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Tor Bella Monaca. A caccia delle “strutture fantasma” del quartiere

campo-di-bocce-in-disuso-via-santa-rita-da-casciaAntonella Chiorboli, residente nel quartiere, ci accompagna in un tour per mostrarci  tutte le strutture e gli edifici fatiscenti o dimenticati che potrebbero essere valorizzati per il bene e l’uso della comunità.

Antonella Chiorboli, un’agguerrita cittadina che abita nella zona di Tor Bella Monaca, ci indica un vero percorso esplorativo ‘ a caccia’ dei diversi edifici e  aree lasciate al degrado.

Partiamo dalla palestra dell’edificio scolastico in via Merlini: la struttura è stata completata ma non è sfruttata dagli alunni. Oggi risulta essere un “blocco” di cemento nel cortile della scuola. “È un peccato – commenta Antonella – poiché potrebbe essere una buona risorsa per gli studenti. Così è solo uno spreco di soldi”.

palestra-abbandonata-via-merliniProseguendo per la nostra “passeggiata”, arriviamo a Viale Santa Rita da Cascia: si tratta di una strada piuttosto principale di Tor Bella Monaca, dove il giovedì ed il sabato si svolge il mercato di quartiere, nonché punto di collegamento tra la zona Due Leoni e la strada principale di Tor Bella Monaca, ovvero Viale Ferdinando Quaglia. Ebbene, la strada è costeggiata da un’area verde in cui sorge un ex campo di bocce: “ex” poiché le sterpaglie lo hanno reso inagibile.

La nostra “guida turistica” Antonella ci racconta che adiacente il campo di bocce sorgeva qualche anno fa anche una piccola serra, dove si era pensato di far passare del tempo agli anziani. Il fatto che la struttura non sia più documentabile perché non ce n’è più traccia la dice lunga sulla concretizzazione di questo bel progetto, tale, in definitiva, solo nella teoria.

parco-via-giovanni-battista-cigolaA pochi passi da questo “cimitero” di belle iniziative, in via Giovanni Battista Cigola, forse l’area che tra tutte quelle evidenziate dal tour di Antonella lascia più con l’amaro in bocca: nel luogo indicato sorge infatti un’immensa area verde, ormai difficile definire come “parco”. C’è un’area giochi per i bimbi (ovviamente al momento le giostre sono pericolanti e mal tenute), un sentiero per chi intenda portare a passeggio i cani, cosa che in effetti, ci racconta Antonella, una decina d’anni fa lei stessa faceva: “Ora avrei paura a venirci da sola, chissà cosa potrei trovare in mezzo a quell’erba alta!”. Il  “parco” è anche dotato di un laghetto, ma al momento somiglia più ad una palude, con le recinzioni fatiscenti e il ponticello pericolante.

D’altronde, questo senso di insicurezza ci viene trasmesso nell’immediato ingresso al parco, costituito da delle assi mal fissate sopra ad una voragine: a condire il tutto, i rifiuti sparsi sul suolo.

Il nostro giro si conclude tornando al punto di partenza, in zona Via Merlini, dove Antonella ci indica la serie di serrande di negozi chiusi definitivamente.

Giulia Sfregola

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