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Roghi tossici, tra via Salviati e via Salone

ViaSalviati1Ad appena 2 km di distanza da Colle Prenestino sorge il campo Rom di via Salviati (Tor Sapienza): spesso i roghi appiccati giungono anche nelle zone del nostro municipio. Con il Decreto Legge del 3 dicembre 2013, però, le cose potrebbero cambiare…

Sabato 7 dicembre una colonna di fumo nero e denso è stata avvistata dai cittadini di Nuova Ponte di Nona: si trattava dell’ennesimo rogo appiccato all’interno del campo di via Salviati, distante ben 8 km dal quartiere. Nella stessa giornata, anche alcuni residenti del quartiere di Colle Prenestino hanno notato il rogo. Oriano Rebiscini, Presidente del Comitato di Quartiere, ci racconta che “riceviamo spesso lamentele da parte dei cittadini per via dei fumi tossici. Anche noi, come i quartieri limitrofi, abbiamo allertato le Istituzioni e le Forze Dell’Ordine”.

Abbiamo incontrato Giuseppe Giorgioli del Comitato di Quartiere di Tor Sapienza, il quale ci ha spiegato che il rogo del 7 dicembre è durato dalle 14.00 fino a tarda serata. In una lettera del Comando dei Vigili del Fuoco datata 2 ottobre si legge che, solo nel 2013, gli interventi presso il campo nomadi siano stati circa 60. Nella stessa, vengono sollecitate le Istituzioni a risolvere il problema attraverso il “controllo degli illeciti ambientali, prevenzione sul territorio e bonifica delle aree interessate al fine di scongiurare il ripetersi di tali situazioni”.

Prevenire è meglio che curare, insomma, constatando che i tagli alla spesa pubblica hanno di fatto ostacolato il lavoro dei Vigili del Fuoco. Il 20 novembre è stato effettuato un primo blitz della Polizia Municipale all’interno del campo di via Salviati durante il quale sono stati sequestrati 3 tonnellate di metalli ed 11 furgoni. Lo stesso è avvenuto il 26 novembre al campo di via di Salone. Nonostante questo sia stato un primo intervento da parte delle Istituzioni, non si può dire che abbia dato i risultati sperati: i roghi sono ripartiti nei giorni immediatamente successivi.

“Inizialmente il campo di via Salviati non recava nessun danno al quartiere anzi, eravamo anche in buoni rapporti -  ci spiega Giuseppe Giorgioli, – ma da quando ad inizio 2010 sono arrivati gli sgomberati di Casilino 900 sono iniziati i problemi”. Da quel momento il rapporto tra i due campi rom ed i quartieri limitrofi, dunque, ha iniziato a deteriorarsi proprio a causa dei roghi tossici. In una lettera inviata dall’USL RM B il 30 novembre 2010 all’ex Sindaco Alemanno, si facevano presenti i danni alla salute che tali emissioni causeranno ai residenti: “Si fa presente che i fumi derivanti dalla combustione di materiale plastico contengono sostanze particolarmente irritanti per le mucose oculari e delle vie respiratorie e (…) può costituire un pericolo immediato per la salute soprattutto di anziani, malati e bambini. Da tale combustione, inoltre, possono derivare composti pericolosi per la salute a lungo termine, come diossine ed idrocarburi policiclici aromatici”. Le Istituzioni sono sempre state al corrente della situazione in cui riversano i due campi dell’est romano, ma non hanno mai voluto agire. “Sia il nostro Comitato, eletto da pochi mesi, che i rappresentanti di Colle Aniene si stanno muovendo affinché la nuova Amministrazione prenda seriamente in carico il problema, allontanando i soggetti pericolosi ed i criminali dal campo – continua a spiegarci Giorgioli – un membro del nostro Comitato ha parlato con i rappresentanti del campo i quali si dissociano dall’attività di combustione dei materiali”. Come succede al campo di Salone, è solo un gruppo ristretto di persone ad occuparsi di tale attività: chi prova a contrastarli viene minacciato.

Un barlume di speranza per gli abitanti viene dato dal Consiglio Dei Ministri del 3 dicembre 2013, nel quale è stato approvato un Decreto Legge per far fronte all’emergenza ambientale e nel quale viene introdotto il reato di combustione illecita di rifiuti. Chiunque appicchi il fuoco a rifiuti abbandonati verrà punito con la reclusione da due a cinque anni: nel caso questo venga commesso nell’ambito di un’attività organizzata, la pena aumenta di un terzo. Se per i delitti vengono utilizzati mezzi di trasporto, questi verranno confiscati. Chiunque effettui un’attività di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti in mancanza di autorizzazione verrà punito a) con l’arresto da tre mesi ad un anno ed una sanzione da 2.600 a 26.000 euro; b) con l’arresto da sei mesi a due anni ed una sanzione da 2.600 a 26.000 euro. Nel primo caso ci si rivolge ai titolari di imprese ed ai responsabili di enti che depositano in modo incontrollato i rifiuti, nel secondo a coloro che realizzano o gestiscono una discarica non autorizzata. Nel caso in cui vengano gestiti rifiuti pericolosi, si varia da uno a tre anni di reclusione e da 5.200 a 52.000 euro di sanzione pecuniaria.

Se tale legge venisse seriamente applicata, il problema dello smaltimento illecito dei rifiuti verrebbe risolto. “Gli anni di latitanza delle Istituzioni si fanno sentire – conclude Giorgioli – temiamo azioni violente da parte di cittadini esasperati”.

Lucrezia La Gatta

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