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Teatro Tor Bella Monaca, Gasperini contestato

I lavoratori del settore bloccano la conferenza stampa dell’Assessore alla Cultura, durante la presentazione della “Casa dei teatri e della drammaturgia contemporanea”. “Morte del teatro pubblico”. Critiche sui tempi e sui numeri.

È bufera. Con un ritardo di un mese dall’annuncio e con tempi ristrettissimi e sospetti, arriva il bando che renderà operativa la Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea e mette fine all’esperienza positiva dei Teatri di Cintura cui afferisce anche il Teatro di Tor Bella Monaca. L’ha presentato ufficialmente Dino Gasperini, assessore alle Politiche Culturali della giunta capitolina, nel pomeriggio di venerdì 7 dicembre nella Sala delle Bandiere del Campidoglio. O meglio ha tentato di presentarlo se non fosse che numerose realtà territoriali e del settore – Teatro Valle, Teatro del Lido Occupato, Angelo Mai – ma soprattutto i lavoratori interessati dalla manovra rivoluzionaria l’hanno accolto con una dura contestazione. Costringendolo ad abbandonare il tavolo della conferenza stampa. Secondo gli addetti, il bando sarebbe la morte del teatro pubblico in periferia. Innanzitutto perché i tempi sono ristrettissimi: scade il 3 gennaio, ci sono di mezzo le festività natalizie e la nuova programmazione dovrà partire rigorosamente il 1 febbraio. Pena la perdita del finanziamento. Questo vuol dire che rimarrà pubblicato per soli 30 giorni, a differenza dei bandi precedenti e che non potranno essere presentati progetti particolarmente articolati. C’è il sospetto che si voglia ostacolare la possibilità di un’ampia partecipazione – da sempre finalità perseguita dalle realtà di cintura – e magari favorire realtà teatrali grandi e già consolidate. A svantaggio delle associazioni del territorio. Il bando, inoltre, non fornirebbe alcuna risposta ai lavoratori del Teatro di Roma – concessionario in uscita dei Teatri di Cintura – che vedranno il 31 dicembre risolversi il vecchio contratto. La nuova gestione viene infatti affidata a Zetema, l’azienda capitolina che gestisce il monopolio dei servizi museali e dei grandi eventi di Roma e che in un primo momento – secondo la delibera di Gasperini – avrebbe dovuto provvedere all’assunzione di tutto il personale che fino ad oggi ha assicurato lo svolgimento delle stagioni culturali dei teatri in questione. Peccato che nel bando presentato Zetema l’abbia scampata e si annunci che la gestione del personale sarà totalmente a carico del concessionario vincitore del bando. Il nuovo concessionario potrà insomma scegliere, a sua discrezione, se confermare i vecchi contratti o piuttosto assumere nuovi dipendenti e dettarne le condizioni. Numerose critiche anche sui numeri. Per Tor Bella Monaca è previsto un finanziamento di 262.343,33 euro per l’anno 2013. Di questi 40mila euro stimati per il pagamento dei riscaldamenti e 96mila euro di gestione del personale. Sommando tutti gli ulteriori costi, in molti si chiedono quanto rimarrà per avere una programmazione culturale di qualità.
Silvio Galeano

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