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Roma Tpl nel caos, bus a rischio paralisi

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Nuova protesta dei lavoratori e forti ripercussioni nei quartieri serviti per lo più dai bus del Consorzio. Il Sul: “Oscar al Comune e alle Aziende”

I lavoratori della RomaTpl scarl, e del consorzio Cotri, tornano sul piede di guerra, hanno dovuto aspettare 57 giorni prima di vedere parte dello stipendio di marzo, in barba all’accordo siglato la sera del 30 novembre col Prefetto Gabrielli. «Nell’intesa – spiega un autista – la Prefettura si era impegnata a verificare gli impegni assunti, come il regolare pagamento degli stipendi. Lo stanno facendo?».

Il copione si ripete, inesorabile. Gli autisti «girano la ciambella», tipica espressione degli addetti ai lavori, beccandosi ogni sorta di insulti dagli utenti, ma i loro conti correnti, come quelli di alcuni settori dell’amministrazione, sono rimasti a secco. Fermo dagli inizi dello scorso mese: «Ci trattano peggio degli schiavi – rincara l’autista -, non contiamo nulla, siamo solo dei numeri da strapazzare. È una pura follia, con tutte le responsabilità che abbiamo ogni qualvolta accendiamo una vettura e prendiamo servizio».

Romatpl4Fino a qualche giorno hanno, responsabilmente, garantito la copertura dei turni, riducendo al minimo il peso sui pendolari, ora, però, la situazione è diversa. «Dalle rimesse stanno uscendo quotidianamente – aggiunge il conducente della RomaTpl – sempre meno autobus, per l’indisponibilità dei colleghi. Siamo stufi, noi vogliamo che ci venga pagato il nostro sacrosanto lavoro. Chiediamo scusa agli utenti, anche se siamo certi che comprendono il nostro malcontento, la nostra battaglia, pure loro sono genitori». Le maggiori ripercussioni si stanno registrando nei quartieri periferici della Capitale, dove i collegamenti sono garantiti per di più dalle vetture del Consorzio. E non si esclude, dato il clima, la paralisi totale, com’è successo nei giorni antecedenti all’accordo di novembre, durante la quale gli autobus sono rimasti tutti fermi nei depositi. Il presupposti ci sono, sebbene i conducenti ce la stiamo mettendo tutta a chiudere la faccenda a stretto giro di posta, onde evitare di ricorrere ad un’azione così estrema.

Venerdì scorso, 22 aprile, si è svolto un incontro al Dipartimento alla Mobilità, gestito direttamente dal Commissario Prefettizio Tronca, durante il quale è stato spiegato che «la copertura finanziaria è disponibile», 20milioni di euro, e che i ritardi nei pagamenti sono scaturiti «dal tempo impiegato dalle Aziende a consegnarci i documenti, cosa avvenuta a più riprese, e dal controllo di questi». «Nello specifico – ha poi aggiunto il funzionario del Dipartimento – occorre confrontare quei dati, ad esempio i chilometri e le corse effettuate, con quanto stabilito nel contratto di servizio in essere, e capire come far conciliare il tutto, comprese le penali». Un passaggio obbligatorio, «altrimenti la Ragioneria del Comune ci rispedisce indietro la delibera». È una questione burocratica, in definitiva, che pesa sulle spalle dei poveri lavoratori. In quella stessa sede, inoltre, è stato garantito che la determina/delibera sblocca-fondi sarebbe stata firmata il giorno stesso: «Questa mattina [26 aprile ndr] – chiosa l’autista – ci hanno erogato soltanto un acconto dello stipendio di marzo». Pochi spiccioli, in poche parole, nulla a che vedere con quanto paventato cinque giorni prima.

«Meritano l’oscar – tuonano dal SUL -, la sceneggiata fatta in Comune, è solo l’ultimo atto di una recita che va avanti ormai da troppo tempo. C’è chi recita la parte della vittima, che non prende i soldi dal Comune, ma tace sul fallimento della propria gestione, c’è chi recita, invece, la parte del controllore e garantisce per i lavoratori, con tanto di accordo siglato in Prefettura, e poi lascia gli stessi lavoratori allo sbando, infine ci sono i soliti noti che a cercare soluzioni indolore per l’Azienda invece di trovare soluzione per i lavoratori». «Complimenti – si legge ancora -, avete ottenuto tutti il premio Oscar per la migliore sceneggiatura. Gli operatori, malgrado la palese difficoltà economica, hanno assicurato i servizi e la propria professionalità al servizio della cittadinanza», beccandosi «l’elemosina di un misero acconto».

C’è da dire che a metà aprile è pervenuta, nelle sedi dei sindacati minori, una lettera a firma della Dottoressa Rita Camusso del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. «Si fa presente – recita – che in data 14 aprile 2016 è stata emessa una nota di liquidazione in favore della società in oggetto [Roma Tpl scarl ndr] di importo pari ad euro 944.955,66 con conseguente ordine di pagamento. A breve seguirà comunicazione alla società della disponibilità delle somme presso l’Inps territorialmente competente. Quest’ultimo provvederà all’accredito delle somme in favore della società beneficiaria». Dove sono andati a finire?

«Le problematiche legate al ritardo dei pagamenti degli stipendi, delle cessioni del quinto dello stipendio, dei fondi pensione, hanno raggiunto il limite della razionalità», ha rincarato Renzo Coppini, il segretario romano del SUL medesimo, «le nostre denunce verso i responsabili istituzionali debbono essere prese in considerazione, Istituzioni che hanno il dovere di intervenire per risolvere tale ingiustizia. È tutto già scritto e detto, ora servono i fatti». Nel comunicato, il segretario mira in primis all’assorbimento del personale di Roma Tpl e del Cotri in Atac SpA, «ricercando – sottolinea – quelle clausole di recessione e inadempienze dei soggetti interessati, normativamente previste». Inoltre, «obbligare le società, viste le note di liquidazione e le spettanze erogate dagli Enti in loro favore, alla restituzione di tutte dei fondi pensione, delle cessioni dei quinto dello stipendio e delle mensilità arretrate» e «disporre l’accredito di 306 euro annui dal 2009, ancora oggi non riconosciuti ai soli dipendenti in oggetto». «Stiamo predisponendo gli atti – conclude Coppini nella nota – per portare l’intera categoria degli autoferrotranvieri di Roma, del settore pubblico e privato, ad uno sciopero politico, nella convinzione che soltanto l’unità di tutta la categoria si potrà risolvere l’annosa vicenda».

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