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Roma-Viterbo nel caos. Comitato e utenti imbestialiti #atac

pendolari sui binari

Corse saltante e utenti sui binari, è il triste primato del nuovo orario di servizio della RomaNord. Bonanni: “Rappresenta il funerale della Linea”

Potevano essere almeno il doppio, le corse soppresse sulla RomaNord, con ripercussioni drammatiche sui pendolari. Lo sanno bene in Atac SpA e, in special modo, nella direzione ferrovie concesse guidata dall’ingegner Nicastro che, per tamponare le emorragie del nuovo orario, da tutti definito una porcata, ricorrerebbe al personale fuori posizione o con mansioni di ufficio (personale abilitato al movimento, assegnato agli amministrativi).

Stamattina, giorno della disdetta, per esempio, un amministrativo (per l’appunto) avrebbe ricoperto il turno da capotreno mentre l’assistente coordinatore sarebbe stato comandato su quello della manovra, che spetta ai macchinisti. Escamotage che avrebbe consentito di recuperare due turni macchina ed evitare la cancellazione di ulteriori 8 corse (visti i tempi, il condizionale e d’obbligo). Sommate queste alle 8 corse effettivamente saltate – si prende per buono il dato ufficiale fornito dall’Azienda -, in totale sarebbero zompate ben 16 corse.

Continuare a gestire il servizio ricorrendo a mezzucci logistici e mediatici – Atac che nega le soppressioni e l’assessore capitolino Esposito, quello di «Roma merda», che definisce «gossip» le proteste degli utenti –  è cosa impossibile e intollerabile. Di certo non degna di Roma, di una delle più importanti capitali europee, che a dicembre aprirà le porte al Giubileo Straordinario.

Sulla Viterbo di fuori posizione ce ne sono, che, date le carenze, e non va meglio sulle altre linee del metroferro, potrebbero essere riqualificate nel settore operativo, compresi quelli amministrativi anche abilitati a DCT (Dirigenza Centrale Traffico) e DU (Dirigenza Unica). È stato sempre affermato che in Atac gli uffici pullulano. E allora, perché non si ricollocano queste figure? A cosa servono? Assessore risponda, dica qualcosa di concreto, invece di gettare fango nei social network. E, inoltre, perché sta difendendo l’indifendibile? È orami arcinoto che il disastro di Atac può essere ascritto alle politiche sballate dell’attuale management. Lo stesso che lo scorso anno, ha pensato bene di sorvolare sul mancato scontro di Montebello, cosa gravissima in ferrovia. Glielo hanno detto, assessore? Se la sta prendendo con gli utenti, che non rispettano le regole (quali, poi?), invece che allontanare chi è stato artefice di quest’orario, che sta comportando una serie di disservizi.

Sul nuovo orario, entrato in vigore da una settimana, si è scatenato il Comitato Pendolari, che di certo non racconta favole. «Sta confermandocomunicato atac orario – spiega il Presidente Fabrizio Bonanni – si sta confermando come il funerale della RomaNord perché disincentiva l’uso del treno da Montebello in su. Il pendolare è sempre più danneggiato da un servizio pubblico, che invece di mettere al centro lui e le sue esigenze (visto che paga) lo relega a semplice comparsa. Da quando è in vigore questo maledetto orario le consolari in ingresso Flaminia e Cassia sono bloccate dalle 7 di mattina.  Gli utenti prendono l’auto perché non si fidano più del treno. Che fosse questo lo scopo di gestore e proprietario per incentivare il trasporto su gomma? Avessimo consolari a 3 corsie forse sarebbe stato comprensibile ma, invece, abbiamo due stradine che a malapena contengono il traffico locale. Sono stati fatti investimenti sulla linea come la stazione nuova di Prima Porta e poi non ci fanno fermare nemmeno il treno extraurbano, se non il sabato. Ogni giorno saltano decine di corse urbane, alcune annunciate sul sito (come stamattina), altre mascherate con le soppressioni». E meno male che col nuovo orario, le corse sarebbero aumentate (comunicato docet).

Per Atac, come anticipato, questa mattina non è successo nulla di eccezionale. «Le dieci corse previste nel tratto extraurbano – recita il comunicato – fino alle ore 9, sono state tutte regolarmente effettuate. Il servizio è stato peraltro sostanzialmente regolare anche sulla tratta urbana con 40 corse effettuate sulle 46 previste. Le foto che alcuni hanno rilanciato sui social network, raffiguranti passeggeri sui binari della stazione Flaminio, si riferiscono a comportamenti individuali e sanzionabili di passeggeri che, incuranti delle regole di sicurezza, non utilizzano le banchine per il regolare deflusso dai treni: questi comportamenti mettono a rischio la sicurezza non solo delle persone, ma anche dell´esercizio e non dipendono in alcun modo dalle condizioni generali del servizio».

«Se non si ripristina in fretta un orario degno, – aggiunge Bonanni – con magari meno corse, ma certe in partenza e senza ritardi o soppressioni, senza punti di rottura, si rischia di avere la forza pubblica a Flaminio e a montebello tutte le sere: la rabbia del pendolare è diventata, giustamente, incontenibile».

L’orario della discordia, tra l’altro, messo a segno senza considerare la disponibilità del personale e del materiale rotabile, non avrebbe avuto il beneplacito della Regione Lazio, come avrebbe asserito un alto esponente della Pisana vicino al Presidente Zingaretti. Di male in peggio. Alè. David Nicodemi

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