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Rocca Cencia. Stabilimento Ama ‘a riveder le stelle’ al 2019

Stabilimento di Rocca CenciaSi è svolto un consiglio straordinario il 15 settembre, chiesto dal Pd,  per stabilire il futuro dell’impianto AMA sito a Rocca Cencia.

Il consiglio straordinario chiesto da Dario Nanni, capogruppo del Partito Democratico, doveva presentare l’Ordine del Giorno privo di simboli per chiedere al Presidente del Municipio Romanella di “attivarsi presso l’Amministrazione Capitolina, gli altri Enti e organi competenti per chiudere definitivamente l’impianto di Rocca Cencia e tutelare il nostro territorio e soprattutto la salute dei cittadini che ci vivono”.

Un impegno facilmente condivisibile, che invece per l’ennesima volta ha visto i penta stellati, oggi  maggioranza, affamati di gloria e digiuni di capacità. Viene presentato infatti un secondo OdG, con tanto di simbolo M5S, a firma del consigliere Davide Lanza, che impegna il Presidente  Romanella e l’Assessore all’Ambiente Katia Ziantoni a “istituire un tavolo di lavoro partecipato con i cittadini, le istituzioni competenti e le realtà universitarie, [...] a dichiarare l’incompatibilità dell’attuale impiantistica con lo sviluppo sostenibile del territorio e dell’intero tessuto urbano”. Il tutto, insieme all’istituzione del Parco Nazionale dell’Agro Romano, entro il 2019.

Alla presentazione dell’Ordine del Giorno di cui è primo firmatario, Dario Nanni cerca di spiegarsi subito ed esplicitamente: “Con questo atto si vuole dare un segnale forte, di un Municipio compatto che senza simboli dica un secco no agli impianti di Rocca Cencia”.

La prima replica è del consigliere 5 Stelle Fabrizio Tassi, Presidente della Commissione Ambiente: “Questo consiglio non sarà per rispondere a nome dell’assessore comunale [Muraro, ndr], ma per ribadire la linea politica del Movimento 5 Stelle, intorno al futuro di Rocca Cencia”. Si informa così l’opposizione che la maggioranza ritiene ci voglia un parere tecnico intorno alla sua chiusura, che non può “avvenire dall’oggi al domani”, non capendo quindi due cose: primo, che l’OdG presentato da Nanni voleva e doveva essere un segnale, un indirizzo politico del Municipio, e che non chiedeva la chiusura dall’oggi al domani, fattivamente impossibile; secondo, che non è competenza del Municipio preparare piani tecnici alternativi per chiedere poi la chiusura di Rocca Cencia.

Non sono chiare cioè le competenze dei consiglieri, e bene fa Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia, quando dice: “Non siamo noi, non siete voi consiglieri a decidere quando chiudere Rocca Cencia. Se non capite questo, cosa ci stiamo a fare qua?” e chiarisce che l’unica cosa che a riguardo possano fare è “decidere un indirizzo politico”, esattamente quello che proponeva l’OdG di Dario Nanni.

Ma il grillismo, si sa, sta diventando una piaga diffusa, e dal pubblico gettano la maschera quelli del QRE, che in un turpiloquio offendono l’opposizione e chi, tra il pubblico, non approva l’operato pentastellato. Del QRE, vi ricorderete, abbiamo già parlato in occasione dell’evento che aveva organizzato il 22 maggio scorso presso Gabii, trasformato in campagna elettorale in “A riveder le stelle. Dall’inferno dell’ecodistretto al paradiso di Gabii”, con tanto di logo e partecipazione dei 5 Stelle, ivi compresa l’attuale sindaca Raggi, la senatrice Taverna, i deputati Di Battista e Vignaroli [il medesimo che avrebbe presentato la Muraro alla Raggi come assessora all’ambiente, ndr]. All’epoca non c’erano dubbi: la chiusura doveva essere immediata, senza se e senza ma. Ma il QRE aveva ottenuto qualcosa, trasformando un evento cittadino in un evento politico? Assolutamente sì. De Carolis, ex presidente del CdQ Castelverde, è stato l’ideatore del progetto del Parco Nazionale dell’Agro Romano in seno al QRE e ora è l’attuale Assessore per i Lavori Pubblici e l’Urbanistica; Katia Ziantoni, ex presidente del Comitato Promotore a Tutela della Salute e dell’Ambiente, strumento del QRE per raccogliere fondi al fine di presentare istanze legali contro l’ecodistretto, è l’attuale Assessora all’Ambiente, purtroppo assente durante il consiglio. Che strano.

C’è ancora un altro esponente di spicco, e lo fa uscire allo scoperto Valter Mastrangeli, capogruppo della Lista Marchini, che ironizza su un ex QRE “oggi seduto tra la maggioranza”, che mandava montagne di mail chiedendo l’immediata chiusura di Rocca Cencia, che “non ne poteva più, non respirava”, mentre “oggi può tranquillamente aspettare fino al 2019”. Lieto di essere stato menzionato, si alza in piedi e dice: “Getto la maschera”. È Davide Lanza quello che, da cittadino, chiedeva l’immediata chiusura di Rocca Cencia facendone campagna elettorale, lo stesso che è primo firmatario dell’Ordine del Giorno che propone di rimandare quella stessa chiusura al 2019.

Poi, improvvisamente, durante la discussione in aula si sentono fischi e urla alle nostre spalle, il consiglio si interrompe. Andiamo a vedere, ci sono bandiere “Stop Sfratti” e uno striscione con la scritta “Raggi Giunta Fantasma”. L’Assessora alle Politiche Sociali Filipponi e il Presidente della Commissione alle Politiche Sociali Fabri Zuccarelli vanno a parlare con quei cittadini e promettono di proferire con loro dopo la seduta. Ma qualcuno ha chiamato il vice questore e non si sono sentiti più fischi. Solo applausi, un suono sicuramente a loro più gradito.

Nel mezzo dell’interruzione proviamo ad avvicinarci al Presidente della Commissione Ambiente Tassi, per chiedergli: “In campagna elettorale si parlava di chiusura, oggi si rimanda al 2019. Rocca Cencia si chiude o no?”. La sua risposta, dopo attimi di silenzio imbarazzante e acuta riflessione: “Prendo un caffè e ne parliamo”, con tanto di pacca sulla spalla della serie: “Contaci”. Ci riproviamo, rimanda a dopo la seduta. Sparisce.

Il silenzio stampa con noi prosegue, evidentemente.

Per Franco, capogruppo Fratelli d’Italia, questa è “l’ennesima occasione persa di presentare un indirizzo politico compatto e privo di simboli”, con un consiglio ancora diviso dalla maggioranza che rifiuta la collaborazione. A ogni consiglio straordinario, infatti, per ogni Ordine del Giorno presentato dall’opposizione, i pentastellati ne presentano un altro, a loro dire “più completo”. Completo del loro simbolo, forse. Con tracotanza chiedono agli altri consiglieri di votarlo, oppure di non farlo: tanto la maggioranza basta a farlo approvare.

E così è stato. L’opposizione, per protesta, dopo aver visto bocciare il proprio Ordine del Giorno, abbandona l’aula mentre i grillini si approvano e si applaudono, della serie: “Mi stimo e mi incoraggio”.

Rocca Cencia? A riveder le stelle al 2019. Flavio Quintilli

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