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Tor Bella Monaca. Il team di Barca in visita nel circolo PD

barcaL’indagine sulle condizioni di salute dei circoli romani del Partito Democratico è sbarcata anche in quello di Tor Bella Monaca. Tra le beghe infinite dei rappresentanti dissidenti e lo “strapotere” della nuova classe dirigente, la prospettiva delineata è quella di un partito allo sbando, incapace di essere il portavoce dei cittadini.

 “Dr Partito e Mr Democratico”: le due facce del Pd sono degne del romanzo sul Dr Jekyll e Mr Hide. Con il commissariamento del Pd romano e l’esplosione dello scandalo di Mafia Capitale, i vertici del partito e lo stesso Matteo Orfini sono corsi ai ripari. Il compito di slegare i nodi della matassa è arrivato nelle mani di Fabrizio Barca e del suo team “Luoghi Idea(li)” che dal mese di dicembre fino ad inizio maggio ha effettuato un tour per il territorio romano alla ricerca delle possibili vie d’uscita alla condizione di stallo e di completa passività del partito. Il gruppo – formato da giovani ricercatori (e studenti) volontari dell’Università e di altre istituzioni, che hanno lavorato alla costruzione del questionario da sottoporre a 110 circoli territoriali – si è mosso lungo alcuni punti essenziali nell’operazione di mappatura delle forze e delle debolezze; difetti da abbandonare e pregi da evidenziare e diffondere per far ripartire il Partito Democratico.

Secondo lo studio di Barca infatti anche le piccole realtà, come i vertici, hanno fallito nel loro ruolo di intermediari tra elettori e dirigenti. Da Trastevere a Villaggio Prenestino, ogni circolo territoriale del PD romano risponde di una determinata responsabilità politica soprattutto in relazione alle elezioni e al numero di seggi assegnati dalla Federazione. Ed è proprio questo uno degli elementi importanti affrontati il 22 aprile nella sede del circolo Pd Torre Angela – Tor Bella Monaca di via dell’Archeologia 59 alla presenza del Team dei Luoghi Idea(li) di Barca . Qui è andato in scena un acceso dibattito tra le due anime del Partito locale, la “vecchia” guardia e la nuova classe dirigente, ormai irrimediabilmente spaccate su due fronti inconciliabili. L’incontro – che si basava sulla stesura del questionario attraverso delle domande standard su numeri, attività ed eventi – si è trasformato in un momento di tensione quasi da “resa dei conti”, con accuse reciproche sentite mille volte, residui di furori antichi stemperati più volte dal richiamo all’ordine del team di ricercatori. Presente al dibattito, Vincenzo Busico, parte del gruppo, che ha specificato come “in tutti gli incontri fatti nel territorio del VI Municipio si siano sempre verificate discussioni accese che poco hanno di congruente con le problematiche affrontate in quel momento. C’è un’impossibilità di comunicazione in questo territorio”.

Al centro del questionario di 49 domande principali di Mappailpd, le indagini si sono focalizzate sulla vita del circolo, l’attività politica, la questione delle elezioni, il rapporto con l’amministrazione pubblica e soprattutto il lavoro sul territorio e i progetti svolti. Il ruolo del Circolo di Tor Bella Monaca che emerge dal questionario è assai preoccupante. Dopo le elezioni comunali del 2013 – precedute dalle famose primarie considerate “tarocche” dalla precedente dirigenza – le attività proposte sono diminuite, arrivando ad essere praticamente nulle. Un altro tassello importante è stato il tema del calo preoccupante del tesseramento sul territorio che, oltre il dato fisiologico del 2013, ha trovato nel 2014 un crollo sostanziale e vertiginoso. Molti dei presenti all’incontro – se non la maggioranza, avvertiti poche ore prima – non possedevano infatti l’iscrizione al partito, non più rinnovata, in quanto non ne riconoscono la legittimità. Da circa due anni, poi, non sono più state organizzate le festa dell’Unità – mezzo di sostentamento per il partito al di là del tesseramento annuale – che contribuivano a creare un senso di partecipazione e degli eventi diretti alla cittadinanza. Emerge un quadro sconfortante: solo negli ultimi tempi – proprio in concomitanza con l’emergenza Mafia Capitale, strano tempismo – le porte spesso chiuse del circolo si sono riaperte per alcuni eventi, come il Carnevale di quest’anno. C’è da domandarsi il perché di questo cambio repentino di rotta, da un anno all’altro. Oltre che tra ex iscritti e attuali dirigenti, lo scontro ha coinvolto anche il giornalista Marco Carta, accusato dal Presidente del Municipio Marco Scipioni di essere un “fascista e di non poter assistere all’incontro perché non iscritto al Partito Democratico”. Il vero “peccato” di Carta contestato da Scipioni sarebbe però l’aver scritto che una parte dei suoi voti deriverebbero da  Samuele Piccolo. La cacciata del giornalista è stata commentata dallo stesso team come un momento imbarazzante: “Non ci facciamo una bella figura”. Il Presidente non ha lesinato calunnie anche contro la nostra testata durante lo scontro con il giornalista. Di sicuro, il team di Barca non ha risolto proprio nulla in VI Municipio, dove tutto rimane precario e in continuo allarme. La politica delle parole ha perso la sua capacità di rappresentare. Di notte Hyde e di giorno Jekyll: il Partito Democratico riuscirà mai a risolvere le ombre oscure che si celano oltre la sua apparente rispettabilità? Melissa Randò

 

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