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Rocca Cencia. L’incendio di Salaria mette in ginocchio l’impianto

foto esclusiva tritovagliatoreUna mole spropositata di rifiuti da gestire, tritovagliatore riattivato, due ore al giorno di straordinari per i dipendenti e oltre 400 automezzi in transito tutto il giorno. Da un mese nel già precario impianto Ama in via di Rocca Cencia si lavora in condizioni insostenibili.

L’impianto Ama in via di Rocca Cencia rischia il collasso. Fattore determinante è l’incendio all’impianto TMB di via Salaria dello scorso 2 giugno, che ha di fatto reso quello di Rocca Cencia l’unico centro di raccolta e gestione dei rifiuti della capitale. L’allarme arriva ancora una volta da AGOA, l’agenzia giornalistica degli operatori Ama, che in questi giorni continuano a documentare e denunciare le deleterie contromisure prese da Ama. E’ stato immediatamente riattivato il tritovagliatore fatto arrivare dalla Germania nel luglio 2014 e tenuto fermo praticamente per tutto l’anno, mentre ai dipendenti sono state imposte due ore di straordinario al giorno per poter smaltire l’enorme quantitativo di rifiuti che affossa lo stabilimento. Va precisato comunque che il tritovagliatore lavora solo parzialmente, smaltendo circa 100 tonnellate di rifiuti sui 1000 e più che arrivano quotidianamente a Rocca Cencia. Il traffico degli automezzi in entrata e uscita fa registrare numeri scioccanti, con più di 400 camion che ogni giorno arrivano e partono da Rocca Cencia, gravando sull’azienda anche in termini di carburante.

condizioni stabilimento rocca cencia 2In fondo al tunnel, poi, non si intravede alcuna luce: non arrivano notizie circa la riapertura dell’impianto di Salaria e al momento non sono state indicate neppure date indicative. C’è pure chi vede in tutto questo un’occulta manovra politica per deporre Marino, portando, o meglio riportando a Roma l’emergenza rifiuti. Innanzitutto bisogna tener conto di un appalto emesso da Ama per affidare ad altre imprese di gestione e smaltimento il ‘surplus’ dei rifiuti della Capitale: vi partecipa una RTI – Raggruppamento Temporaneo di Imprese – di tre società, una milanese, una di Monza e l’altra di Salerno. Appalto possibile grazie all’iniziativa del governo Renzi, che con l’articolo 35 comma 6 dello ‘Sblocca Italia’ ha stabilito che “l’Italia è una, chi ha bisogno di utilizzare impianti di recupero energetico dei rifiuti può farlo nell’ambito nazionale e chi ha disponibilità di ricevere rifiuti da trattare per recuperarli a fini energetici può offrirsi”. Roma si libererebbe di circa 2000 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno, che verrebbero trattati altrove al costo di 140 euro a tonnellata, per una spesa totale di oltre 100 milioni l’anno. Spesa che l’amministrazione comunale, al momento, non può coprire.

condizioni stabilimento rocca cencia 1Dovrebbe intervenire direttamente il governo, ma pare improbabile ipotizzare un intervento così affine al ‘Salva-Roma’ bocciato lo scorso febbraio. Il discorso potrebbe essere invece approfondito in caso di commissariamento. Si tratta solamente di ipotesi, va precisato, il tentativo di ricomporre le tessere di un puzzle assai complesso. Certo è che la municipalizzata versa in condizioni di assoluta emergenza, come il Comune, destini e scelte sembrano legate a doppio filo. Marino infatti, con un ecodistretto in ballo per cui si aspettano solo i fondi necessari, annuncia per Roma una nuova discarica di servizio sul modello ‘ zero-waste’ di San Francisco. Un progetto in fase embrionale, che partirà solo dopo la realizzazione degli ecodistretti.

Matteo Muoio

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