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Tor Bella Monaca, cancellati i due murales dedicati a Cordaro e Moccia

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Nella notte tra il 21 e 22 maggio la Polizia Locale, guidata dal Comandante Di Maggio, i Carabinieri e gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti durante le operazioni di cancellazione dei murales dedicati a Serafino Cordaro e Antonio Moccia. 

Sono dovuti intervenire ben 150 uomini delle Forze dell’Ordine per rimuovere i murales dedicati a coloro che la stessa Sindaca Raggi definisce “esponenti di noti clan malavitosi”. Serafino Cordaro, al quale era stata dedicata il graffito presso le palazzine dell’R9 di via Quaglia, era stato assassinato nel 2013 in un bar di via Acquaroni.

All’epoca, il Primo Dirigente della Squadra Mobile, Renato Cortese, e Stefano Signoretti, della Sezione Omicidi della Questura di Rom,a avevano commentato così quanto avvenuto: “Un omicidio con modalità mafiose come riconosciuto dal Gip del Tribunale di Roma. Un’ esecuzione maturata in un contesto di forte fermento e frizione  in un terreno delicato e redditizio come quello di Tor Bella Monaca, dove era in atto una vera e propria faida tra due gruppi criminali contrapposti per il controllo dello spaccio di cocaina”.

Omicidio di stampo mafioso quindi anche se i legali della famiglia Cordaro avevano smentito la matrice mafiosa con un comunicato in cui si leggeva che “non era un boss, è  stato brutalmente ucciso a causa di un regolamento trasversale di conti, nel bar di cui era titolare, mentre stava svolgendo umilmente la propria attività lavorativa”.

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L’operazione di cancellazione, visto il clima e il contesto, ha richiesto la partecipazione di centinaia di agenti.

La Sindaca Raggi ha commentato: “Da anni quei murales erano stati disegnati per “segnare” il territorio, per sfidare le istituzioni e i cittadini. Le persone oneste aspettavano da tanto, troppo tempo che le istituzioni tornassero in quei territori di frontiera. Ho voluto assistere di persona a questa operazione perché è un dovere essere al fianco delle persone oneste e per far capire che le Istituzioni non abbassano lo sguardo davanti alla criminalità. Inizia da qui un nuovo percorso della legalità che non sarà né semplice né veloce, ma ci auguriamo, sarà inesorabile. E se domani i disegni dovessero tornare, torneremo anche noi con i secchi di vernice a gridare che lo Stato c’è e gli eroi non sono i boss della malavita ma coloro che tutti i giorni lottano per il rispetto delle regole e per lasciare ai nostri figli una società più giusta”.

“Abbiamo voluto cancellare entrambi i murales – ha continuato la Raggi -  anche quello dedicato a Moccia. Siamo qui dopo una serie di segnalazioni, anzi una in particolare, e abbiamo raggruppato le forze: Polizia locale, Polizia di Stato e Carabinieri. E’ stata una serata abbastanza intensa. Stasera abbiamo cancellato e nei prossimi giorni continueremo a rimanere qui e presidieremo queste zone come è giusto che sia. Il segnale che vogliamo dare è innanzitutto un segnale di legalità, per far capire che lo Stato c’è, le istituzioni ci sono e non è possibile che in alcune zone ci siano dei disegni o dei murales che ricordino come eroi delle persone che sono comunque legate a un mondo malavitoso. Questa situazione deve finire perché lo Stato deve riaffermare il primato della legalità. Ora si continua presidiando il territorio e si continua anche perché le situazioni sono molteplici e le operazioni non si fanno da soli, ma con il coinvolgimento di tanti soggetti ed è questo il modo in cui si dovrà lavorare anche in altre zone su altri settori”.

Il graffito dedicato a Serafino Cordaro era stato realizzato a pochi giorni dall’omicidio avvenuto il 2 febbraio del 2013. Da 5 anni l’immagine di Cordaro con la scritta “Serafino sei il nostro angelo” campeggiava sui muri dell’R9.

La presenza del murales di cui nessuno delle precedenti amministrazioni si era occupato era stata affrontata anche dal procuratore aggiunto della Dda, Michele Prestipino, che aveva dichiarato: “Il fatto che nessuno lo rimuova dà prestigio ai criminali”.  La rimozione del murales e l’intervento della Sindaca Raggi era stata sollecitata anche dalla trasmissione Le Iene che aveva realizzato un servizio sulla questione l’11 maggio scorso.

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Le operazioni di cancellazione si sono spostate da via Quaglia a via Aspertini, sempre a Tor Bella Monaca.

Il murales era dedicato ad Antonio Moccia, scomparso in seguito ad un incidente, figlio di Vincenzo del clan camorristico di Afragola. Il graffito di via Aspertini riportava la frase “Tony vive” ed era appunto dedicato ad Antonio che perse la vita nel settembre 2012.

Il murales campeggiava indisturbato sui muri di via Aspertini da 6 anni. All’epoca, l’incidente stradale di cui rimase vittima Antonio Moccia fece scalpore perchè i famigliari fecero richiesta di un corteo funebre, con carrozze e cavalli, che venne vietato dall’allora questore Fulvio Della Rocca.

Mentre gli agenti erano intenti nell’operazione di cancellazione e di “ripristino della legalità” a Tor Bella Monaca, à Borghesiana e a Finocchio scoppiavano due incendi in due bar. Gli inquirenti non escludono la dolosità. Federica Graziani 

 

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