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Sgomberati, Natale nella sala cinema

Settanta persone ospiti nei locali del Municipio, dopo la cacciata da via Turoldo, mettono il loro destino nelle mani dell’amministrazione.

Ventiquattro famiglie sgomberate dalle case occupate i primi di ottobre e accolti nella sala cinema, da un mese sono accampati sotto le stanze della politica locale dove nessuno può vedere e sentire. “Siamo gente povera – racconta Rita Taddeo, una delle poche occupanti di nazionalità italiana- Ci hanno sgomberato sotto Natale con l’emergenza freddo. Hanno mandato i celerini: un trauma per tutti, in particolar modo per i bambini che si sono visti buttar fuori di casa con forza. Siamo venuti qui per sapere la situazione e il signor Ceccarelli ci ha ospitato. Sta facendo di tutto per farci prendere l’alloggio. Ci hanno buttato la roba dalla finestra comprese medicine e libri scolastici”. Un omaggio che il portavoce di Lorenzotti accoglie di buon grado ma che dopo qualche giorno verrà completamente ribaltato. Dal canto loro le circa settanta persone sgomberate hanno preferito bussare alle alte sfere per ottenere quello che, certo, è un diritto, non tenendo però conto della battaglia che molti altri portano avanti. Hanno battuto la strada dell’intercessione politica, credendo che fosse la più breve. In tutto questo c’è anche il mistero dell’assenza degli assistenti sociali durante lo sgombero, che alcune voci collegherebbero alla presenza di persone vicine all’entourage del Presidente, che avevano occupato insieme agli altri. La famiglia della signora Taddeo insieme ad una ragazza madre italiana vengono presto trasferite in un bungalow ad Ostia. Per gli altri 21 nuclei, ad un paio di giorni da Natale, ancora non è stata trovata una soluzione ”Ci hanno intimato di non parlare con i giornalisti. E di ringraziare pubblicamente Ceccarelli” dice qualche voce fuori dal coro. Anticonformista o stanco di dormire per terra? Perché l’accoglienza ha previsto solo qualche coperta e pochi giorni di viveri. I materassi rimediati per lo stanzino dei bambini sono stati raccolti vicino ai cassonetti, come raccontano gli stessi sgomberati. Per quanto riguarda il cibo, poi, la protezione civile ha smesso presto di portarne ”perché ci siamo lamentati della qualità del vitto. Cosa, peraltro non vera” ricorda Asshya.

Sin dall’inizio gli sgomberati hanno rifiutato la casa famiglia ”è come stare in carcere e dividono le famiglie” raccontano. Un disastro per Ceccarelli che in questo modo avrebbe risolto in poco tempo la situazione. L’opposizione, dal canto suo, non ha concluso un granché: “estranea al marcio”, come ha dichiarato Fabrizio Scorzoni (Pd), interessatosi alla faccenda solo perché da noi sollecitato. Dopo una triste sceneggiata negli uffici degli assistenti sociali ha guadagnato un nulla di fatto.

Jessica Santini

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