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Sardone lascia la maggioranza

Sardone_OpposizioneIl Consigliere Sardone passa al Gruppo Misto. Abbandona il gruppo del Pd municipale pur restando nel partito.

E’ stata per mesi una voce fuori dal coro, colui che si è sempre opposto alla linea autoritaria e personalistica del Presidente Scipioni. Spesso ha dovuto assumere posizioni in contrasto con la maggioranza e del Pd municipale. Nel Consiglio del 3 aprile il Consigliere Sardone annuncia il suo passaggio al Gruppo Misto. Resta comunque all’interno del Pd.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a fare questa scelta?

Sto nel Pd perché ne condivido i principi fondanti. Tra le cose che abbiamo sventolato in campagna elettorale c’era la trasparenza, che si è interrotta già nella fase interna dell’Amministrazione, quindi era intollerabile stare all’interno del gruppo municipale del Pd.

Molti dicono che la tua scelta è dovuta ad un mancato incarico…

Non ho mai voluto incarichi perché secondo me non si baratta la dignità di un consigliere con un incarico. Io non sono vendita a differenza di altri. Non ho condiviso dall’inizio tutto l’iter che è stato percorso, dalle presidenze delle commissioni, alla composizione della Giunta perché si usavano parametri che non ho mai visto nel mio percorso politico: la Giunta composta esclusivamente da uomini che fanno riferimento al Presidente del Municipio e la scelta dei presidenti di commissione basata sull’ordine di arrivo e sulle preferenze. Non è concepibile che gli assessori esterni siano stati scelti perché vicini al Presidente e non per le loro competenze. Stessa cosa per il Presidente del Consiglio, scelta perché una donna, così dicevano,  poteva essere una novità. Invece dovrebbe essere una figura chiave e serviva una persona con esperienza.

Hai provato a cambiare le cose?

Questo gruppo ha sconfessato i principi del mio partito, il Pd. Non ho ravvisato alcun miglioramento. Dopo una prima fase di rottura ho sperato in una presa di coscienza da parte dei consiglieri, in una programmazione per amministrare questo territorio. Invece niente. C’è invece una definizione che viene dal solo Presidente e una maggioranza che recepisce a testa bassa. Tutto ciò non fa per me.

Cosa pensi del Capogruppo del Pd?

Il capogruppo dovrebbe rappresentare la persona che difende il proprio gruppo. Il nostro ha fatto da portavoce del Presidente, non da portavoce del gruppo, come se noi dovessimo derubricare quello che è già stato deciso. E’ il Consiglio che detta la linea e la Giunta esegue. Qui invece i ruoli sono stati invertiti.

Altro problema quello delle aree all’interno del gruppo municipale del Pd…

Non c’è mai stato il confronto delle idee tra le aree. L’ Area DEM, alla quale io appartengo, aveva quattro consiglieri su dieci, avremmo potuto avere un peso significativo. Non ci sono mai state prese di posizioni comuni. Qui c’è stato sempre un confrontarsi con il Presidente, recepire le sue linee ed eseguirle. Anche se si diceva qualcosa di giusto doveva essere bocciata perché non era stata decisa dal Presidente.

In questi mesi hai lavorato molto nella Commissione Controllo e Garanzia…

Ho cercato di vigilare per difendere il mio partito. Per esempio sulla questione dei 40mila euro dati a due associazioni non del territorio per gli eventi natalizi: sono stati applicati dei criteri assurdi. Avrei dato questi 40mila dividendoli per varie associazioni del territorio. Poi la questione della gara d’appalto per la manutenzione ordinaria delle strade vinta con un ribasso del 3,50%. Poi la somma urgenza vinta con il solo 10,70%. Una media che a Roma si aggira intorno al 39 – 40%. Tutte cose che hanno destato la mia attenzione.

Hai informato la Segreteria Romana del Pd su quello che sta accadendo in VI Municipio?

Ho fatto più incontri con il Segretario romano e lo sollecito nuovamente a prendere una posizione. Abbiamo avuto un Presidente della Commissione Commercio, in quota Pd, che dopo soli 8 mesi si è dimesso; un consigliere del Pd che è passato al Gruppo Misto; il segretario del circolo di Finocchio che si è dimesso a  pochi mesi dalla sua elezione, SEL che sta in opposizione. E’ evidente che qualcosa non funziona. In questa situazione rischiamo di consegnare di nuovo il Municipio al centrodestra.

Federica Graziani

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