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Rocca Cencia. VI Municipio: dopo il Consiglio straordinario, ecco la conferenza stampa straordinaria. Ma il TMB è sempre lì.

01-ok-conf-rcSi è svolta ieri nella sala consiliare del VI municipio la conferenza indetta dalla Giunta Romanella sulle iniziative per il superamento del TMB di Rocca Cencia, alla presenza del Presidente di commissione Fabrizio Tassi e dell’Assessore Katia Ziantoni.

Prima i saluti del Presidente Romanella, a seguire l’intervento del Presidente di Commissione Fabrizio Tassi, che inizia elencando i meriti e le azioni messe in campo dalla Giunta nel contrastare l’emergenza rifiuti: “C’era bisogno di fare qualcosa, ne eravamo coscienti e lo ripetevamo da quando ancora eravamo fuori dalle istituzioni”. E ancora: “ Sapevamo come municipio di dover dare l’esempio, è per questo che abbiamo inaugurato un nuovo tipo di raccolta differenziata, già funzionante e che verrà potenziato entro febbraio 2019”. Nonostante il tono di voce lasci trasparire qualche indecisione, il Presidente Tassi prosegue l’elenco di azioni intraprese dal municipio nella gestione rifiuti, non curante dell’imbarazzo e dell’espressione un po’ interdetta dei suoi auditori.

ama-piazzale“Abbiamo ampliato le raccolte domenicali nelle aree ecologiche e richiesto il decentramento del servizio per la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, e anche di partecipare ai tavoli regionali e comunali per discutere il contratto di servizio di Ama”. “Ah quindi tutto a posto, l’immondizia è sparita!”. Qualcuno commenta ironico. Dopo la figuraccia nel consiglio straordinario del 25 ottobre scorso, in cui la giunta ha ribadito per l’ennesima volta la volontà di superare l’impianto di Rocca Cencia, senza però portare ad alcun avanzamento in merito, ieri in municipio si è tornati a parlare del TMB, ma non nei modi e nei termini in cui vorrebbero i cittadini.

A dimostrazione del clima teso che si respira in aula, poco prima della conferenza inizia a circolare il comunicato dei “Quartieri Riuniti in Evoluzione”, comitato della quale la stessa Ziantoni faceva parte, prima della sua elezione nel gruppo consiliare grillino. Il comitato chiede le dimissioni dell’assessore all’Ambiente e del presidente di Commissione Tassi, denunciando, oltre alle promesse pre-elettorali non mantenute, anche il tentativo della Ziantoni “ di fare il salto e occupare la traballante poltrona della Montanari”.  “(…) Come può la responsabile politica di un municipio trasformato in discarica a cielo aperto, con i cittadini che continuano ad ammalarsi di cancro, parlare della situazione dei rifiuti del Comune di Roma?(…) Rocca Cencia andava chiusa ieri, si vada dal procuratore e se ne chieda il sequestro, liberando i cittadini da questo incubo”, recita il comunicato, che conclude auspicando l’intervento del presidente Romanella nel rimuovere dall’incarico i suoi due colleghi.

La parola passa quindi all’assessore Katia Ziantoni, che dopo aver presentato la relazione di ARPA che boccia l’impianto di Rocca Cencia, definito tecnologicamente obsoleto, si lancia nell’enunciazione di ciò che, a parole, prenderà il posto del TMB, ossia : “un’isola ecologica, con un centro di riuso e riciclo che avrà al suo interno delle aree predisposte alla vendita diretta dei materiali recuperati. Un luogo di scambio vivo, che non verrà percepito come un corpo estraneo al territorio.” Non poteva ovviamente mancare un resoconto storico dell’impegno assunto contro l’impianto: “Il primo esposto protocollato è stato presentato nel giugno 2017 denunciando quelle che erano le condizioni dell’impianto e la sua gestione emergenziale. Successivamente abbiamo presentato un’altra denuncia alle autorità competenti e agli organi giudiziari nel 2018 per molestie olfattive. Atti protocollati, non chiacchiere!”

ama-rcenciaTutto bellissimo, salvo poi non rispondere nel merito a chi chiede tempistiche più precise per il superamento dell’impianto o soluzioni alternative che siano praticabili. “Non possiamo far tutto noi, la responsabilità è anche e soprattutto della Regione”. Vero, ma le promesse in campagna elettorale, quelle sono tutte della giunta pentastellata, che ora si trova invece nell’imbarazzo di non riuscire a realizzarle. Non c’è un vero progetto e non c’è un luogo alternativo dove svilupparlo. Questa è la realtà. Fabio Mercanti, rappresentante del comitato dei “Quartieri Riuniti in Evoluzione” non usa mezzi termini e anzi,ipotizza uno scenario ben preciso. “Eccola “la nuova politica” che ricorre ai mezzi della “vecchia”. Già dai tempi dell’assessore Muraro, era chiara l’idea che si sarebbe puntato sul privato per la gestione di questi impianti, ipotesi poi successivamente rientrata con la Montanari.  Ma ora che è stata tolta l’interdizione antimafia a Cerroni, ecco che il comune di Roma riscopre di non avere un’impiantistica, né un piano industriale, né le capacità tecniche e gestionali. Ecco che ancora una volta  i soliti noti, quelli che hanno gestito il business dei rifiuti per cinquant’anni si ripresentano con  loro impianti e le loro gestioni fallimentari”.

