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Rocca Cencia. Rifiuti a cielo aperto nei terreni Ama

Diversi ettari di terreno in via di Rocca Cencia, di proprietà della municipalizzata, sono invasi da rifiuti di ogni genere. Lo spazio non è recintato e necessita di una bonifica.
Mercoledì 8 luglio Ama e Comune hanno ufficializzato l’avvio dell’iter amministrativo per il distretto di Rocca Cencia. L’impianto verrà realizzato in uno spazio di quasi 2 ettari all’interno dello stabilimento Ama in via di Rocca Cencia 317. Proprio dietro lo stabilimento si estende un altro ampio terreno di proprietà della municipalizzata, come riportato dal cartello affisso sul fatiscente cancello d’ingresso. Ciò nonostante, in alcuni punti il terreno si presenta come una discarica a cielo aperto; già fuori il cancello è possibile trovare scarti d’edilizia e resti del muro crollato nello stabilimento mercoledì 7 luglio. A pochi metri dall’ingresso il primo ammasso di rifiuti, tante buste di indifferenziata, plastica e infissi.
Entrando il campo si presenta in condizioni di totale incuria, con piante e sterpaglie alte più di un metro. Tra queste troviamo pneumatici, altra indifferenziata e bottiglie di vetro; piccoli ammassi sparsi un po’ ovunque sul terreno. Altra situazione di rilievo sul lato sud, a ridosso del marciapiede di via di Rocca Cencia: qui campeggiano in bella mostra decine e decine di scarti in plastica, bottiglie di vetro e lattine. Da una mappatura globale risulta difficile capire se i cumuli di rifiuti siano da attribuire all’Ama stessa o a cittadini incivili; l’impressione è che la situazione attuale sia il risultato di entrambi. Se per i rifiuti a ridosso del marciapiede è facile pensare alla seconda opzione, allo stesso modo i cumuli fra le sterpaglie, quelli all’ingresso e fuori al cancello potrebbero essere riconducibili alla negligenza di qualche operatore. Tesi avvalorata dalla testimonianza di alcuni residenti che affermano di aver visto, nei mesi scorsi, alcuni cassonetti d’immondizia dissotterrati. Comunque, risulta paradossale che un terreno di proprietà della municipalizzata versi in condizioni del genere; andrebbero installate delle recinzioni e si dovrebbe provvedere immediatamente con una bonifica. Sempre in tema di terreni, ricordiamo quelli a ridosso delle case popolari in via di Rocca Cencia 313/315, dove, a novembre, furono rinvenuti resti di materiale medico-farmaceutico dissotterrati.
Dopo 8 mesi sono ancora sotto sequestro e in attesa dei controlli adeguati. Due mesi fa l’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) si era recata sul posto per le prime analisi di rito: analisi che hanno però riguardato solamente una piccola porzione dei terreni, per giunta lontana dai punti nevralgici dei rinvenimenti. Gli esiti, in base ai quali si sarebbe dovuto decidere per altri interventi, non sono ancora stati comunicati e il Comitato Case Popolari Rocca Cencia continua a chiedere, invano, il carotaggio delle aree. Un terreno inquinato, uno adibito a discarica, uno stabilimento al collasso e le attività poco chiare del gruppo Porcarelli a pochi metri. Quella dove sorgerà il primo ecodistretto della capitale è una vera terra dei fuochi.
Matteo Muoio

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