«

»

Stampa Articolo

Tor Bella Monaca. Al C/C Le Torri arriva il “cappuccino sospeso”

gruppo okIl movimento internazionale evangelico l’Esercito della Salvezza, in collaborazione con il buon cuore e l’umanità del proprietario dell’esercizio MAX bar, attiva un’iniziativa solidale a favore dei senza fissa dimora.

Sfatato il mito secondo cui Tor Bella Monaca è un quartiere la cui popolazione ha (esclusivamente) dubbia reputazione: è proprio da questa malfamata periferia infatti, che da alcuni giorni si è attivata la solidale iniziativa del cosiddetto “cappuccino sospeso”. L’idea è partita dall’Esercito della Salvezza ed è stata messa in pratica da Massimiliano Bruno, il proprietario del MAX bar, sito in via Domenico Parasacchi n. 178, Tor Bella Monaca.

Il team dell'Esercito della Salvezza  - al centro il tenente colonnello TursiL’Esercito della Salvezza è un movimento internazionale evangelico attivo a Roma da più di cento anni ed operante nel campo dell’aiuto verso gli “ultimi” della società, sia attraverso le unità mobili, le quali distribuiscono alimenti e coperte, sia attraverso il centro di accoglienza, sito in via degli Apuli n.39 (Zona San Lorenzo), in grado di ospitare fino a 360 bisognosi. Quest’organizzazione volontaria è anche in prima linea negli interventi in caso di calamità naturali e gode di rappresentanza presso le Nazioni Unite. Collabora in parallelo con altri movimenti di volontariato, come ad esempio la Caritas. Eppure, non soddisfatta del suo già lodevole operato, in questi giorni ha deciso di mettere in piedi un ulteriore progetto volto all’aiuto non solo dei “senza fissa dimora”, il cui numero stimato a Roma ammonta intorno alle 8mila persone, ma anche di quegli esseri umani appartenenti alla cosiddetta categoria della “nuova povertà”.

Max Bar esterno 2Un’affettuosa e cordiale collaboratrice dell’Esercito della Salvezza, Francesca Danese, ci racconta infatti che negli ultimi anni si sono potuti osservare diversi fenomeni sociali a Roma, che hanno dato vita a nuove forme di disagio. Ci parla per esempio del flusso migratorio di persone che dal Sud Italia si reca a Roma in cerca di fortuna, ma che, non trovando lavoro, va ad accrescere la già consistente componente povera della popolazione della capitale: da qui  la nascita dei cosiddetti “amici di divano”, così definisce Francesca coloro che di giorno vagano per la città, mentre per la notte trovano alloggio nelle case di amici e conoscenti. Ancora si osserva come molte persone, perduto il lavoro e non potendo più permettersi il mantenimento della propria casa o non potendo più saldare l’affitto, rendono la loro automobile anche il loro rifugio per dormire. Si tratta dunque di gente che si trova improvvisamente catapultata nelle difficoltà economiche, di cui non parlano e per le quali nutrono vergogna, al punto da cadere nel tunnel della solitudine e del senso di abbandono. Per venire incontro a questi crescenti disagi in maniera discreta e gentile, l’Esercito della Salvezza, su idea del presidente del movimento, il Tenente Colonnello Massimo Tursi, ha elaborato l’idea del “cappuccino sospeso”.

Essa consente non solo di espandere gli interventi dell’Esercito della Salvezza, ma anche di consentire alla popolazione tutta di compiere opere di bene. In cosa consiste infatti il progetto del cappuccino sospeso? Altro non è che la possibilità dei clienti dei bar aderenti all’iniziativa, di lasciar pagato un cappuccino, una colazione, qualsiasi cosa essi si sentano di offrire a chiunque ne avesse bisogno. Il tutto avviene nella completa legalità: nel momento in cui il cliente “donatore” paga, oltre alla propria consumazione anche ciò che ha deciso di donare, appunto, viene rilasciato uno scontrino, conservato nella tazza simbolica dell’Esercito della Salvezza, che il barista andrà a pescare nel momento in cui la persona in difficoltà andrà a chiedere se c’è qualcosa di pagato di cui può beneficiare.

Questa usanza ricorda molto “‘o ccafè suspes”, un’abitudine storicamente documentata a Napoli, e che la dice lunga sulle origini partenopee del Tenente Colonnello Tursi. Tuttavia, piuttosto che incentivare i clienti al pagamento di un caffè, il progetto sostituisce questa bevanda con il cappuccino (e tende ad escludere, per ovvi motivi, gli alcolici), poiché, ci spiega la Danese, “più sostanzioso e più caldo”, in poche parole più adatto alle rigide temperature invernali, e in grado di dare maggior ristoro a chi deciderà di usufruirne. La tazza calda, inoltre, è simbolo di calore ed accoglienza senza giudizio (dal momento che, essendo il prodotto pagato, non va a pesare sul lavoro dei baristi, né tanto meno costringe chi non può pagare a chiedere “l’elemosina”), senza contare che tale gesto è educativo e trasmette valori, sia ai clienti che aderiscono all’iniziativa, ma anche agli esercenti stessi.

Chi si è mostrato particolarmente entusiasta del progetto del cappuccino sospeso e vi ha aderito il giorno stesso che gli è stato proposto, ovvero il 18 gennaio, è il sorridente proprietario del MAX bar, Massimiliano Bruno che, con modestia ed umiltà, ci racconta di aver voluto prendere immediatamente parte all’iniziativa sia per la validità dell’idea, sia perché, in Calabria, da dove lui proviene, l’usanza di lasciar pagato un caffè per chi non possa permetterselo è ben radicata.

A porsi da tramite tra la sua attività e l’iniziativa dell’Esercito della Salvezza, ci racconta Massimiliano, è stata Alessandra Laterza, presidente del centro commerciale Le Torri, la quale, avendo notato il progetto del cappuccino sospeso in un bar a San Lorenzo (aderente all’iniziativa dal giorno 14 gennaio), ha immediatamente contattato sia l’Esercito della Salvezza sia Massimiliano stesso perché iniziasse la collaborazione tra loro. “Già in pochi giorni – ci dice Massimiliano –  le persone che hanno voluto lasciare qualcosa di pagato, sono state tantissime, un po’ meno coloro che hanno pensato di usufruirne, perlopiù su mio suggerimento, essendo persone in difficoltà di mia conoscenza, e che ho invitato a far colazione, in quanto, appunto, già pagata da qualcun altro. Ma siamo fiduciosi e diamo il tempo al progetto di prendere il via: d’altronde sono solo pochi giorni che è partito”.

In definitiva, l’idea si è rivelata immediatamente di successo per quanto riguarda gli intenzionati a fare qualcosa di buono, non solo nella micro-realtà del MAX bar, ma anche su scala più ampia: grazie alla diffusione dell’iniziativa sui social network, Francesca Danesi ci dice che “molti sono gli esercenti che stanno contattando l’Esercito della Salvezza per poter essere coinvolti nel progetto, addirittura sono arrivate telefonate fin da Ostia”.

Sembra che, inoltre, anche la sede di Firenze dell’Esercito della Salvezza sia intenzionata ad avviare l’iniziativa del cappuccino sospeso: non possiamo che essere lieti di constatare che la generosità e la bontà sono valori saldi, ben radicati e che attecchiscono e si spargono a macchia d’olio… Anzi, a macchia di latte. Giulia Sfregola

 

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/tor-bella-monaca-al-cc-le-torri-arriva-il-cappuccino-sospeso/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.