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Tor Bella Monaca, il dramma delle torri di via Santa Rita da Cascia

33,35,175,189.274750Le palazzine dell’Ater versano in uno stato di completo abbandono. Le ultime piogge hanno reso protagonista in particolare la torre 3, da cui si è staccato buona parte dell’isolamento a cappotto.

Non c’è una torre che si salvi a Tor Bella Monaca. Tutte hanno delle criticità comuni e criticità particolari. In via Santa Rita da Cascia non ci si fa mancare nulla. Durante le piogge del 29 ottobre, si è verificato il distaccamento dell’isolamento a cappotto della Torre 3, strappato dal vento.

L’eccezionalità metereologica ha semplicemente accelerato un processo che va avanti da anni. Le torri di via Santa Rita da Cascia stanno infatti perdendo progressivamente l’isolamento. La manutenzione delle facciate esterne è a carico dell’Ater e al momento sembra esserci un solo operaio a lavoro, che con mazzetta e scalpello sta rimuovendo il cappotto danneggiato. Sembra uno scherzo, ma non è così. Andando alla Torre 2, infatti, si vede un camion gru, con a bordo l’unico lavoratore.

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La Regione Lazio se la prende comoda. Da dieci anni sono attesi interventi alla Torre 4, che nel frattempo peggiora sempre più. Le scale sono prive di luci, i giardini abbandonati, il marciapiede perimetrale impraticabile in numerosi punti, il montacarichi per le sedie a rotelle e i passeggini guasto, le cantine inaccessibili perché le ringhiere in ferro stanno cadendo sulle scale, la muffa sulle pareti, i bagni anneriti da funghi e umidità. Uno scenario raccapricciante e per certi versi indescrivibile.

Si sente spesso dire “Tor Bella Monaca non è solo case popolari e spaccio”. È vero, non è solo questo: è anche questo. E non si può continuare a ignorare quella che a tutti gli effetti sta diventando un’emergenza. La storia ci insegna che è meglio prevenire, piuttosto che curare. Se il Presidente della Regione Lazio non ha intenzione o la volontà di intervenire forse dovrebbe prendere iniziativa il Sindaco di Roma? Magari dovrebbe, visto che è il responsabile sia della sicurezza dei cittadini che della loro salute.

44,44,275,281.705994Nei bagni si respira umidità. Nel bagno dell’inquilina in foto, che non vuole sia fatto il suo nome, si vede un annerimento preoccupante del muro. “Ogni mese siamo costretti a ritinteggiare – spiega arrabbiata – Sono dieci anni che aspettiamo che l’Ater faccia qualcosa. Sono venuti, hanno fatto due foto e non li abbiamo più visti. Dieci anni fa. Alla fine abbiamo dovuto rifare da soli il bagno”.

I problemi, secondo questa inquilina, esistono da quando l’Ater ha preso in mano la situazione: “Quando ha cominciato a dare la manutenzione e la pulizia in appalto le cose sono cominciate a peggiorare – continua la signora – Prima ci facevamo tutto da soli e le cose funzionavano. Invece ora è un disastro”. L’ultimo intervento degli inquilini è stato quello di risistemare le grate sopra i corridoi delle cantine, su cui è obbligatorio passare per entrare nella torre. “Le grate erano affossate, rischiavano di crollare da un momento all’altro – conclude l’inquilina – Allora abbiamo usato delle tavole di legno come camminamenti e poi abbiamo risistemato le grate in ferro”.

Questo delle torri è un dramma senza fine. Il Sindaco Raggi e il Presidente Zingaretti dovrebbero mettere da parte le questioni partitiche e lavorare a una soluzione condivisa, magari anche con il Governo, prima che sia troppo tardi. Flavio Quintilli

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