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SPECIALE REGIONALI 2013 – Lazio, i costi di una Regione sprecona

una valanga di sprechiNon solo la questione degli scandali emersi qualche mese fa. E’ proprio la gestione dei fondi a essere poco chiara.

Una valanga di sprechi che hanno dato fama alla Regione Lazio dell’ente più caro d’Italia. Un primato del quale andare ben poco fieri: inutile negare le responsabilità della del centrodestra al governo durante lo scandalo che ha visto come protagonista il capogruppo Fiorito. Ma si è trattato solo dell’ultimo capitolo di una saga di sprechi lunga anni.

Grande responsabilità per l’ incremento della spesa va all’aumento dei gruppi consiliari e delle commissioni: più poltrone, maggior numero di  indennità e benefit. Inoltre la questione  sprechi, per quanto nota per la sua anomalia, non era stata mai affrontata fino al “caso – Batman”. La stessa Renata Polverini, ex Presidente Regionale durante lo scandalo, ha negato di essere a conoscenza del funzionamento dei finanziamenti ai gruppi e al consiglio (resta piuttosto difficile crederle.).

Di certo però era a conoscenza di quanto è accaduto alle cifre dei bilanci negli ultimi due anni di legislatura: 104 milioni l’anno era il costo stimato, in base ai bilanci, del Consiglio Regionale nel 2010. Obiettivo di allora? Portarla prima a 97 e poi a 89 milioni. Peccato che gli ultimi due bilanci le cifre sono piuttosto incongruenti: 109,7 milioni nel primo e ben 115 milioni di euro nel secondo bilancio presentato. La spesa procapite stimata è di ben 18,15 euro, contro i 7,77 euro di media nazionale. Ci si chiede perché gli abitanti del Lazio siano costretti a pagare più del doppio per “mantenere” il Consiglio della propria Regione. Il costo, poi, di ogni singola carica che siede sulle poltrone regionali lascia di stucco: oltre l’indennità, 4252 euro, i consiglieri hanno diritto alla diaria , 4003 euro e ai rimborsi carburante, 40 cent. a chilometro. Se poi si ricopre un altro incarico a questi 8mila euro circa va aggiunta la così detta indennità di funzione: 2311 euro ai presidenti del consiglio, se ne contano 19, circa 1800 euro ai 38 vicepresidenti di consiglio. Addirittura i vicepresidenti di commissione percepiscono 549 euro al mese: in alcuni momenti ne sono state contate ben 20. Il peso sul bilancio regionale? Un milione di euro l’anno ciascuna! Tirando le somme le cifre sono da capogiro: il presidente percepisce ben 251mila euro lordi, i due vice 484mila euro lordi, gli addetti di segreteria 900mila, 1,5 milioni di spese di rappresentanza. I vice possiedono altri addetti alla segreteria, 24, che costano 1,2 milione euro l’anno. A questi vanno aggiunti compensi e onorari vari oltre alle tanto chiacchierate auto blu!
Una situazione che si è venuta a creare con il tempo, largamente assecondata da molti membri dei diversi gruppi consiliari, i quali tra le pareti di via della Pisana hanno costruito la loro fortuna: un calcolo approssimativo porta a stimare fino a 13.300 euro al mese il compenso di un consigliere del Lazio, accumulando cariche e, quindi, benefit! Le grida tardive allo scandalo e al taglio dei costi della politica regionale sembrano piuttosto una manovra di facciata perché ormai scoperti nei loro strani intrighi di palazzo. Dei quali peraltro nessuno parlava perché troppo redditizie: nel Lazio c’è la strana abitudine alle “manovre d’aula”, delibere dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale adottate in momenti particolari. Nella scorsa legislatura ne è stata approvata una che ha stanziato 3mila euro al mese aggiuntivi per ogni consigliere: in 71 hanno usufruito del regalo e il conto è presto fatto. Lo scopo di quel denaro? Pagare altri collaboratori. Come se ne avessero pochi a disposizione.

Jessica Santini

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