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Superare i campi rom: il Senato approva la risoluzione

via salviati 7La Commissione dei Diritti Umani del Senato ha approvato nei giorni scorsi una risoluzione per virare rotta e smantellare l’inefficace “sistema campi nomadi”.

Dimenticate le baraccopoli, i roghi tossici e i ghetti nelle periferie delle città. Presto potrebbero (e il condizionale è d’obbligo) evolversi. A provare ad invertire la rotta di anni di politiche “isolazioniste” è la Commissione Diritti Umani del Senato che l’11 marzo ha approvato una risoluzione per il superamento dei “campi nomadi” in Italia. Se fosse attuata, scatenerebbe una rivoluzione positiva nelle città della Penisola, compresa la Capitale. Dopo l’inchiesta Mafia Capitale e gli scandali scoppiati in materia di servizi e cooperative sospette, si cerca di procedere avanti nella giusta direzione. Il riflettore che ha illuminato il micro cosmo di criminalità e degrado, di cui il sistema “campi rom” si è nutrito per anni, ha rivelato tutta la sua fallibilità.

“La risoluzione nasce dalle visite svolte dai membri della Commissione nei mesi scorsi in campi e villaggi attrezzati, soprattutto nella città di Roma. In particolare – spiega in una nota il presidente della Commissione parlamentare, Luigi Manconi – è stato visitato più volte il ‘Best House Rom’, il noto centro che accoglie circa 300 persone ‘in spazi inadeguati e lontani dall’assicurare condizioni di vita minimamente accettabili”. Qualche tempo fa lo stesso Assessore alle Politiche Sociali, Francesca Danese aveva avanzato l’ipotesi di un superamento del sistema, offrendo una sistemazione più consona alle tante famiglie interessate. Nonostante il Campidoglio abbia speso non poche risorse nel mantenimento e in azioni di sgombero nei campi rom del suo territorio (circa 16 milioni di euro solo nel 2013), i risultati sono stati tutt’ altro che soddisfacenti. Le situazioni di disagio e criminalità peggiorano le condizioni di vita delle comunità Rom, Sinti e Caminanti che spesso vivono nell’immondizia e con le fogne a cielo aperto. La risoluzione prevede, inoltre, un impegno del Governo affinché adotti una Strategia nazionale d’inclusione, che abbia misure urgenti ed efficaci nell’ambito delle politiche generali di inclusione sociale. L’iniziativa della Commissione del Senato è stata salutata con grande speranza anche dall’ Associazione “21 luglio”, che durante gli ultimi mesi si è fatta promotrice d’incontri e di sopralluoghi e che ha accolto la notizia come di un “ulteriore passo verso la chiusura definitiva dell’era “campi nomadi” e della dismissione di questi “non luoghi” dove i diritti umani di rom e sinti sono sospesi”. La risoluzione, però, non potrà avere nessun futuro se non verrà appoggiata dal Senato e dallo stesso Governo. Il primo obiettivo è fermare la costruzione di nuovi insediamenti- ghetti nelle maggiori città italiane e attuare da subito il provvedimento. Sarà necessario coraggio a sufficienza per invertire la rotta degli sprechi e di garanzia dei diritti. Se i campi saranno veramente superati, saranno risparmiati – solo a Roma – più di 16 milioni di euro annui che potrebbero essere reinvestiti in attività a sostegno e d’integrazione (anche abitativa) della comunità rom. Che aspettare?

Nel frattempo i roghi continuano…

La piaga dei fumi tossici non si è fermata nemmeno con il provvedimento del Senato. Quotidianamente il quadrante della periferia Est di Roma (e non solo) è investito dai roghi neri e carichi di diossina che si alzano dai campi di via Salviati e via di Salone. È stato presentato nei giorni scorsi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma da parte del Consigliere regionale del Lazio, Fabrizio Santori, che ha aperto un’indagine contro ignoti per getto pericoloso di cose e combustione illecita di rifiuti. “Sulla base della normativa vigente, visto l’art. 32 della Costituzione, l’art.256 bis D. Lgs. N. 152/2006 introdotto attraverso il Decreto Legge “Terra dei Fuochi”, richiediamo di adottare – si legge nell’esposto di Santori – tutti i provvedimenti necessari per individuare i responsabili e punirli a tutela della sicurezza dei cittadini e del patrimonio immobiliare che sorge nelle aree limitrofe i campi e prevenire danni ambientali irreparabili causati da sostanze pericolose, gas tossici e vapori dall’odore nauseante”. Roghi tossici, rovistaggio nei cassonetti e furti di cavi elettrici sono tre dei problemi affrontati nel testo, a cui dovrà essere data una risposta concreta. Melissa Randò

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