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Tor Bella Monaca. Il centro commerciale Le Torri accoglie la Hermes Onlus

centro-commerciale-le-torri-2Dopo una serie di sfortunati eventi, per i quali la Hermes Onlus è stata protagonista di sfratti e “traslochi”, finalmente trova asilo nei locali del centro commerciale Le Torri.

“Più che la scelta di una presidente è stata la scelta di una comunità di commercianti, mossi da puro spirito civile”. Esordisce così Alessandra Laterza, presidente del centro commerciale Le Torri, nel raccontare la solidale iniziativa a cui, assieme al CDA, ha preso parte: “Sapendo che l’Associazione Hermes era in cerca di una sede dove riunirsi, ho proposto alla comunità dei commercianti del centro commerciale di cederle in “comodato d’uso” un locale solitamente adibito alle assemblee consortili, utilizzato dunque a tale scopo solamente tre volte l’anno, per cui, per la maggior parte del tempo, in disuso. Nessuno ci ha pensato due volte, la mia proposta è stata immediatamente accolta, e, dopo una serie di incontri, dai quali è nata una bella amicizia con l’associazione, finalmente lunedì 5 febbraio c’è stato il primo banco di prova con la lezione di danzaterapia. Un piccolo brindisi ha preceduto il tutto e ha dato il via a questo connubio, che spero duri”.

Quello che la Laterza descrive con modestia è stato in realtà un gesto di grande solidarietà e amore verso il prossimo, a lungo rimasto inascoltato. La Hermes Onlus è infatti un’associazione fondata da genitori di ragazzi affetti da grave disabilità, i quali, per combattere l’isolamento e l’esclusione dalla società, caratteristiche tipiche di famiglie con simili difficoltà, hanno dato vita a questo gruppo. Si riuniscono tre volte a settimana, permettono ai ragazzi di svolgere attività formative e di svago, come la pittura, la musicoterapia, il piccolo artigianato. Uno dei papà, Salvatore, spiega:  “A noi genitori di scambiarci consigli utili circa la delicata situazione in cui ci troviamo. Per esempio, mio figlio ha ormai 20 anni, quindi ho vissuto con lui tutto l’iter scolastico, ho affrontato tutte le difficoltà del caso, per cui, conoscere genitori con meno esperienza in merito potrebbe permettermi di aiutarli. Entrare in contatto con persone nella tua stessa situazione ti dà inoltre sostegno morale”.

Dunque, la Hermes Onlus si presenta come un toccasana non solo per i ragazzi affetti da disabilità, ma anche per i loro familiari: eppure, questo effetto benefico è ostacolato: “Ci siamo rivolti al Municipio, al Comune di Roma, abbiamo anche partecipato a bandi di assegnazione di aree (e continueremo a farlo, se ne usciranno di nuovi), ma nessuna di queste cose ci ha portato concreti risultati. Ad aiutarci, per ora, solo il centro commerciale Le Torri”. Il grande problema della Hermes Onlus è la mancanza di una sede definitiva che ospiti ragazzi e genitori per i loro incontri. “Tempo fa la nostra sede era a Torre Maura, in una scuola chiusa per mancanza di iscrizioni. La consulta l’aveva concessa alle Onlus, ed era una sede perfetta, visto che una scuola per sua natura è divisa in aule, per cui era facile per noi raggruppare i ragazzi in base alla gravità della disabilità, e adibire ogni aula alle diverse attività. Gli spazi erano molto ampi e infatti riuscivamo ad essere una quarantina di persone. All’epoca, la Hermes Onlus accoglieva infatti 20 ragazzi, bisogna considerare che ognuno di loro ha un operatore. Purtroppo però le vicissitudini politiche ci hanno costretto ad abbandonare questo spazio, e ad accoglierci è stato l’istituto di scuola superiore Gullace Talotta, che ci ha concesso l’utilizzo della sala teatro per le nostre attività. Nonostante la squisitezza del preside che ci ha fornito questa occasione, e la gentilezza dei professori (molti dei quali hanno partecipato ad alcune nostre iniziative), per diversi motivi siamo stati costretti ad abbandonare anche questa struttura. Una scuola, in quanto tale, necessità di assemblee e convegni che a volte cozzavano con i nostri incontri. Inoltre, la scuola chiude durante le festività, d’estate addirittura per tre mesi, e noi non possiamo far stare fermi per tanto tempo i nostri ragazzi. Senza contare infine, che trovandosi in quartiere tuscolano, il Gullace Talotta era fuori dal nostro Municipio e piuttosto dislocato rispetto ai nostri domicili: i nostri ragazzi sono dei quartieri Torre Angela, Giardinetti, io addirittura sono di Ponte di Nona, quindi risultava scomodo raggiungere ogni volta questa sede, che dunque abbiamo abbandonato. Dopo un lungo periodo di ricerche, il nostro appello di aiuto è stato ascoltato dal centro commerciale Le Torri, che ci ha dato la disponibilità di un suo locale. Non penso potrà essere la nostra sede definitiva, nonostante l’ubicazione sia perfetta (è nel cuore del nostro Municipio), poiché il locale non è ampissimo e soprattutto non è diviso in stanze, per cui procedere con più attività diverse contemporaneamente potrebbe risultare scomodo. Ovviamente, però, piuttosto che continuare a far star fermi i nostri ragazzi, per ora accettiamo con gratitudine l’ospitalità che ci è stata mostrata”. Salvatore prosegue, cercando di farci capire l’importanza di questo problema: “Non avere una sede definitiva pesa, sia per la mancanza di un punto di riferimento, anche relativamente a progettazioni più serie (come per esempio le richieste di finanziamenti), sia perché nel corso di questi spostamenti abbiamo “perso” molti membri. Ora infatti l’associazione conta circa 7-8 ragazzi, e bisogna sempre considerare che vanno calcolate il doppio delle persone (contando anche gli operatori); di più, ora come ora, in effetti non sapremmo neanche come sistemarli, ma confidiamo nel fatto che prima o poi troveremo il nostro spazio. Tanto più che economicamente non peseremmo su nessuno, visto che ci autofinanziamo, per esempio attraverso la vendita nei nostri lavoretti. Per Pasqua abbiamo in mente di produrre dei foulard per le uova”.

La forza di questa associazione dal punto di vista gestionale ci viene confermata anche da Alessandra Laterza stessa che, al fine di agire nella legalità e per non far sentire un peso nessuno, ha concordato con l’associazione un rimborso delle spese vive per il centro commerciale, relativamente per esempio all’uso della corrente, dei riscaldamentie dell’aria condizionata da parte dei ragazzi che useranno il locale.

“Una cosa l’ho capita da questo incontro con il centro commerciale Le Torri – conclude Salvatore – le persone buone ancora esistono”.  Giulia Sfregola

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