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Sciopero della fame e presidio a oltranza, le maestre e i maestri non si arrendono

diploma-magistrale8aDopo la sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre, 55.000 maestri/e diplomati magistrali rischiano di vedersi togliere ogni prospettiva di continuare il proprio lavoro. Il 27 aprile inizieranno lo sciopero della fame.

“Il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento del personale”: dopo la sentenza del Cds i Diplomati Magistrali si sono riuniti in un Coordinamento e hanno creato una rete solidale che è cresciuta in maniera significativa e che è poi sfociata nello sciopero dell’8 gennaio scorso, iniziativa che ha raccolto un’elevata adesione.

whatsapp-image-2018-02-23-at-12-01-55-225x300Da anni lavorano nella scuola pubblica con impegno e dedizione, adesso chiedono la difesa della professione e con essa quella della propria dignità. Dal prossimo 27 aprile inizieranno un presidio ad oltranza e uno sciopero della fame davanti al Miur. Nel frattempo, l’associazione Sindacale SAESE (Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia) ha comunicato la proclamazione dello sciopero generale nel Comparto Scuola di tutto il personale docente e ATA per il 2 e 3 maggio 2018.

Le richieste sono sempre le stesse: permanenza nelle GaE, in base al punteggio acquisito, delle maestre/i diplomate/i e riaperture delle GaE per tutte/i le/i docenti in possesso di abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002).

Il Coordinamento Diplomati Magistrali Abilitati sta lavorando ininterrottamente e presenzierà ai tavoli delle contrattazioni in quanto parte lesa: “Prima che venisse creato il corso di Laurea in Scienza della Formazione Primaria, l’unico titolo abilitante alla professione di insegnante era quello rilasciato dagli Istituti Magistrali. Questo titolo conserva in via permanente il valore legale e abilitante all’insegnamento nella Scuola Primaria. Se il Miur non avesse relegato in Terza Fascia di graduatoria i docenti e avesse riconosciuto il valore abilitante del Diploma Magistrale, moltissime persone oggi non vivrebbero questa situazione drammatica. I Diplomati Magistrali non rimarranno passivi ad aspettare il proprio licenziamento, ma continueranno a lottare e mobilitarsi per pretendere la soluzione di un problema che lo Stato stesso ha causato”. Sebastiano Palamara

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