Anche Marco Sacchi, consigliere del comitato di Belvedere si dice esterrefatto: “Non si riesce a capire nulla, c’è molta confusione. Al momento non esiste nemmeno un piano di monitoraggio e controllo di eventuali sostanze inquinanti- come ammesso dalla stessa Ziantoni-  tradotto: se lo stoccaggio nello stabilimento crea un versamento di diossina, nessuno lo verrebbe a sapere. In compenso sappiamo che in questa parte di Roma, come al Salario, l’incidenza tumorale è molto più alta che in altri quartieri della capitale”. “Qua non controllano, non ci sono avanzamenti, ma intanto la gente si ammala e muore! Dove la vogliono portare questa immondizia? Partecipano ai tavoli, ma poi quali decisioni vengono prese per il bene dei cittadini?” Altri cittadini presenti all’incontro chiedono al Presidente Romanella e all’Assessore Ziantoni, come mai su Rocca Cencia non vi sia la stessa attenzione mediatica che invece viene riservata al TMB del Salario, spesso al centro delle cronache per le proteste dei residenti e della stessa Giunta municipale.

“Innanzitutto questo dovreste chiederlo ai giornalisti (e ti pareva!), dal momento che si tratta di due impianti gemelli. “Secondo poi- prosegue l’Assessore-  al Salario sono i cittadini che stanno organizzando manifestazioni e proteste, non possiamo essere noi a farlo, ora tocca a voi manifestare”. Qualcuno fa notare che la giunta del III municipio è però compatta con i cittadini nel chiedere il superamento della struttura, e partecipa attivamente sia alle iniziative di concertazione con Comune e Regione, sia a quelle di protesta con comitati e movimenti. “Sì certo, ma per loro è più facile perché sono di un altro colore politico rispetto all’amministrazione comunale”-replica la Ziantoni-“Gli fa gioco, possono dire e fare tutto quello che vogliono”. “Noi non possiamo farlo – le fa eco il presidente Romanella – sarebbe come protestare contro noi stessi”.

Qualcosa ci sfugge. Riassumendo: la colpa è dei cittadini che, anziché continuare a dare fiducia alle promesse del Municipio, dovrebbero invece manifestare?

Perché, forse un po’ ingenuamente, eravamo convinti che per rappresentare le istanze di un territorio fosse sufficiente eleggere dei rappresentanti, e che quelle istanze dovessero essere sempre portate avanti dagli eletti, anche nel caso di un possibile scontro con un’amministrazione centrale “amica”. Ma forse è proprio questo il problema. Non sapevamo (o non eravamo stati aggiornati) che la rappresentanza funzionasse diversamente a seconda del rapporto e della convenienza con la “casa madre”. Flavio Mancini rappresentante del “Comitato delle Periferie Roma Est” è tra coloro che da questo incontro si aspettava delle novità in merito alla superamento dell’impianto: “La chiusura doveva avvenire già parecchio tempo fa a detta loro. Noi abbiamo ancora fiducia, l’ultimo consiglio straordinario non ha modificato la data di riferimento prevista entro il 2019, ebbene siamo ancora disposti a crederci. Come comitato abbiamo richiesto da circa un mese un incontro con l’Assessore Ziantoni, ad oggi non abbiamo ricevuto ancora una risposta. Capiamo il problema e la sua complessità, siamo sempre disponibili al confronto e non vogliamo le dimissioni di nessuno, per il momento. Se però non verrà mantenuta la parola, allora chiederemo dimissioni non solo dell’Assessore, ma dell’intera Giunta”

Sul perché si parli poco del TMB di Rocca Cencia rispetto a quello del Salario, e sulle responsabilità che l’Assessore Ziantoni scarica sui residenti, colpevoli di essere meno attivi dei concittadini del III municipio, il commento di Flavio è lapidario: “Le proteste fatte davanti ai TMB non hanno colore politico. Sulla salute non c’è propaganda che tenga. Ad un cittadino libero, che come me vive in un territorio come il nostro, con due figlie piccole che respirano quest’aria, non interessa chi sta all’opposizione e chi in maggioranza”. Giacomo Capriotti

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