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Tor Bella Monaca. La protesta dell’Amaldi fa il giro di Roma

L'Amaldi chiede che vengano fermati i topiLa cronaca della due giorni degli studenti della battaglia degli studenti del famoso liceo delle Torri.

Tutto ha inizio quando una piccola delegazione di studenti si presenta al Consiglio del Municipio VI il 12 gennaio, guidata dal rappresentante d’istituto Daniele Ciuffoli e dalla ex candidata per il medesimo ruolo Donatella D’Onorio. Il primo a parlare, Ciuffoli, sottolinea la presenza di topi nel liceo e ne individua la presumibile causa: l’accampamento abusivo che sorge di fronte alla scuola, sul parco ad essa adiacente. Ciuffoli chiede allora un intervento di bonifica di quel terreno abbandonato dalle istituzioni, pieno di immondizie tali da essere l’El Dorado dei topi; prende poi parola D’Onorio, specificando come, oltre la presenza di topi vivi che girano per l’istituto o morti nelle trappole, l’Amaldi sia al freddo: ragazzi che vengono col pigiama sotto i vestiti portandosi coperte da casa per combattere l’inverno.

La maggioranza, visibilmente sorpresa dell’accaduto, parla nelle persone della consigliera Foriglio, Presidente Commissione Scuola, e del consigliere Agnini, Presidente Commissione Lavori Pubblici. La prima si dice dispiaciuta dell’accaduto, giustificando però che l’ordinanza del sindaco era chiara riguardo i riscaldamenti, mentre il secondo respinge ogni responsabilità alla Città Metropolitana, l’ente di riferimento per gli istituti superiori.

La delegazione dell'Amaldi al MunicipioLa storia purtroppo esce dalle mura del Consiglio e viene registrata da organi di stampa che dividono gli studenti. Lorenzo Antonini, altro rappresentante d’istituto, dice infatti che “l’articolo è diffamatorio, non era quello che si voleva trasmettere”. La sera stessa il liceo Amaldi organizza un sit-in di protesta per il giorno dopo, invitando tutti gli studenti a partecipare per decidere insieme le mosse da intraprendere. Il liceo è completamente diviso: c’è chi entra dicendo che il problema non sussiste, che è stato ingigantito dai giornali, una questione che getta fango sulla scuola; c’è chi è poco interessato alla vicenda e entra o sta fuori per capire cosa sta succedendo; infine c’è chi promuove il sit-in che chiede, anche col megafono, di non entrare a scuola. Ma non è una protesta sterile, come molti ragazzi credevano, non è un modo per marinare la scuola: dopo un’oretta di discussione, di organizzazione, ma anche di critiche aspre da parte dei genitori contrari all’iniziativa o di genitori contro genitori, la decisione: andare alla Città Metropolitana, dandosi appuntamento al Campidoglio.

Sul luogo dell’incontro c’erano già molti studenti, a cui poi si sono accodati altri ritardatari, diventando un bel numero, forse un centinaio. Giunti davanti la Città Metropolitana vediamo altri ragazzi che occupano l’ingresso: sono gli studenti degli istituti Hertz, Lombardo Radice, Machiavelli. All’ingresso vediamo Fabrizio Ghera, consigliere della Città Metropolitana del gruppo Fratelli d’Italia, che parla con i ragazzi. Ciuffoli, Antonini e D’Onorio si avvicinano a loro volta per parlare col consigliere d’opposizione, e poco dopo appare Giuseppe Agnini, il consigliere pentastellato del Municipio VI nelle vesti di dipendente della Città Metropolitana, lo stesso ente al quale nelle vesti di consigliere Agnini aveva addossato le responsabilità. Subito, taccuino e cellulare alla mano, cerca di arginare il problema e si distacca dal gruppo. Entra intanto una delegazione di studenti per parlare con il vicesindaco. La maggioranza si blinda negli uffici e non permette alle opposizioni di partecipare all’incontro, passano molti minuti. Intanto interviene la Questura, arrivano le forze della Celere, si chiude la strada che va verso piazza Santi Apostoli e gli studenti iniziano a intonare i loro cori e a tirare fuori i loro striscioni: “Tutti insieme sentimo freddo” e “Termosifoni spenti Istituzioni assenti”.

