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Stipendio raddoppiato per la compagna del Presidente

esplosottavoAmmonta a 56mila euro il nuovo stipendio della compagna di Scipioni. In esclusiva i nuovi documenti che lo attestano.

Da 28.380,22 a 56.828,00 Euro: è quanto la compagna del Presidente Scipioni percepisce ora per la sua prestazione presso la commissione presieduta dal Consigliere regionale Mario Ciarla (Pd), legato a doppio filo con il Minisindaco e il deputato Umberto Marroni. Qualche mese fa, La Repubblica raccontava di come la compagna del Presidente Scipioni da dipendente della Asl fosse stata comandata presso la Regione Lazio. Uno dei classici casi di parentopoli. Ma la testata si era spinta oltre denunciando che la donna, mentre lavorava nella commissione regionale, in realtà prestava servizio presso la Presidenza del VI Municipio. Quindi percepiva stipendio dalla Regione Lazio, ma lavorava da un’altra parte. Ipotizzava quindi il reato di distrazione di fondi, abuso di ufficio, truffa. Accuse respinte dal Presidente del Municipio e dalla segreteria di Ciarla.

Ora spuntano nuove carte: non solo la donna ha potuto godere di un notevole salto di qualità nel suo curriculum vitae, ma sta beneficiando di un cospicuo compendio economico. Dai documenti in nostro possesso emerge che T.P. oggi risulta, con nella determinazione dirigenziale n. 852 del 03/12/2013, assunta con un contratto annuale di Euro 56.828,00: il doppio di quanto percepiva come posizione D/D5 presso la Asl RM/B in qualità di collaboratore tecnico di laboratorio analisi. L’incarico è stato accettato dall’interessata in data 28/11/2013, giorno in cui la stessa ha firmato il suo consenso al comando “a decorrere dal 1/01/2014”. La Asl, ente di provenienza della donna, si è espressa con parere favorevole il 19/11/2013.

Ricordiamo che si tratta di un rinnovo perché T.P. già da novembre, collaborava nella VIII commissione consiliare permanente (Agricoltura, artigianato, commercio, formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo economico) presieduta da Ciarla. La segreteria del Consigliere regionale alle nostre domande sui criteri che avevano spinto all’assunzione, aveva spiegato che è stata scelta perché ”la signora lavora in Regione da 31 anni. E’ stata delegata CGIL, quindi persona molto competente sul tema del lavoro che riguarda questa commissione. Abbiamo scelto lei per la sua attività sindacale”.

In tutta questa storia si evidenzia inoltre, tanto per rimanere in tema parentopoli, che i pareri della Asl, dove lavora anche il Presidente Scipioni, sono arrivati nel giro di un paio di giorni. Cosa che invece non avviene quando si tratta di richieste di pensioni di invalidità, di visite mediche e tutto ciò che concerne la sanità pubblica, laddove gli utenti arrivano anche ad aspettare sei mesi, se non addirittura un anno per una singola prestazione. Stessa cosa per quanto riguarda i semplici dipendenti, quelli che non hanno santi in paradiso, il cui destino è legato spesso agli umori dei dirigenti di turno.

Ancora una volta, Scipioni piega l’Amministrazione Pubblica, dal Municipio alla Regione Lazio, come fosse un feudatario, intento a spartire i terreni migliori ai suoi protetti per un tornaconto personale. C’è da riflettere: un metodo deleterio che è quanto di più distante dalla tanto decantata trasparenza in campagna elettorale.

Federica Graziani e David Nicodemi

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