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Rocca Cencia. Il Municipio contro l’AIA di Porcarelli

fb_img_1501274718193Il Consiglio municipale vota l’atto contro il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambiente rilasciata dalla Regione Lazio al tritovagliatore di Porcarelli. Assente il Presidente Romanella.

Durante il Consiglio del 27 luglio è stata a lungo discusso la questione di Rocca Cencia, della sua impiantistica e delle responsabilità. Per quattro ore Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle hanno combattuto per far capire a cittadini e parti avverse che la “colpa” fosse per i dem del Comune di Roma o della Regione Lazio per i pentastellati. Carte alla mano, la capogruppo 5 stelle Laura Arnetoli dichiara: “Ho sentito parlare di parere positivo, per cui la Regione Lazio non ha potuto fare altro, poverina, che acconsentire alla richiesta di voltura dell’impianto”.

Dopo questa prima stoccata al vetriolo lanciata nei confronti dell’opposizione del Partito Democratico, Arnetoli legge, dal Bollettino Ufficiale della Regione Lazio numero 55, supplemento 1 dell’11 luglio 2017 il parere dei dipartimenti, “Parere non ostativo con prescrizioni”. Questi hanno sottolineato “che la richiesta è priva di elaborati di natura urbanistica, sia di attestazione di legittimità degli immobili e manufatti esistenti”, oltre a essere l’area di Rocca Cencia all’interno di “pozzi di captazione di acqua potabile” che vanno a rifornire “L’Acqua Vergine, i Colli Albani, Torre Angela”, non trascurando nemmeno i problemi di tipo olfattivo e delle microparticelle aeree.

“E nononostante questo che ci avete appena letto il Comune non ha espresso voto negativo? – risponde Dario Nanni, capogruppo Democratico – Allora avete fatto campagna elettorale sulla chiusura di Rocca Cencia ben sapendo che non era competenza municipale o comunale, millantando ai cittadini una soluzione che solo la Regione poteva dare, mentendo quindi ai vostri elettori”.

Come ultimo intervento l’Assessore Katia Ziantoni, con delega all’Ambiente, che chiosa: “Noi ci siamo impegnati alla chiusura [nel 2019, ndr] perché noi prevediamo che Roma sia autosufficiente e svincolata dai privati, perché altrimenti il ricatto dei privati non finirà mai. Il piano rifiuti ha previsto una ripartizione del carico su tutta Roma, con impianti nostri che però devono essere realizzati e autorizzati. Una volta previsto questo i prossimi passi saranno la progettazione e il rilascio dell’autorizzazione. Senza questo non ci libereremo mai degli impianti privati”.

Vengono infine presentati i due atti d’indirizzo politico del Municipio sulla questione: uno portato dal Partito Democratico e uno dal Movimento Cinque Stelle. Il primo, a detta della maggioranza, “inesatto e pieno di errori”, visto soprattutto che chiedeva di bloccare il rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambiente), “quando in realtà è stata già rilasciata”.

Prevale quindi l’atto del M5S, che viene letto da Davide Lanza. Forse un atto simbolico, visto che il consigliere è stato oggetto di pesanti e aspre critiche nell’assemblea scorsa, preso di mira soprattutto dai suoi compagni di lotta del QRE che lo ricordavano insieme a loro a manifestare per la chiusura immediata di Rocca Cencia. Nell’atto si impegnano Presidente e Assessori affinché “sia presentata istanza di annullamento in autotutela/revoca dell’AIA appena rilasciata per l’esercizio del tritovagliatore di Rocca Cencia, sia attivato un programma di monitoraggio costante dei principali inquinanti nella zona interessata dagli impianti di trattamento rifiuti, che i risultati di tale monitoraggio vengano resi disponibili sul portale del Comune di Roma con cadenza settimanale e dettaglio giornaliero/orario” e che venga infine “attivato uno studio urbanistico dell’area interessata dagli impianti per verificare la conformità urbanistica dei manufatti e i titoli edificatori, i vincoli, ecc.”

Inoltre Presidente e assessori sono così impegnati dal voto unanime anche a “segnalare alle Autorità di competenza, sulla base delle istanze dei cittadini, le molestie odorigene, continuative e persistenti provenienti dalla zona industriale di Rocca Cencia”.

Soddisfatti anche i rappresentanti del QRE chd parlano di “un grande passo avanti perchè le nostre terre inizino a diventare vivibili e il ‘mostro’ cessi di esistere”.

Flavio Quintilli

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