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Roma liberata. 15 a 0 per il centrosinistra

15a0Il centrodestra viene spazzato via in tutti i 15 municipi di Roma. Marino è il nuovo sindaco. E’ la fine dell’Amministrazione Alemanno. In VI Scipioni batte Lorenzotti, doppiandolo in quasi tutti i seggi.

Una vittoria senza precedenti. E’ questo l’esito delle elezioni amministrative di Roma. Con il 63,93% Ignazio Marino è il nuovo sindaco. Si ferma al 36,07% Gianni Alemanno. L’effetto Marino contagia tutti i municipi romani: 15 su 15, in linea con il trend nazionale. Ma la vittoria che acquista maggior significato è quella di Marco Scipioni, nuovo Presidente del nostro Municipio che, con il 60,67%, manda a casa Lorenzotti fermo al 39,33%. Non è stata facile la corsa per la coalizione del centrosinistra in VI: il tradimento di Sel, l’abbandono di una parte del Pd locale che si è presentato con una lista alternativa (Democratici in Movimento).

Scipioni ha dovuto sconfiggere non solo il centrodestra, ma anche le forze di quel centrosinistra che, in seguito alle primarie, hanno deciso di contrastare la sua ascesa. Con coerenza, fino alla fine, ha sfidato Lorenzotti con i cinque partiti della sua coalizione. Ha rifiutato apparentamenti con altri partiti, nonostante il suo avversario schierasse ben 16 liste. E’ riuscito a ridare nuova linfa al Pd, massacrato dall’arroganza dell’ex classe dirigente, ha presentato una lista tutta nuova, con candidati giovani, alla loro prima esperienza. E’ tornato nelle piazze, tra la gente, tanto che vince proprio in quei quadranti dove nel 2008 il Pd perse. Quella di Scipioni è la vittoria dell’unione di un gruppo che ha lavorato assiduamente, fianco a fianco, per arrivare al traguardo.  A mettere la firma su questa vittoria, purtroppo, pochi elettori: il quartiere in cui l’astensionismo è stato più evidente proprio Tor Bella Monaca. Un fenomeno che ha riguardato l’intera città di Roma che va ricercato però nell’elettorato del centrodestra che, di fronte alla scelta tra due candidati, ha preferito non andare a votare. In VI Municipio solo 75.214 persone  su 186.477 aventi diritto  (40,33%) si è recato alle urne il 9 e 10 giugno.

Altro dato significativo il crollo del Movimento 5 Stelle che, rispetto alle Regionali in cui si attestava in VI Municipio quasi al 22%, nelle elezioni amministrative si ferma all’11,68%. Fallimento totale anche per la coalizione in sostegno della candidatura di Roberto Mastrantonio: gli esodati del Pd, con la lista Democratici in Movimento, arrivano a 1.500 voti in tutto, nonostante al suo interno ci fossero esponenti politici che da 15 anni ricoprono cariche istituzionali nel nostro territorio. Riesce invece l’operazione del candidato Mastrantonio che entra in Consiglio, come da suoi programmi, grazie al 7% della coalizione da lui rappresentata (Sel, DIM e Partecipazione Popolare).

Tra gli eletti, nelle fila del centrosinistra, tutti volti nuovi, ad eccezione di Mastrangeli, nuovamente primo assoluto, Grasso che riesce ad entrare grazie al sostanzioso aiuto dell’ex Presidente del Pd locale, Doriana Mastropietro, che convoglia verso di lui centinaia di voti, Mattei e Sbardella, consiglieri uscente della Lista Civica. In opposizione entrano Lorenzotti e i consiglieri uscenti del Pdl Colagrossi e Breccia, e Amici di Fratelli d’Italia. Capitola il gruppo legato ad Augello che elegge solo Adriana Beretta a discapito di Mancuso. Dei 5 Stelle entrano in Consiglio due esponenti: il candidato presidente Tranchina e Veronica Mammì. Resta a casa Biferi, candidato presidente della Lista Marchini. Inizia una nuova era: quella di Scipioni.

 

Federica Graziani

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