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Teatri di cintura: l’agonia potrebbe presto finire?

chiusura teatro tbm (5)Il 28 aprile è stata pubblicata la graduatoria definitiva dell’assegnazione delle tre strutture di Tor Bella Monaca, Quarticciolo e Scuderie di Palazzo Corsini. Non si conosce ancora la data dell’apertura delle attività dei luoghi della cultura periferica.

Dieci mesi di vuoto. Le serrande abbassate, le entrate deserte e i riflettori spenti dei tre teatri di Cintura sono un affronto ai tentativi culturali nelle periferie della Capitale. Dopo la latitanza dell’Amministrazione del Campidoglio, il 28 aprile è stata pubblicata la determina dirigenziale in cui viene svelata la graduatoria definitiva dell’aggiudicazione delle tre strutture teatrali. Chiusi ormai dal 7 luglio 2015, i teatri della Rete (Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Teatro Scuderie Corsini) e le associazioni richiedenti hanno vissuto mesi di attesa interminabili.

In seguito alle proteste dei Direttori Artistici, che avevano dato risalto alla cessazione della loro attività, avvenuta il 30 giugno 2015, e alla mancanza di un congruo bando, il Comune decise di istituirne uno, senza sfruttare la sinergia con l’istituzione “Zètema”, che fino ad allora aveva gestito le strutture. Il suo iter è stato lunghissimo. Pubblicato il 6 luglio e scaduto il 9 settembre, il bando di gara ne prevedeva l’apertura per il 4 gennaio 2016. Ma nulla di tutto ciò è stato rispettato e, ancora oggi, le loro porte sono chiuse. Nonostante l’apertura delle buste per l’offerta economica del 24 novembre, le graduatorie provvisorie sono divenute ‘ufficiali’ soltanto il 28 aprile – cinque mesi dopo -, confermandone i vincitori.

Il Teatro di Tor Bella Monaca se l’è aggiudicato la RTI – formata dalle associazioni Seven Cults, Teatro Potlach e La Casa dei Racconti con 92,42 punti – capeggiati dall’ex Direttore organizzativo, Filippo D’Alessio, il Teatro- Biblioteca Quarticciolo sarà gestito dalla Compagnia ‘Veronica Cruciani’ e dalla compagnia Teatro Viola che ha totalizzato 84,10 punti, staccando di soli 0,10 punti le rivali Trousse e Tramartis, ferme a 84. Anche per il Teatro Scuderie Corsini a Villa Pamphilj si è riconfermata la vecchia gestione della compagnia Teatro Verde di Veronica Olmi, con un punteggio più alto (74,71 punti) con un’offerta economica di 170.000 euro.

Perché il ritardo inspiegabile?

Come spiega la stessa determina dirigenziale capitolina i problemi non sono da imputare solo alla risaputa lentezza della burocrazia del Comune e molto ha influito l’inchiesta Mafia Capitale, per i conseguenti accertamenti al tappeto contro le irregolarità nei bandi pubblici. “In data 5 febbraio il Dipartimento per la Razionalizzazione della Spesa – si legge – ha comunicato a tutte le strutture dell’Amministrazione l’avvenuta operatività – dal 7 gennaio – della “Banca dati nazionale unica della documentazione Antimafia” e la conseguente necessità, per le stazioni appaltanti, di acquisire la documentazione Antimafia esclusivamente mediante consultazione della suddetta”. Il 14 marzo la Prefettura ancora non aveva fatto sapere nulla agli Uffici che hanno deciso di continuare la procedura d’assegnazione. Se ci saranno delle irregolarità per una delle associazioni vincitrici, si procederà alla loro esclusione. Per non concludere la questione entro tempi biblici, dopo qualche tentennamento l’Amministrazione capitolina ha riconosciuto la necessità di attivare la programmazione e i servizi connessi ai teatri per una serie di motivazioni.

La posizione periferica dei teatri e la mancanza di un presidio quotidiano e di un servizio di sorveglianza notturno comporta, infatti, profonda preoccupazione per i possibili pericoli di danneggiamento, furto od occupazioni indesiderate. Inoltre, gli immobili – ormai chiusi da 10 mesi – necessitano di indispensabili interventi di manutenzione ordinaria, impiantistica, di pulizia e di monitoraggio ai fini della loro preservazione collettiva. Anche dai diversi Municipi interessati è arrivata l’urgente richiesta di assicurare l’avvio della programmazione culturale dei teatri, affinché ritornino ad essere quella garanzia per cui sono nati: luoghi di cultura, punto di riferimento per i giovani, accessibili a tutti e promotori di quell’aggregazione sociale che le periferie conoscono ancora troppo poco.

Il bando non quadra

A destare preoccupazione non è solo l’incertezza sulla riapertura, ma anche i termini indicati nel bando. Nella determina dirigenziale non è stata messa per inscritto la data entro la quale i teatri dovrebbero tornare operativi e ciò la dice lunga sulla fattività entro l’estate 2016. Il bando pubblico dovrebbe scadere il 30 giugno 2017, rispettando la data indicata nella procedura. Non essendo entrati in funzione nel gennaio 2016, le associazioni teatrali rischierebbero di aver aspettato solo per lavorare un anno nelle strutture comunali. Inoltre, nel capitolato d’oneri è specificato che “il termine d’inizio della concessione è posto a favore del Dipartimento Cultura e, pertanto, eventuali slittamenti dello stesso, non dipendenti dal concessionario, non comporteranno per quest’ultimo alcun diritto di risarcimento o di indennizzo. In caso di ritardo, l’importo del finanziamento sarà proporzionalmente ridotto”. A causa dei ritardi altrui, saranno le associazioni e i cittadini a subire i danni maggiori dell’assenza di attività dei Teatri di Cintura.

Melissa Randò

 

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