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Rocca Cencia, nuova bomba ecologica

sequestro rocca cencia (1)Trovate, dagli Agenti coordinati dal comandante Di Maggio, tonnellate di rifiuti tossici e percolato, nel terreno dove dovevano sorgere nuove palazzine.

È una bomba ecologica quella scoperta a Rocca Cencia, dagli agenti della Polizia di Roma Capitale dello SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale), coordinato dal comandante Antonio Di Maggio. Dagli scavi sono emersi rifiuti di ogni genere, a tonnellate, solidi e liquidi, altamente nocivi: copertoni, scarti di automobili, cemento, eternit e immondizia di vario genere. Si pensa che l’intera area, riempita sino all’orlo, sia stata utilizzata in passato come una vera discarica illegale, laddove infilarci di tutto. Ogni strato una sorpresa, ogni strato una stilettata all’ambiente.

Teatro di questa vergogna ancora via di Rocca Cencia. E per la precisione, nel terreno attiguo alle palazzine costruite in convenzione dalla ‘Cooperativa del Tranviere’, che fino a qualche tempo fa ospitava uno smorzo per materiali edili. È una vasta area, alle spalle del capolinea della Metro C, sulla quale, secondo la medesima convenzione edilizia, sarebbero dovute sorgere nuove costruzioni, sullo stile di quelle precedenti. Del resto, la cooperativa che tira le fila dovrebbe essere la stessa. Ma adesso, dopo l’eclatante scoperta, sarà davvero difficile vedere realizzare quegli edifici.

sequestro rocca cencia (2)Il terreno è ora sotto sequestro. Il provvedimento, che porta la firma del Sostituto Procuratore Galanti, è scattato il 26 ottobre, a pochi giorni dal blitz degli agenti del reparto ‘Tutela Ambiente’ dello SPE, che in questi anni si è distinto per fatti e ritrovamenti analoghi. L’anno scorso hanno scoperto i rifiuti ospedalieri nel terreno che cinge lo stabilimento dell’Ama, a pochi centinaia di metri da questo. Appezzamento sul quale, nonostante il divieto tassativo, continuano a pascolare le pecore, come denunciato e fotografato, a più riprese, dagli abitanti delle case popolari.

Ma quello che è emerso in questi giorni è peggio, molto peggio, perché dal fondo di uno degli scavi è iniziato a sgorgare del percolato. Un liquido giallastro e fluorescente. Cosa c’è lì sotto? Cosa ci hanno nascosto? Molto probabilmente dei fusti, contenente degli scarti industriali o chimici, qualcosa che di certo ha contaminato, avvelenato, il sottosuolo. E c’è poco da scherzare. L’area, protetta, insiste sulle falde dei Colli Albani, che alimentano l’acquedotto dell’Acqua Vergine. Un sussulto, se ci si ferma un attimo a ragionare.

sequestro rocca cencia (3)Si vocifera, inoltre, che prima dell’intervento degli agenti, la società avrebbe fatto sparire, il condizionale è d’obbligo, quintali di rifiuti, dislocandoli in una discarica fuori Roma. L’indiscrezione va presa con le dovute pinze, data la delicatezza della cosa, però non si può esclude nulla, anche i gesti più inconsulti. D’altronde ci sono in ballo, come anticipato, delle nuove costruzioni.

Ora la palla passa all’Arpa, l’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente, che dovrà svolgere le indagini del caso, capire la consistenza della contaminazione e fino a che profondità questa si spinge. Se sono state raggiunte le falde insistenti e che cosa si cela sotto al percolato. Di certo, le indagini partiranno proprio da qui, nel punto in cui è emerso il liquido giallastro. Le immagini scattate dalla Polizia di Roma Capitale sono davvero sconvolgenti. Un’altra indagine sarà svolta dall’Acea, che lavora passo passo con lo SPE, e riguarderà lo stato di salute dell’acqua che scorre sotto il cumulo di rifiuti. Il terzo passaggio, anch’esso importante, sarà il piano di caratterizzazione del sito, che ha come obiettivo la sua bonifica o la messa in sicurezza. Si tratta di una fase di lavoro estremamente delicata, perché imposta tutti i successivi interventi tecnici e la strategia generale del piano di indagine.

sequestro rocca cencia (4)I timori aumentano, insieme agli interrogativi. Davanti a scoperte del genere, che getta una pesante ombra sull’intera urbanizzazione della zona, spontanea e non, quanto è opportuno realizzare l’Ecodistretto? Chi ha il coraggio di rassicurare la cittadinanza? La situazione è devastante, lo dicono le malattie, i ritrovamenti agghiaccianti, i gabbiani che a flotte svolazzano su quei terreni, facendo pensare al peggio, e lo dicono i morti, schiacciati da neoplasie aggressive e incurabili. L’incidenza dei tumori è alta.

Cos’altro deve succedere per far comprende alla politica che qui, in quella che è stata ribattezzata la terra dei fuochi, nel triangolo delle bermuda, che inizia da Rocca Cencia e termina a Case Rosse, c’è bisogno di tutto fuorché dell’Ecodistretto? Continuare a nascondere la verità non si può, perché, come si è visto, tutto torna a galla. David Nicodemi

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