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Tesseramenti PD nell’Aula Civica, le associazioni chiudono un occhio

Nella serata di martedì 5 novembre il Presidente del Municipio, Marco Scipioni, ha dato il suo benestare per svolgere il congresso del Pd all’interno dell’Aula Civica di Castelverde, in barba al regolamento dell’edificio. Da “gravissimo atto” ora le associazioni parlano di “disguido”.

Sembrerà assurdo, ma è così. Le tre associazioni (Comitato di Quartiere, Associazione Castellaccio ed Associazione Ottavo Atto) alle quali è stata affidata la gestione dell’Aula Civica, a seguito di un incontro con il Presidente del Municipio, hanno deciso di non procedere legalmente: della serie “scurdammoce ‘o passat”. Scipioni, dopo aver infranto una delibera emessa dallo stesso Municipio del quale è attualmente Presidente, a quanto pare se la sta allegramente scampando. Nella sera del 5 novembre, vista la revoca del Congresso nel Circolo PD di Castelverde, il Presidente ha avuto modo di entrare nell’edificio pubblico grazie ad un gruppo di anziani i quali, secondo un accordo scritto, avevano il permesso di riunirsi nella sala quando questa è libera. Queste persone, per giunta, chiedevano già da tempo un centro anziani nel quartiere. Sarà stato forse un caso che venerdì 8 novembre, a pochi giorni dall’accaduto, il Presidente li abbia convocati nel suo ufficio per trattare l’argomento? L’atteggiamento più incomprensibile, però, resta quello del Comitato di Quartiere: appena appresa la notizia, si è scatenata l’indignazione dei residenti e dei membri del Direttivo, i quali parlavano di “un atto di arroganza del Presidente” e di “denunciare i reati commessi”. Una settimana dopo, però, sembra tutto passato: l’ascia di guerra è stata seppellita e, con essa, anche la lotta per la tutela dei beni pubblici. “La cosa non si ripeterà più, al momento siamo soddisfatti” scrive un esponente del Comitato. E pensare che è stato proprio il partito del Presidente Scipioni ad indignarsi quando, nel 2008, l’allora Assessore comunale all’Ambiente, Fabio De Lillo, utilizzò l’Aranciera, edificio di dominio pubblico, per una festa privata. Per questo scandalo, il PD chiese con fermezza le sue dimissioni.

La reazione dell’opposizione

Nel Consiglio municipale del 7 novembre, il Consigliere Daniele Pinti (PDL) ha presentato un’interrogazione in cui veniva chiesto di far luce sulla questione. Ad oggi, nessuna risposta, come prevedibile. Messo al corrente della scelta delle associazioni che gestiscono l’Aula, Pinti ammette: “Mi dispiace che non siano i rappresentanti dei residenti ad agire per tutelare gli spazi pubblici”. In questi giorni, inoltre, insieme al Capogruppo PDL, si deciderà come intervenire a tal proposito. Anche il Movimento 5 Stelle ha sottoscritto questa interrogazione ed il Consigliere Fabio Tranchina aggiunge: “Noi come consiglieri abbiamo la possibilità di far intervenire l’organo superiore competente. Stiamo, infatti, preparando delle richieste per il Segretariato Generale, il cui compito è quello di svolgere i controlli necessari. Per ora iniziamo con questo, più in là potremmo ricorrere al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale ndr)”.

In che modo ha agito il Circolo PD Versante Prenestino?

Valeria Sipari, coordinatrice pro-tempore del Circolo, ci spiega: “Abbiamo presentato una denuncia in Federazione il giorno successivo ai fatti, sottolineando che il regolamento vieta l’utilizzo privato e politico dell’Aula”. Con la recente elezione di Lionello Cosentino a Segretario Romano del PD, però, la Commissione Congressuale è automaticamente decaduta: bisognerà, quindi, attendere la costituzione di quella nuova. Al contempo, però, è necessario specificare che, nel periodo intercorso tra la presentazione della denuncia e l’elezione di Cosentino (7 giorni precisi), non è arrivata nessuna risposta. “Ci aspettiamo una presa di posizione formale da parte della nuova Segreteria”, aggiunge, “la violazione di un regolamento è un fatto veramente grave”.

Fare il Presidente del Municipio non significa essere al di sopra delle leggi: occupare un’aula pubblica per un fine politico, per giunta privato come un tesseramento, è un reato perseguibile. Se le associazioni assegnatarie dell’Aula Civica hanno deciso di fare dietrofront, questo non vuol dire che anche i cittadini e le altre realtà territoriali e politiche decidano di fare lo stesso.

 

Lucrezia La Gatta

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