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Tor Bella Monaca. A Largo Mengaroni tra rifiuti, topi e carcasse d’automobile

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Le strade interne invase dai rifiuti, insieme ai topi che ci gozzovigliano dentro. Per non parlare delle carcasse di automobili o di un furgoncino porta immondizia. Parla anche il papà di uno dei bambini diventati famosi per ‘la conta dei topi’. Dalla visita della Sindaca nulla è cambiato.

Tor Bella Monaca è un quartiere fatto di contraddizioni. Da un lato si può dire che è un gioiello per i suoi spazi verdi, per le strade abbastanza ampie da non lasciarsi inghiottire dal traffico, per avere a portata tutti i servizi di cui necessita la vita quotidiana. Dall’altro, tuttavia, è l’inferno per chi vorrebbe una vita semplicemente normale.

20180427_162343Siamo contattati da una signora che preferisce rimanere anonima da Largo Mengaroni, una traversa di via Quaglia. La signora avrebbe ricevuto spesse volte delle minacce per “non essersi fatta i fatti propri”, lamentando un degrado che “Mai era arrivato a tanto. Questa situazione è peggiorata nel corso degli ultimi anni, quando sono iniziate le occupazioni abusive delle case – racconta la signora – O addirittura le compravendite degli alloggi. Oggi è un caos e un delirio che non ci si capisce più nulla”.

Il caos di cui parla la signora è ben visibile passeggiando per le stradine interne che portano ai parcheggi delle automobili. L’asfalto è quasi del tutto sconnesso, vittima delle radici degli alberi che rendono davvero impossibile la vita a persone con disabilità. “Non sono poche le persone con il deambulatore – ci dice la signora – Che rinunciano a muoversi perché non hanno alcun aiuto. Figuriamoci con le carrozzelle, è impossibile muoversi”. Anche le macchine hanno difficoltà, andando continuamente a toccare terra con le parti meccaniche.

20180427_162330Eppure è sui rifiuti che si apre un capitolo a parte. Carcasse di automobili con i vetri spaccati, sedili divelti, cofani spalancati, ruote distrutte: saranno state sei o sette. Poi altre automobili, forse abbandonate, e un furgoncino. Lui è il protagonista, diventato il secchione più grande del comprensorio. Il furgoncino abbandonato è diventato infatti ostello per i rifiuti di tutti. E davanti a lui una sequela di secchioni, veri, circondati di spazzatura. E in assenza dei gatti, cioè le istituzioni, i topi, quelli veri, ballano.

La signora è fortemente amareggiata e si chiede continuamente “perché” questo abbandono. Ci fa addirittura vedere casa sua per mostrarci quanto sia stata costruita bene, paradossalmente. Ma Tor Bella Monaca, lo abbiamo detto all’inizio, è anche questo: un continuo paradosso.

Un altro residente molto attivo è Maurizio Andreani. Ricordate la conta dei topi dei bambini di Largo Mengaroni che fece muovere la Sindaca Raggi fino a Tor Bella Monaca con fotografi al seguito? Beh, Maurizio è il papà di uno di quei bambini.

Dalla visita della Sindaca che tanto aveva promesso per il quartiere poco sembra essere cambiato.

largo-mengaroni-giochi-v-0548-300x165Era l’8 luglio 2016 quando un gruppo di bambini di ritorno dalla piscina notarono intorno ai secchioni accanto all’area giochi di Largo Ferruccio Mengaroni “25 topi”. Decisero di filmare il degrado per mostrare come “è ridotta Tor Bella Monaca”. Venne la Sindaca Raggi l’11 luglio, si fece riprendere e fotografare con i bambini.

Poi un comunicato della Sindaca: “Oggi mi sono recata a Tor Bella Monaca insieme all’assessore all’ambiente Paola Muraro per verificare la situazione d’emergenza rifiuti denunciata dai cittadini. Questa mattina sono arrivati subito i camion dell’Ama che hanno ripulito la zona, ma questo intervento deve considerarsi solo l’inizio. Con Paola Muraro, con il presidente del Municipio e con l’assessore del Municipio abbiamo creato un piccolo pool per gestire questa situazione e dargli continuità nel tempo. Non è più ammissibile che i nostri bambini siano costretti a vivere e giocare in queste condizioni: troppe persone, qui, come in altri quartieri della nostra città, vivono nel degrado. Ma attenzione, quello che ci chiedono i cittadini è di non fare la solita passerella. Evidentemente sono abituati a questo, a politici che vengono, vanno, magari risolvono nell’immediatezza il problema e poi lasciano la città comunque nel solito abbandono. Non è questo che dobbiamo e vogliamo fare, quindi partiamo da qui, dalle periferie, dalla Roma dimenticata, per ricominciare a ristabilire un po’ di ordine e normalità”.

