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Tor Bella Monaca, la segreteria nazionale del Pd si riunisce nella libreria Booklet Le Torri

37305689_10217313044400374_3542074866339414016_nAlle 14 del 18 luglio la segreteria nazionale del Pd si riunisce presso la libreria Booklet Le Torri. Assenti i militanti del Partito Locale che hanno deciso di non presenziare. “Questa sede ha un valore simbolico, ripartire dalle periferie per ricostruire il Pd”, commenta il segretario nazionale Martina. 

C’erano i giornalisti, tanti, ad accogliere i big del Partito Democratico a Tor Bella Monaca. Dalle auto blu scendono i personaggi più influenti dei dem, tra cui Orfini, Martina e Cuperlo, e arrivano alla sede scelta per riunirsi: la libreria Booklet le Torri di via Aspertini. Un luogo inusuale quello scelto, come dice il segretario Martina per “dare un segnale, per ripartire da quelle periferie che in questi anni abbiamo abbandonato”.

La prima libreria del quadrante, nata grazie alla caparbietà della sua proprietaria, Alessandra Laterza, diventa per qualche ora la sede di un partito. Un partito che lascia però fuori la stampa, ma accoglie ben volentieri gli scatti dei fotografi e le interviste in strada, quasi a dire che un giretto ‘nei piani bassi’ lo hanno fatto anche loro.

Una passerella, nessuna condivisione, né con i militanti del Pd locale, che hanno fortemente protestato contro la scelta della sede, avrebbero preferito, come è giusto, la sezione del Pd di via dell’Archeologia, né con la cittadinanza, né coi i giornalisti che sono stati lasciati fuori dalla libreria. Un luogo che per sua definizione deve essere inclusivo, per qualche ora diventa esclusivo. Si tengono fuori i giornalisti, si tiene quindi fuori il popolo che di quell’incontro potrà avere giusto qualche notizia proveniente dai comunicati stampa che dirameranno sull’incontro.

Sono proprio i militanti del Pd locale i più grandi assenti, ad eccezione di Fabrizio Compagnone, Segretario pd VI Municipio, e Felice Sinistri, Coordinatore del Circolo Borghesiana – Finocchio.

Una libreria che diventa blindata, tanto che all’ingresso c’è una specie di ‘buttafuori’ che decide chi può entrare. Si sfiora il patetico quando, una volta entrati tutti i big, il ‘buttafuori’ dice che possono entrare per qualche minuto solo cameramen e fotografi quasi a dire che la carta stampata non serve, oggi servono immagini, video che documentino che il Pd è venuto a Tor Bella Monaca.

Due signore, all’ingresso della libreria, erano in attesa di acquistare libri: “Non siamo giornalisti quindi non possiamo entrare?”. In effetti nemmeno i giornalisti possono assistere, mentre per acquistare l’ingresso è libero ma le signore, visto il clima, decidono di allontanarsi.

“Non è la libreria del Pd – esordisce Alessandra Laterza nel discorso di apertura dell’incontro – questa libreria è aperta a tutti, la cultura non ha colore politico”. Un commento che lascia perplessi perchè se è vero che la cultura non ha colore, è pur vero che è alquanto strano trasformare una libreria in una sede di partito, una sede blindata alla stampa e in cui i cittadini non sono stati coinvolti.

37296713_10217313044160368_6213980386322546688_nSecondo il discorso della libraia Laterza quindi in quella libreria in quel momento si stava svolgendo un incontro culturale e sempre riprendendo le parole della proprietaria “questo luogo è aperto a tutti” quindi qualunque partito potrà svolgere gli incontri della propria segreteria all’interno della libreria?

Vero che il fatto che il Pd riparta dalle periferie è positivo e sicuramente l’importanza di questa scelta avrà spinto Alessandra Laterza ad appoggiare l’iniziativa. Sta proprio nella scelta del Partito l’errore: non si espone così pesantemente uno spazio culturale così importante, bisogna capire quali confini non devono essere varcati e quali luoghi preservare se si vuole il bene della comunità.

Una comunità che ha visto chiusi per qualche ora i big nell’unica libreria di zona e che poi li ha visti scappare via. “Siamo qui – spiega il segretario Martina – per lanciare un messaggio al governo: ripartire dal piano periferie e dare forma ad un piano urbano sostenibile. Lo diciamo da qui, da questo quartiere, da questa libreria, per dare un valore simbolico alla nostra ripartenza. E’ necessario valorizzare gli spazi pubblici e sociali. Questo è solo l’inizio, il Partito deve cominciare ad ascoltare i territori che per tanti anni abbiamo abbandonato”. Martina parla di territori in cui sono i volontari, i militanti del partito locale a metterci la faccia, a perdere giornate con le loro famiglie per quel partito che oggi non ha avuto nemmeno il rispetto di condividere né i contenuti né il metodo.

“Siamo contenti che la prima segreteria nazionale parta da Tor Bella Monaca – commenta il segretario del Pd VI Municipio Fabrizio Compagnone – ma auspichiamo una continuità sia nel lavoro che nella presenza. Vogliamo in primis un impegno concreto per modificare lo statuto di Roma Capitale e dare quindi autonomia maggiore ai municipi. La scelta della libreria ha creato nella base un po’ di dissapore poi è prevalso il buonsenso, abbiamo deciso di accettare la decisione ma i militanti hanno scelto di non essere presenti anche perchè oggi non avrebbero potuto intervenire. Per il futuro ci piacerebbe una maggiore condivisione con noi che in questo territorio lavoriamo ogni giorno in condizioni precarie e spesso senza mezzi sufficienti. Se la scelta di oggi sarà un autogol clamoroso potrà dircelo solo il tempo”.

Ripartire dalle periferie, recuperare i consensi perduti, valorizzare gli spazi culturali e sociali. Per ripartire è necessaria la presenza politica in merito alle istanze dei cittadini; per recuperare il consenso serve il confronto e l’ascolto e per valorizzare gli spazi culturali serve innanzitutto rispettarli e non utilizzarli per fini propagandistici.

“Prossima tappa Napoli”, annuncia Martina. Un altro luogo civico diventerà sede partitica. Non è questa la strada giusta per arrivare in paradiso. Federica Graziani

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