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Teatro di Tor Bella Monaca: a quando la riapertura?

teatro okDopo la chiusura forzata del luglio scorso, il teatro è ancora in balia del nulla. Non si conosce il nome del vincitore del bando e i tempi stringono: il 4 gennaio dovrà riprendere l’attività. E c’è chi, indifferente prima, sfrutta oggi la chiusura per mera campagna elettorale.

Le porte del Teatro di Tor Bella Monaca si sono chiuse il 6 luglio per non riaprirsi più. L’amarezza e la mobilitazione dei cittadini e dei lavoratori, preoccupati per il futuro della cultura in un territorio estremamente bisognoso, non sono servite a nulla. La struttura di via Bruno Cirino, piena di vita, di attività e dalle porte sempre aperte, continua ad essere terra di nessuno. Il teatro – che fa parte dei ‘Teatri in Comune’, insieme al Quarticciolo e Villa Pamphjli ed oggi oggetto di lavori di adeguamento alle normative vigenti – non sarà chiuso per sempre, ma soltanto il tempo necessario per completare l’aggiudicazione del bando, promosso dall’Assessorato alla Cultura. Le fasi dell’operazione procedono, anche se con estrema lentezza. Il 5 ottobre si sono aperte le buste con i nomi di coloro che hanno fatto richiesta d’affidamento, a cui dovrebbero essere seguite altre commissioni per la valutazione dell’offerta economica e tecnica. Ad un mese da ciò nessuna seduta pubblica è stata ancora indetta dal Campidoglio. Al momento, quindi, non si conosce il nome del vincitore del Teatro di Tor Bella Monaca, nonostante siano soltanto due i richiedenti: l’RTI (associazioni Seven Cults, Teatro Potlach, La Casa dei Racconti) con l’ex Direttore organizzativo, Filippo D’Alessio (ammessa) ed il Teatro Libero di Giacomo Molinari (ammessa con riserva). Le attività delle compagnie aggiudicatarie dei tre teatri, che s’installeranno in seguito alle decisioni capitoline, riprenderanno dal 4 gennaio 2016 e dureranno fino al 30 giugno 2017.

Le polemiche degli indifferenti

Ad alimentare il fuoco delle polemiche – al momento in standby – ci pensa il Presidente del VI Municipio, Marco Scipioni, che, diventando pioniere e difensore della struttura culturale, ha addirittura inviato una lettera al neo Commissario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, per sollecitare la riapertura del teatro in tempi brevi. “Ho scritto una lettera – spiega in una nota Scipioni – molto chiara al commissario spiegando la situazione nella quale ci troviamo in virtù di pastoie burocratiche per le quali avevamo avviato anche un dialogo serrato con l’assessore Marinelli. Noi avremmo anche la soluzione a portata di mano e pertanto siamo disposti ad un urgente ed immediato intervento chiarificatore in modo che si possa, in tempi celeri, pensare alla riapertura di questa struttura utilissima per il territorio”.  Escludendo i soliti elogi per il teatro, ‘considerato fiore all’occhiello del territorio’ e celebrazioni gratuite simili, in questi due anni l’Amministrazione municipale attuale non ha però minimamente preso in considerazione il Teatro di Tor Bella Monaca, se non per lo svolgimento di qualche evento, politico e non. Il silenzio e l’assenza di Scipioni, dei consiglieri e degli assessori – maggioranza e opposizione erano latitanti durante la consegna delle chiavi e in altre occasioni –  è stata vergognosa.

Nonostante sia stata scritta da alcuni consiglieri una lettera di ‘condivisione della problematica’, nessuna azione concreta è stata effettuata. Il Teatro di via Cirino, i lavoratori e i fruitori dello spazio sono stati abbandonati al loro destino di isolamento forzato. Mentre il Quarticciolo e le Scuderie di Villa Pamphjli sono tornati a vivere attraverso progetti di qualità e di attrattiva per i romani, condivisi tra Municipi e Comune, la struttura di Tor Bella Monaca è stata abbandonata. Non per decisione del Campidoglio, per una volta, ma a causa della mancanza di una vera volontà politica.

Se fossero state presentate delle iniziative, il sipario, seppur per qualche giorno, si sarebbe riaperto e rinvigorendo la speranza dei cittadini di un interesse verso la cultura. Essa viene troppo spesso sfruttata e pubblicizzata quando ci sono in ballo finanziamenti da accogliere o un utile da ricavare. Perché per Tor Bella Monaca non è stato fatto nulla? Durante questi mesi sono in corso dei lavori di adeguamento della struttura – forse le ‘pastoie burocratiche’ tanto criticate – e probabilmente hanno limitato la possibilità di realizzare degli eventi nel teatro. “Io, in qualità di Presidente, ma anche i Consiglieri della maggioranza e gli Assessori, siamo pronti a manifestazioni pubbliche pur di restituire – continua Scipioni – alla cittadinanza questo bene indispensabile in un territorio che di fatto è stato per anni soltanto terreno di lottizzazioni ed edificazioni intensive. Nell’attesa di una risposta da parte del Commissario, inizieremo noi a sostenere la necessità di riportare questo bene alla cittadinanza del VI Municipio e della città di Roma”.

 Quando c’era davvero bisogno dov’erano tutti questi paladini? A quasi due mesi dall’apertura prevista dal bando (4 gennaio) è facile prendersi delle responsabilità. Nessun politico ha deciso di sporcarsi le mani e proporre alle tante associazioni territoriali (ree anch’esse di un sostanziale immobilismo) di mantenere vivo il fuoco della cultura. Si può continuare a sproloquiare sulla rilevanza del Teatro, ma se non lo si cura, non lo si valorizza come dovrebbe, esso non potrà mai fare breccia nei cuori dei romani. Melissa Randò

 

 

 

 

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