Gli studenti durante il sit inInizia a piovere in maniera più massiccia e il tempo passa. Gli studenti cominciano a cedere alla stanchezza, ormai sono quasi le 13: infine escono i rappresentanti con le rassicurazioni delle Istituzioni. In particolare, per quel che concerne l’Amaldi, Ciuffoli spiega che “la Città Metropolitana ha garantito una derattizzazione per lunedì 16”. Tutto risolto, una vittoria che viene sbandierata sui social.

Se da un lato la battaglia dei ragazzi è vinta, quella politica invece rimane aperta. Un messaggio vocale di Agnini sulla chat, presumibilmente privata dei consiglieri e attivisti pentastellati, di WhatsApp finisce di dominio pubblico. Ecco le sue parole: “Vi volevo aggiornare sulla situazione del liceo Amaldi, dei ragazzi che ieri sono venuti in Consiglio, che come sapete benissimo è competenza della Città Metropolitana. Però come al solito Fratelli d’Italia  ci specula sopra e ci fa fare gli articoli additando a noi responsabilità che non sono nostre.Però vi informo che la Città Metropolitana già qualche giorno fa è intervenuta col proprio servizio facendo la derattizzazione, che non ha efficacia immediata ma ha efficacia nell’arco temporale di 10-15 giorni, per cui i ragazzi è ovvio che subito non hanno riscontro, però fra 10-15 giorni si dovrebbe attenuare di molto il fenomeno. Se non sparisce e continua, i funzionari della Città Metropolitana sono già allertati per monitorare l’efficacia dell’intervento ed eventualmente ripeterlo tra 10-15 giorni. Quindi questa è la situazione. Ecco perché spiegato che il preside aveva risposto picche: era già stata fatta una derattizzazione e non si poteva fare un altro intervento. Ora ho sollecitato sia Pucci che De Vito [Presidente dell’Assemblea Capitolina, ndr] di uscire con un comunicato per stemperare le acque. Però vi premetto che FdI sta facendo una propaganda spietata sulle cazzate. Cioè, stanno proprio giocando sporco. Quindi dobbiamo comunicare il più possibile quello che facciamo. In questo chiedo una mano pure per la comunicazione che ci dovrebbe stare un po’ più vicina”.

Andiamo a trovare il dirigente scolastico del liceo Amaldi, Fabio Cannatà, che in un comunicato diramato venerdì mattina aveva spiegato che la causa della presenza dei topi era additabile al “notevole abbassamento della temperatura”, per il qual motivo i topi avrebbero trovato rifugio durante il periodo natalizio in assenza di esseri umani. “Le trappole – ci dice Cannatà – non hanno come obiettivo lo sterminio, sarebbe impossibile. Hanno invece come obiettivo quello di dissuadere il roditore a mettere piede nel perimetro”. E infatti le misure prese dal preside sembrano avere avuto davvero successo. Ci informa poi che la derattizzazione promessa per lunedì 16 è in realtà un intervento di febbraio anticipato. Cannatà ci spiega che “lunedì 9 abbiamo registrato il problema dei topi e abbiamo chiamato la nostra ditta che si occupa di tenere la situazione sotto controllo”. Martedì 10 sono intervenuti gli operatori con le scatole perimetrali, ma nessun intervento della Città Metropolitana: fondamentalmente Agnini ha confuso nel messaggio vocale ai suoi l’intervento del preside con quello della Città Metropolitana, per poi tornare sui suoi passi nel comunicato ufficiale. L’ultimo intervento risaliva infatti a novembre, e non ad alcuni giorni fa.

La questione è solo per il momento chiusa: l’origine dei topi non è la scuola. Accanto c’è un accampamento abusivo, la cui immondizia arriva fino al confine con l’istituto. Che poi era quello che aveva detto Ciuffoli all’inizio.

Flavio Quintilli

 

 

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