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SPECIALE REGIONALI 2013 – Annamaria Addante capolista per il PSI alla Regione

Annamaria AddanteL’ex presidente del consiglio municipale si candida da indipendente con il Partito Socialista Italiano a supporto di Zingaretti.

Ex presidente del consiglio municipale in quota Lista Civica, avevamo lasciato Annamaria Addante fuoriuscita dall’API e con lo sguardo rivolto, in un’ultima intervista con La Fiera, all’orbita del governo tecnico di Mario Monti. Era quest’estate e per l’appuntamento regionale la ritroviamo candidata come capolista da indipendente fra le file del PSI di Nencini per proseguire le lotte sulla casa portate avanti con l’associazione inquilini di cui è presidente.

Ci ricorda spesso il suo tesseramento al Partito Comunista durante la segreteria Berlinguer. L’avevo lasciata fuoriuscita dall’ API di Rutelli e mi sembrava di aver capito che allora manifestasse simpatia per Mario Monti. Al Partito Socialista come ci è arrivata?

Avevo ricevuto proposte al Comune e ai Municipi anche dal PD ma non ero interessata. Le esperienze avute in VIII mi erano bastate: non ho l’indole per alzare la manina e fare signorsì. Il Partito Socialista invece mi ha proposto di essere capolista dopo i fatti intimidatori che mi sono accaduti, per la risonanza che hanno avuto. Quando mi è arrivata la proposta mi sono chiesta anch’io cosa c’entrassi con il Partito Socialista. Mi sono confidata con Lionello Cosentino, con Verini, con lo staff di Zingaretti e tutti mi hanno consigliato di partecipare. Mi interessa cambiare l’ATER e posso farlo solo dalla Regione.

Con la sua candidatura vuole cambiare il sistema delle case popolari. Nello specifico, cosa vuole fare e pensa che glielo faranno fare?

È dal 1992 che mi occupo dei problemi della casa e li ho visti sempre peggiorare. L’ Ater è finita in gestione di certi personaggi che stanno dentro da quando esiste lo IACP, dirigenti che sono divenuti padroni e di cui i politici sono succubi. Ho già dimostrato che non mi fermo davanti a niente. Quando ero in Regione con Lionello Cosentino, Massa (allora presidente dello IACP ndr) aveva organizzato una truffa così fatta bene che le case venivano vendute a prezzo di mercato e quelle che non erano state acquistate rimanevano in mano alla società immobiliare per spartire il bottino. Siamo riusciti a far saltare il meccanismo e abbiamo mandato in galera lui e tutto il CDA. Oggi solo per aver detto come stanno le cose mi hanno bruciato l’auto. Possibile che si spendano solo 38 milioni di euro l’anno per mandare a vivere le persone come bestie nei residence? Con quella cifra si costruiscono 600 alloggi, lo dicono i costruttori. Con quella cifra si potrebbe fare un accordo per assegnare i 40.000 alloggi invenduti del privato. Se non mi faranno fare queste lotte, tanti saluti.

Non le crea imbarazzo che all’interno del partito per cui si candida siano recentemente approdati personaggi noti in VIII per brutte vicende come Ezio D’Angelo e Antonio Madama?

Provo un grosso disagio, lo dico sinceramente. Una volta che l’ho saputo il mio ragionamento però è stato: la lista dev’essere composta di 50 persone.

Però avevano dato l’annuncio del passaggio al PSI prima di lei…

È stata una mia imperizia. Non lo sapevo quando ho detto di sì e quando me ne sono resa conto avevo già dato la mia parola. In fondo questo PSI è quella parte di sinistra del partito, quella che si arrabbiò contro Craxi, il PSI, ad esempio, di Gabriele Panizzi.

Crede che arrivando alla Regione possa dare un contributo anche al territorio da cui proviene? Ritiene sia stato fatto dai precedenti referenti?
È importante esserci perché dalla Regione si può far sentire la propria voce anche sul Municipio. Se penso a Celli però non è stato fatto molto: durante il suo governato alla Regione si è preoccupato più di curare la Provincia più che Roma.

Silvio Galeano

 

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