raggi-bambino-nuovaParole che sono rimaste tali, tanto che alla nostra redazione  Gianluca Andreani, uno dei ragazzi della ‘conta’ , il 28 novembre 2016 aveva inviato un nuovo  filmato: “I topi ci sono ancora dopo che la sindaca è venuta. Ce ne sono molti. Voglio ringraziare la Raggi che è venuta e ha parlato con noi e ha fatto fare una disinfestazione. Però non si è risolto tutto. Su Messanger ho provato ad inviare dei messaggi e un video alla sindaca dove si vedevano ancora i topi dopo il suo intervento. Non si fanno vedere come prima ma si sentono avvicinandosi ai cassonetti. A volte si vedono pure. Quando all’epoca con i miei amici abbiamo girato il video dove contavamo i topi, abbiamo inviato il filmato a La Fiera dell’Est che per noi ha fatto moltissimo. Con questo secondo video spero di aver fatto capire che vogliamo che nella nostra borgata le cose cambino”.

Dopo due anni da quei video la situazione è al collasso : “L’Ama non passa con regolarità – racconta Maurizio Andreani – e quando i secchioni sono pieni la gente butta per terra i propri rifiuti”. Un concetto lineare che non merita spiegazioni. Ma è solo colpa di Ama? O ci sono anche degli incivili? “Gli incivili ci saranno sempre – commenta il signor Maurizio – ma qui c’è tanta brava gente che si ostina a comportarsi bene”.

20180427_174446Maurizio e altri residenti si alternano, dopo il passaggio dell’Ama, per mettere bastoni e cassette di legno sulle aperture per tenere i secchioni aperti: “Questo lo dobbiamo fare per una serie di motivi. Per prima cosa l’Ama ha voluto mettere i secchioni rivolti con il pedale verso il muro. Quindi per aprirlo dobbiamo tirare su la maniglia. Per chi come me è giovane non è un problema, si alzano facilmente. Ma le persone anziane trovano difficoltà. E poi, diciamocelo: se il secchione è aperto la gente è ‘invogliata’ a lanciare il sacchetto dentro e non fuori il secchione”.Ed effettivamente, pare strano, ma la zona interessata dai secchioni aperti è la più pulita.

In realtà c’è anche un secondo motivo per cui Maurizio e gli altri bravi cittadini tengono aperti i secchioni: la pioggia. Qual è il legame tra un secchione e la pioggia? Molto semplice: i tombini sono ostruiti e la strada si allaga. Quindi, dato che prevenire è meglio che curare, con il secchione aperto è più semplice per tutti gettare il sacchetto.

20180427_174526Non si deve però omettere il fatto che “Vengono anche da fuori a scaricare immondizia”, ci dice Maurizio mentre indica una catasta di imbottiture per i sedili di automobili. “Le istituzioni devono intervenire – continua Maurizio – per dare un segnale al cittadino. Per non farlo sentire abbandonato. Basterebbe anche che Ama intervenga regolarmente, che non ci lasci vivere tutta la settimana in queste condizioni. Invece vengono solo il sabato, puliscono tutto per bene e poi non li rivedi più fino alla settimana successiva”.

Sul fondo della stradina, là dove ci sono i secchioni circondati da rifiuti, c’è un bel cumulo di terra pieno di buchi da cui escono fuori dei topi. Siamo prossimi all’estate, forse una delle più torride degli ultimi anni: cosa succederà quando i topi cominceranno a proliferare? Topi che vanno e vengono, che si nascondono quando individuano una persona in prossimità e che gozzovigliano allegramente tra l’immondizia. Questo è quello che si vede. Dobbiamo aspettarci che di nuovo i bambini si metteranno a contare i topi?

Dulcis in fundo, il furgoncino. Quel furgoncino porta immondizia che era un po’ il protagonista di questa drammatica cartolina da Tor Bella Monaca non ce l’ha fatta. Anche di lui rimane solo la carcassa, carbonizzata. Come i suoi rifiuti. Il nero della plastica bruciata e quell’odore nauseabondo invadono la stradina. Flavio Quintilli

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