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Tor Bella Monaca. Alle spalle di via dell’Archeologia un’altra discarica abusiva

cofMaterassi, frigoriferi e lastre di eternit: in fondo a via Carlo Labruzzi un piazzale che divide in due una pista ciclabile è usato da tempo come immondezzaio a cielo aperto.

Ancora una discarica a cielo aperto. Siamo nei pressi di via dell’Archeologia, al momento l’ultimo avamposto della cementificazione a Tor Bella Monaca: alle spalle di questa strada, guardando verso Est, la vista può respirare un po’. Non ci sono strade, né palazzi, solo aperta campagna, almeno nel raggio di qualche centinaio di metri, prima di scorgere le edificazioni di Valle Fiorita, Colli Monfortani, e Prato Fiorito. Gli indizi sembrano rivelare che tutto questo durerà poco: nel giro di pochi anni a sud della Prenestina non si troverà lo spazio nemmeno per costruire un castello di carta. Avanti così, spesso senza badare alle regole che sono d’intralcio, un ostacolo da aggirare quando c’è da tirare su un palazzo o da ultimare una ristrutturazione.

cofAnche per colpa di questa logica l’ampio piazzale in fondo a via Carlo Labruzzi è diventato il luogo dove andare a scaricare frigoriferi e materassi, che non mancano mai, ma soprattutto calcinacci, vecchie mattonelle, sanitari e, ancor peggio, lastre di eternit. Lo slargo, alle spalle di enormi palazzine in costruzione, taglia in due una pista ciclabile, che se tenuta con decoro, potrebbe rappresentare una discreta possibilità per fare una pedalata lontani dal pericolo dei veicoli a motore. Possibilità negata da gente ignorante e criminale, perché di questo si tratta, che ha pensato bene di andare proprio lì a svuotare il garage e liberarsi dei rifiuti ingombranti.

Lungo il percorso della pista ciclabile qualcuno ha posizionato dei grossi massi: forse una vendetta per chi la notte usa la stradina per arrivare a ridosso della piazza senza percorrere via Labruzzi. L’illuminazione non c’è, e magari qualcuno, il giorno dopo ‘aver buttato via l’immondizia’, potrebbe essere costretto a passare dal meccanico. Ormai a Roma siamo tornati alla legge del taglione, una situazione che in qualsiasi altra città sarebbe impensabile.

Antonino Geme, 82 anni, abita proprio in via Labruzzi: “Vivo qui dal 1983: sono un assegnatario delle case popolari. Fino a qualche tempo fa il piazzale era tenuto non proprio pulito ma almeno in ordine, qui facevano inversione gli autobus e i camion dell’Ama. Da qualche anno però è diventato il posto dove in tanti vengono a buttare quello che vogliono. Ci vorrebbe una sorveglianza notturna, perché vengono con il buio: so che un paio li hanno beccati sul fatto, ma resta il fatto che continuano senza farsi alcun problema a riguardo”.

Ad accorgesi della discarica sono stati anche i politici. Andrea De Priamo, Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina, a seguito di un sopralluogo negli ultimi giorni di marzo, ha inviato un esposto chiedendo la rimozione immediata di tutti i rifiuti dell’area. Una richiesta che fino a questo momento è rimasta inascoltata, ma che almeno ha la validità di un atto ufficiale: il Municipio e i Vigili Urbani ora non possono dire di non sapere.

Michele Liberati

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