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Scuole. Le vacanze di Pasqua non sono per tutti

insegnantiTra il 2 e il 7 aprile il corpo docente (di ruolo) delle scuole dell’infanzia del Comune di Roma è stato “scaricato” nelle scuole o nei corridoi dei municipi, a causa del nuovo contratto decentrato della Giunta Marino.

Ammassate per terra nelle sedi dei municipi o negli asili vuoti: la situazione assurda delle maestre dei nidi e delle materne comunali ha scosso la Capitale nei giorni di pausa. Nelle giornate del 2-3 e 7 aprile centinaia di maestre sono state più di 7 ore nelle scuole o negli uffici, per terra o in piedi, perché obbligate a prestare “servizio” e timbrare il cartellino nei municipi o nei plessi. Mentre negli anni scorsi le insegnanti di ruolo, per le feste pasquali, potevano restare a casa, rimanendo però disponibili in caso di necessità, quest’anno le cose sono cambiate repentinamente.

Come conseguenza del nuovo contratto decentrato unilaterale – varato dalla Giunta di Ignazio Marino, ma bocciato dal referendum del 25 marzo e non approvato dai sindacati – le professioniste del settore delle scuole d’infanzia sono state paragonate a delle semplici dipendenti comunali. Il provvedimento – che aveva già destato scandalo a causa dell’aumento delle ore frontali da 27 a 30, che porta le maestre a coprire anche turni di 8 ore di lavoro – è stato attuato in tutta fretta per le festività di Pasqua provocando, come già annunciato, non pochi problemi per i Presidenti dei municipi. Fino all’epoca Marino le maestre avevano 28 giorni di ferie l’anno (più 4 per festività soppresse). Dato che i giorni di chiusura delle scuole sono molti di più (31 solo a agosto), il Comune ha pensato di far estinguere ferie arretrate in questi giorni. Ma non solo. Chi voleva usare giustamente le ferie del 2015 in estate (quando gli asili sono obbligatoriamente chiusi) ha dovuto pagarne il prezzo nelle sale e nei corridoi di municipi e nelle scuole deserte. Dopo che la notizia è rimbalzata su tutti i giornali, il Comune di Roma ha diramato una nuova circolare, che non solo ha smascherato l’evidente inconsistenza delle direttive precedenti, ma ha reso la figuraccia ancor più clamorosa. La circolare disponeva, infatti, che il personale docente non dovesse recarsi nei rispettivi municipi, ma nelle due scuole indicate. Troppo tardi. I docenti hanno già in programma di presentare un esposto alle autorità competenti.

E nel VI Municipio… Nonostante l’Assessorato alla Scuola abbia limitato i “danni” in tre municipi (IV, V e XIII), anche nel VI Municipio di disagi ce ne sono stati. Le insegnanti (della materna e del nido) si sono ritrovate concentrate tutte nelle due scuole di via Panzera, a Tor Bella Monaca. Cancelli aperti e sorveglianza inesistente: la questione della sicurezza nelle scuole non è sembrata una priorità per il Comune di Roma. Nei tre giorni di chiusura e di lavoro “forzato” sono state presenti nella struttura circa una trentina di insegnanti, mentre le altre hanno preferito utilizzare giorni di ferie. Sotto la minaccia non troppo velata arrivata mercoledì I aprile – nella quale si annunciava l’indomani l’attuazione del contratto decentrato – le docenti della materna e del nido sono state parcheggiate nella scuola di Tor Bella Monaca. Oltre al danno la beffa: in queste ore di inattività le insegnanti non hanno potuto svolgere la programmazione o altri lavori utili, in quanto concentrate in un’ unica sede scolastica, diversa dal loro luogo di lavoro.

La risposta di sindacati e Istituzioni. Nei giorni scorsi alcuni sindacati come Cisl, Ugl, Cgil e Usb hanno organizzato delle assemblee per discutere della violazione della dignità dei lavoratori e fanno notare come il contratto collettivo preveda la possibilità di rimanere a disposizione senza recarsi nelle strutture comunali. “Abbiamo riproposto lo stato di mobilitazione per tutti i dipendenti di Roma Capitale -spiega Daniela Pitti, insegnante della scuola dell’infanzia e membro del RSU del sindacato Usb – affinché venga riaperto il tavolo delle trattative col Comune e sospeso l’atto, non approvato dai sindacati. Risulta inconcepibile, poi, come il personale del settore educativo possa essere stato paragonato a quello amministrativo”. Sulla vicenda è stata presentata anche un’interrogazione al Ministero della Funzione Pubblica da parte del Senatore NCD, Andrea Augello, che ha richiesto un intervento sanzionatorio nei confronti del Campidoglio per violazione del decreto legislativo 81/2008 (che regola gli spazi minimi sufficienti per garantire la sicurezza sul lavoro). Palese la mancanza di una corretta organizzazione e gestione della forza lavoro -quasi interamente femminile – del comparto educativo da parte del Comune di Roma, da anni latitante e incapace di risolvere una situazione di crescente preoccupazione. Melissa Randò

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