«

»

Stampa Articolo

SPECIALE REGIONALI 2013 – Zingaretti si presenta.

Nicola Zingaretti per il centrosinistraZingaretti in pole position per la Presidenza della Regione Lazio risponde alle nostre domande.

Trasparenza, partecipazione e innovazione. Sono i tre punti sui quali si fonda il programma dell’ex Presidente della Provincia Nicola Zingaretti. L’abbiamo interrogato sui temi più importanti per la vita dei cittadini come sanità e ambiente. In particolare abbiamo posto domande su quali provvedimenti vuole adottare rispetto al tema dei rifiuti. Risposte vaghe e ridondanti.

Quali saranno i punti chiave che vi distingueranno dall’amministrazione precedente?
Trasparenza, partecipazione e innovazione: vedo queste tre cose nel futuro prossimo della nostra Regione. In un momento in cui la credibilità della Regione è pari a zero la prima urgenza è riconquistare la fiducia dei cittadini. Noi vogliamo far invertire la rotta al Lazio con un grande piano di rinnovamento, grazie a un modo nuovo di amministrare la Regione. Dobbiamo attuare una profonda revisione della spesa pubblica per tagliare gli sprechi ma non i servizi ed è necessario avviare una semplificazione amministrativa per sgravare imprese e cittadini di oneri burocratici e ridurre i tempi di conclusione delle procedure.
Dobbiamo sostenere e rilanciare la crescita, l’innovazione e la coesione sociale attraverso l’utilizzo efficiente dei fondi europei. Per governare sono necessari senso di responsabilità, serietà e onestà, insieme al coraggio dell’innovazione. Non si governa per lasciare le cose come stanno, ma per renderle migliori. Sicuramente dobbiamo dire basta a chi “immagina” che la cosa pubblica sia privata, come troppo spesso alcuni esponenti della classe politica hanno fatto. Governare significa prendere un impegno con i cittadini e portarlo fino in fondo nell’interesse esclusivo della comunità.

Cosa intendete fare per quanto riguarda i costi della politica nella Regione Lazio?
L’enorme spreco di risorse di cui ha dato prova l’ultimo Consiglio è qualcosa di indegno, che non deve vedersi mai più. Sui costi della politica non punteremo solo alla sobrietà, applicando la normativa nazionale per la riduzione dei compensi dei consiglieri e abolendo i monogruppi, ma realizzeremo una vera e propria rivoluzione della trasparenza: ogni spesa dovrà essere registrata e ogni fattura dovrà essere pubblicata su internet. Istituiremo l’Anagrafe dei redditi e dei patrimoni degli eletti e dei nominati, con la pubblicazione su Internet di tutti dati riguardanti le presenze, lo svolgimento dei lavori, i risultati, gli stipendi, gli emolumenti, le consulenze, i pagamenti, i benefit dei politici eletti e di chi ricopre un ruolo pubblico. Il controllo diretto dei cittadini è la prima condizione per impedire sprechi e ruberie, perché se tutto è sotto gli occhi di tutti, nessuno potrà più commettere abusi. Per ridurre gli sprechi, occorre un piano di largo respiro. Metteremo in moto un processo di riduzione e accorpamento di agenzie e società, taglio dei Cda con la nomina di amministratori unici e il rafforzamento della Centrale unica per appalti e acquisti di beni, servizi e forniture estesa anche ad enti, agenzie e società regionali: un’azione grazie alla quale contiamo di ottenere risparmi di almeno 30 milioni di euro l’anno che reinvestiremo sul welfare e sul trasporto pubblico.

Nel vostro programma parlate di raccolta differenziata porta a porta, ma anche di recupero energetico dei rifiuti (termovalorizzazione) quanto dovrà durare ancora questa pratica?
La strada maestra per invertire la gestione del ciclo dei rifiuti e renderlo più sostenibile passa per la raccolta porta a porta, come abbiamo avuto modo di sperimentare in Provincia di Roma. Si tratta dell’unica modalità che permette di aumentare la qualità e la quantità dei rifiuti differenziati, per avviarli a una nuova vita attraverso il riciclo e il riuso. Questo è ciò che avviene nelle moderne realtà amministrative del Nord Europa e in alcune aree del Nord Italia. Noi privilegeremo la prevenzione della produzione dei rifiuti e il loro riutilizzo, così come impongono le Direttive dell’Unione Europea in materia.

