

Flavio Quintilli

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