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Salone, i rom chiedono aiuto

Maria Teresa PrazeckIn seguito al blitz i residenti del campo nomadi di via di Salone pongono l’attenzione sulle loro condizioni di vita.
Sarà il blitz organizzato dalle forze dell’ordine, saranno gli animi esasperati dai continui fumi che infestano il campo e i quartieri limitrofi, ad aver acceso gli animi degli  abitanti del villaggio attrezzato di via di Salone che chiedono a gran voce qualcuno che intervenga in loro soccorso.
“Gli spazi nei quali viviamo sono troppo stretti –  lamenta la signora Maria Adzovic – noi veniamo dal Casilino 900. Dopo essere stati in un residence, poiché avevo un figlio malato, siamo finiti qui, mio marito,i miei due figli, mia figlia che è incinta, mia madre, mia nipote ed io”. Nove persone in meno di 30 metri quadri. Oltretutto la bambina ha subito nel corso della sua breve vita, ha appena un anno e mezzo, vari interventi al cuore poiché nata con un difetto congenito.
“Mi sono rivolta tante e tante volte al V Dipartimento perché ci aiutasse a trovare una soluzione: il container che ci hanno dato è rotto e mio marito l’ha aggiustano meglio che poteva. Ma è poco: vorrei una casa tutta mia, o un pezzo di terra. Vorremmo uscire dal campo”, spiega la signora. Si accontentano, comunque, di possedere un container meno distrutto, dove far trascorrere un inverno tranquillo alla bambina.
La figlia sedicenne, in dolce attesa, per non occupare un posto nella struttura dei genitori aveva deciso di andarsene, occupando abusivamente un container rimasto libero: ”Durante un blitz, mentre stavo dormendo, le forze dell’ordine hanno dato un calcio alla porta, mi hanno messo in macchina e mi hanno portato in questura. Sono al sesto mese, ma la gravidanza è difficile e sto prendendo dei farmaci – racconta Falima Adzovic – ora sono Maria Adzovictornata nel container che avevo occupato, almeno fin quando non verrà riassegnato, resterò qui”.
Anche la storia di Maria Teresa Prazeck assomiglia alle altre: viveva con il suo compagno e i sette figli di lui al Casilino 900. Dopo lo sgombero sono stati portati a via di Salone: ”E’ troppo piccolo per tutti per questo abbiamo messo vicino una roulotte”. Durante il blitz, però, poiché abusiva, è stato loro intimato di toglierla. Così nove persone sono di nuovo costrette a stare in 30 metri quadri scarsi.
“Ho espresso il problema agli assistenti sociali che mi hanno detto che mi avrebbero accolto in una casa famiglia con i mie figli, senza il mio compagno. Ma noi abbiamo fatto richiesta di casa popolare, preferiamo un residence alla casa famiglia. Vogliamo andar via dal campo, avere una nostra indipendenza”. La frase si ripete, uscire dal campo sembra il desiderio di molti rom, stanchi di questa vita di comunità forzata, con un loro desiderio di integrazione e di indipendenza. La strada che determina anche la Comunità Europea nelle direttive e che, oltretutto, è indicata dal buon senso.
 Jessica Santini

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/salone-i-rom-chiedono-aiuto/

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