In tema rifiuti dite che volete perseguire il progetto Ama-Conai sulla raccolta differenziata, che prevede la raccolta stradale, ma a livello mondiale è stato riconosciuto come quello che offre il risultato peggiore. Perché questa scelta?
Quello sviluppato con il Conai è un progetto sperimentale di cui bisognerà valutare oggettivamente i risultati e che prevede importanti innovazioni rispetto al servizio attuale, quali l’estensione della raccolta porta a porta, la separazione della frazione organica anche nelle aree dove rimarrà la raccolta stradale (inevitabile anche nei sistemi più avanzati nelle aree meno urbanizzate) attraverso l’introduzione di un contenitore dedicato, e la raccolta separata del vetro. Pensiamo che Roma Capitale debba riscrivere il contratto di servizio con l’Ama S.p.A., fermo al 2004, rafforzando la riorganizzazione del servizio per ambiti di intervento sub-municipali, fino a prevedere una contabilità analitica per singolo centro operativo che possa consentire di avviare un confronto a livello di costi tra le diverse aree del territorio in grado di aumentare i livelli di produttività ed efficienza sia delle attività di raccolta che di spazzamento delle strade. C’è bisogno, poi, di un forte recupero di efficienza e di trasparenza di AMA S.p.A., la cui gestione dell’ultimo quinquennio non ha bisogno di commenti per la continuità con la quale se ne interessano le cronache quotidiane.

In tema di rifiuti proponete di realizzare gli impianti autorizzati, per cui dobbiamo intendere che l’inceneritore di Albano, per esempio, sarà aperto?
Per quanto riguarda l’impiantistica, noi non abbiamo preclusioni ideologiche, ma pensiamo che nel nuovo sistema di gestione dei rifiuti i grandi impianti, come le grandi discariche, saranno superflui.

Trasporti. Si parla molto di trasporto pubblico locale ci sono le risorse per migliorare il servizio? Non sarebbe il caso di rinunciare a grandi opere come la realizzazione del grande raccordo bis?
Sull’ipotesi del GRA bis ho già ribadito, da presidente della provincia di roma, il mio no alla realizzazione. Mi sembra che la questione sia superata. Nel lazio il trasporto pubblico non funziona e il nostro territorio ha il più alto numero di automobili per abitante in Italia. Noi vogliamo garantire la libertà di muoversi senza auto. A partire dai pendolari. È un progetto ambizioso, che diventerà possibile rilanciando il trasporto su ferro con nuovi treni, nuove stazioni, nuovi parcheggi, con un piano per le infrastrutture e sostenendo la mobilità alternativa ciclistica e pedonale. Stanzieremo 70 milioni di euro per l’acquisto di nuovi treni: che significa un aumento di capienza di 30 milioni di passeggeri l’anno, 100.000 al giorno. L’altra priorità è completare le infrastrutture strategiche, a partire dalle ferrovie regionali e dal prolungamento almeno fino a piazza Venezia della Linea C della Metro di Roma.
In particolare lanceremo entro 100 giorni il bando di gara per la prima tratta del raddoppio della Roma – Viterbo fino a Morlupo e ci impegniamo a trovare le risorse per il completamento dell’opera definanziata dalla Giunta Polverini. Tra le altre priorità la tratta Campoleone – Nettuno e l’utilizzo delle tratte lasciate libere dall’alta velocità sulla Roma – Latina – Formia. Vogliamo, infine, favorire il passaggio delle linee Roma-Lido e Roma-Pantano alla gestione di Roma Capitale. Insomma vogliamo restituire efficienza al servizio e realizzare sistemi di mobilità sostenibile con un’attenzione particolare ai contratti di servizio sui quali vigileremo per garantire il rispetto degli standard di qualità.

Sanità. Che posizione avete in merito alla privatizzazione dei servizi che la Giunta Storace e poi quella della Polverini hanno invece sostenuto?
La risposta è chiara: noi dobbiamo essere in grado di mantenere il principio di una sanità universalistica, e garantisca il diritto alla salute. Un diritto fondamentale che non può in alcun modo essere sacrificato sull’altare del risparmio. Quindi, dobbiamo voltare pagina. In questo quadro non possiamo non riconoscere che nel privato si esprimono alcune delle nostre grandi eccellenze, si genera economia e trovano lavoro migliaia operatori. Il punto è che anche il rapporto con i privati convenzionati però deve assolutamente essere regolato da criteri di efficienza, trasparenza e appropriatezza. Altrimenti rischiamo di rivedere quei monumentali casi di spreco o, peggio, di malaffare che hanno caratterizzato la storia anche recente del Lazio.
Il futuro della sanità della Regione passa attraverso una difficile fase di transizione tra l’eredità di una stagione fallimentare, che ancora non si è chiusa, e la definizione e costruzione di un nuovo modello di sanità, che ancora non c’è. Con l’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale, vogliamo varare, entro il primo anno di governo, una riorganizzazione più equa e sostenibile della rete ospedaliera e un nuovo modello di cure territoriali, fondato su: Studi associati di medicina generale con funzioni diagnostiche di base, Case della Salute, Ospedali di comunità. È un percorso lungo e complesso che va gestito con senso di responsabilità, equilibrio e capacità di dialogo, che certamente dovrà includere anche gli operatori privati.

Federica Graziani

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/speciale-regionali-2013-zingaretti-si-presenta/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.