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Scipioni: “E’ la vittoria del popolo”

Scipioni vittoriaE’ lui il nuovo Presidente del Municipio delle Torri. Dopo la vittoria alle primarie, ha passato indenne il primo turno delle elezioni, nonostante il boicottaggio di forze politiche che avrebbero dovuto sostenerlo. Al ballottaggio sbaraglia Lorenzotti e vince.

La vittoria del centrosinistra in VI Municipio ha un sapore diverso rispetto a tutto il resto della città. Scipioni, candidato del centrosinistra per la Presidenza del Municipio delle Torri, sostenuto da Pd, Lista Civica Marino, Partito Socialista, Centro Democratico e Verdi, non ha goduto dell’appoggio di parte del Pd locale e di Sel, che si sono presentati in una coalizione che esprimeva candidato Mastrantonio. Non ha fatto apparentamenti con altri partiti, unico caso su Roma. Ha portato in modo coerente avanti il suo gruppo e il suo programma. Grazie a lui, il Pd nel nostro Municipio risale la china, sbaraglia il Pdl e vince.

Un commento alla sua vittoria…

Una vittoria di popolo, al di fuori dei partiti classici. Ci voleva un cambiamento di fronte ad una destra che ha fatto disastri e una sinistra incapace di essere una valida proposta di governo.

Vince sull’onda di Marino oppure la sua vittoria è particolare vista l’assenza di Sel nella sua coalizione e due liste di centrosinistra che remavano contro?

Qua la vittoria è nostra, visto che avevamo fuori  mezzo partito e Sel. La vittoria è doppia se non tripla, a dimostrazione che quando si fanno le cose sul serio, con un programma e una squadra completamente rinnovati la gente apprezza. E’ una delle vittorie più importanti di Roma, contro avversari fisiologici e gente che ha remato contro per problemi di interesse personale.

Vince nel versante prenestino dove il Pd nelle scorse elezioni non era andato bene…

Vinco in quel versante perché siamo stati in mezzo alla gente, abbiamo inciso in modo particolare e abbiamo spiegato alle persone cosa stava accadendo rispetto alla trasversalità del Partito locale e i danni che stavano causando su quel quadrante, tant’è che la sezione ha chiuso la sera stessa del risultato delle primarie, vinte a dimostrazione di cose poco chiare che stavano accadendo su quel quadrante.

Vuole, dopo il silenzio della campagna elettorale, sollevare una critica al gruppo del Pd che ha remato contro?

La critica gliel’hanno fatta gli elettori e i cittadini non dandogli credito e andando a votare in massa per una proposta politica diversa. Noi abbiamo proposto una politica di sinistra intorno a temi come il lavoro, la trasparenza e il sociale.

La sua è stata una campagna elettorale vecchia maniera…

Una campagna di sinistra, senza pranzi e senza cene. Questo ci ha permesso di far riavvicinare tanti giovani e tanta gente che aveva perso la speranza nel Partito. Con Sel che ha imboccato un declino personalistico in mano a gente che io nemmeno definisco di sinistra  e con un vertice del Pd ormai da anni in altre faccende affaccendato.

Marino in VI Municipio vince e bene…

Marino ha vinto nonostante nelle primarie avesse invece prevalso Sassoli. Questo a dimostrazione che noi siamo stati corretti nell’indirizzo politico e rispettosi delle primarie. A differenza degli altri che non hanno supportato il candidato al Municipio.

Quali saranno le prime cose che si prefigge di fare?

Rimboccarsi le maniche su problemi importanti come la sicurezza delle scuole, delle strade, della trasparenza degli atti. La gente deve sapere come si spendono i soldi. Sul sociale chiederò un impegno particolare al Campidoglio, perché se il Piano Regolatore Sociale indica dei bisogni, i tagli non possono essere fatti in maniera lineare ma tener conto di quelli espressi. Altrimenti il Piano Regolatore a che serve?

Perché non ha fatto apparentamenti con gli altri partiti?

Mi importava portare avanti un programma di coerenza non di vincere a tutti i costi. Non ho accreditato nessuno e ho portato con me la squadra che ha condiviso con me un percorso. Non ho voluto con me le otto liste di Fontana, non ho voluto Conti che si è comportato in modo indegno. Avrebbero tolto consiglieri al Pd e non era giusto. O si vince insieme o si perde insieme. Ho rifiutato 13mila voti e sono l’unico a Roma a non aver fatto apparentamenti. Se li è caricati tutti Lorenzotti!

Rispetterà anche questo criterio nella scelta degli assessori?

Vediamo, stiamo cercando di trovare un equilibrio perché c’è bisogno di tutti. Bisogna fare ragionamenti che ci portino a governare bene il territorio, non accingendo in altre fonti.

La Lista Marchini l’ha sostenuta al ballottaggio avrà degli incarichi?

Più che un partito sono un movimento. Ora il problema è vedere se hanno una rappresentanza o meno, sarò rispettoso degli impegni assunti.

La sua maggioranza è quasi interamente formata da gente alla prima esperienza questo sarà un problema?

Assolutamente no, perché abbiamo una maggioranza coesa, animata da voglia di fare e molto umile. I politici di professione a me non piacciono, forse si trovano dall’altra parte. Qualcuno che ora siederà in opposizione ha dichiarato in una trasmissione televisiva di essere orgoglioso di fare il politico di professione. Questo è un problema che a me non riguarda, spero invece di dialogare con i grillini.

Una critica che le muovono è che nella sua squadra c’è il Partito Socialista legato a Madama e D’Angelo. Cosa risponde?

Il PSI ha iniziato la sua svolta di rientro a sinistra prima appoggiando Bersani, poi è entrato in Parlamento, a livello regionale ha fatto un consigliere regionale con Zingaretti, Madama è stato candidato in Regione e non è entrato per pochi voti, a livello comunale ha presentato un consigliere e ha presentato un candidato presidente. Non mi sembra sia un problema del Municipio VI ma di carattere nazionale.

Il momento più bello della sua campagna elettorale?

La gente nelle piazze che ascoltava.

Il momento più difficile?

Quando a qualcuno è calata la maschera e si è capito che non parlavano di politica ma tutelavano i loro interessi.

Come sarà la nuova classe dirigente del Pd locale?

Completamente rinnovata, queste persone che hanno remato contro dovranno allontanarsi dal partito. Ci sono organismi che decideranno.

Federica Graziani

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