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Salvi (per adesso) i lavoratori del call center Acea di Torrespaccata

ecareL’E-Care ha vinto a sorpresa il bando per l’assegnazione dei servizi call center di Acea presentando un’offerta in forte ribasso: ora i lavoratori temono che i costi vengano scaricati su di loro.

 Alla fine i lavoratori dell’E-Care di Torrespaccata l’hanno spuntata: l’azienda ha vinto il nuovo bando di gara promosso dall’Acea e tutti i dipendenti hanno conservato il posto di lavoro. In un primo tempo era sembrato che non dovesse esserci scampo per i 400 lavoratori dell’E-Care, ma poi l’azienda, inizialmente esclusa dalla gara, ha presentato in extremis un’offerta al massimo ribasso risultata per Acea troppo conveniente. Ancora per diversi anni, dunque, l’E-Care continuerà a gestire quindi il servizio call center di Acea.

Adesso che il lavoro è salvo, così come la qualità del servizio, il rischio è che a pagare siano ora gli stessi lavoratori. La domanda che si rincorre tra gli operati del call center è una sola: come farà l’azienda a garantire lo stesso livello occupazionale dove aver vinto con un’offerta così al ribasso? Il timore è che i minori introiti derivati dal contratto Acea si scarichino sui dipendenti attraverso mobilità, licenziamento o un monte ore lavoro più basso. “L’azienda parla in maniera generica di sacrifici per i lavoratori – spiega il sindacalista della RsuCisal Comunicazione Enzo Triolo – ma non ha ancora specificato quanti e quali”. Anche perché la situazione dei conti di E-Care continua a non essere così chiara. La società, leader nel settore dei call-center, ha un fatturato di 63 milioni di euro e vanta i bilanci in pareggio. Fino ad oggi, inoltre, la commessa Acea ha generato introiti per l’E-Care per più di 3,5 milioni di euro. Eppure, nonostante la posizione patrimoniale solida, solo una settimana fa l’azienda ha inviato una lettera di licenziamento ai suoi 489 dipendenti della sede di Cesano Boscone, in provincia di Milano. L’E-Care si è giustificata dicendo che la sede milanese “lavora quasi esclusivamente solo sulla commessa Fastweb” e che il gruppo telefonico “ha deciso unilateralmente di ritirare l’appalto” dal valore di 5 milioni di euro. Di conseguenza, senza l’appalto, i costi della sede milanese sono diventati “insostenibili”.

Difficile dire se quanto avvenuto in Lombardia si rifletterà sui lavoratori di Torrespaccata, già in ansia per una possibile diminuzione del monte ore e dello stipendio. In ogni modo, dopo la lotta durata più di un anno per mantenere il posto di lavoro, gli agguerriti lavoratori del call center sono pronti di nuovo a dare battaglia. “L’E-Care continua a prendere tempo e a non dire niente – conclude Triolo – ma noi siamo già pronti per qualsiasi genere di azione di disturbo suoi confronti”.

Alessandro Iacopini

 

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