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Rocca Cencia. Al Consiglio Straordinario arriva il tapiro d’oro per la maggioranza

fabio-mercanti-con-il-tapiro-doroOpposizioni e cittadini presenti non capiscono il motivo del consiglio. Già nel 2016 si era espressa la volontà di chiudere l’impiantistica Ama a Rocca Cencia: a cosa serve dunque questo consiglio? La risposta, forse sfuggita a opposizioni e cittadini a causa di un’amplificazione poco chiara, la dà Tassi: “Lo avevamo votato inconsapevoli che ci voleva un grande impegno da parte di tutte le istituzioni”.

Settembre 2016, il Municipio VI vota in maniera unanime per la chiusura dell’impiantistica Ama a Rocca Cencia entro il 2019. Ottobre 2018, il Movimento Cinque Stelle richiede un Consiglio Straordinario per “presentare istanza formale di richiesta di partecipazione ai tavoli con Comune, Città Metropolitana e Regione”. A ridosso della scadenza che la maggioranza stessa si è data i nodi vengono al pettine. Rocca Cencia è sempre lì e ci sarà per i prossimi anni. Altro che chiusura nel 2019.

de-maio-capostaff-della-montanari-1Prima dell’avvio dei lavori prendono la parola alcuni cittadini. “Le promesse vanno mantenute. E voi non lo state facendo”, dice al Consiglio Fabio Mercanti, in rappresentanza del QRE, Quartieri Riuniti in Evoluzione. E nel farlo si presenta con un piccolo tapiro d’oro con sopra scritto “Assessore Katia Ziantoni, ma è dedicato un po’ a tutti”, precisa Mercanti. Nel suo intervento Fabio Mercanti sottolinea la vittoria dei cittadini per la bocciatura della VIA – Valutazione Impatto Ambientale – che di fatto avrebbe bloccato qualsiasi impiantistica a Rocca Cencia. “La Regione ha subìto la bocciatura – dichiara Mercanti – ma è andata a ricorso con l’Avvocatura pagata con i soldi pubblici. Con i nostri soldi stanno facendo ricorso contro una vittoria dei cittadini”.

Maria Vittoria Molinari, in rappresentanza dell’associazione DaEst, accende gli animi del pubblico invocando la partecipazione di cittadini e comitati anche in Regione. “Abbiamo chiesto un incontro congiunto con l’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Valeriani, e l’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Montanari, ma siamo senza risposte – dice Molinari – Valeriani qui non si è mai visto. È andato al TMB di Salario, ma a Rocca Cencia non si è mai fatto vedere. C’è bisogno di combattere non solo al Municipio, dobbiamo arrivare alla Regione”. E lancia una proposta ai comitati: “Formiamo un comitato di tecnici in grado di poter esprimere pareri e partecipiamo ai tavoli che dovranno fare per il Piano Rifiuti. Parleranno i loro tecnici e i nostri tecnici”.

il-pubblico-del-consiglioFabrizio Tassi, presidente della Commissione Ambiente, prova allora spiegare il motivo di questo consiglio, leggendo un intervento scritto che ha fatto ben poca presa sul pubblico. “Avevamo votato con forza la chiusura entro il 2019 di Rocca Cencia – afferma nel preambolo – Ma la avevamo votata inconsapevoli che ci voleva un grande impegno da parte di tutte le istituzioni”. Un’affermazione grave, molto grave, passata in sordina e non rimarcata da chi è intervenuto. La maggioranza dichiara di aver votato inconsapevolmente un atto pubblico.

Dopo circa 15 minuti di intervento, in cui Tassi cerca di spiegare che il consiglio serve a “Dare le linee guida” a Regione e Città Metropolitana sul Piano Rifiuti e per “Avanzare formale istanza di partecipazione ai tavoli tecnici”, è l’Assessore all’Ambiente Katia Ziantoni a prendere la parola. Introduce i rappresentanti delle Istituzioni intervenute: il dott. Magrelli dell’Asl Roma 2, il Presidente della Commissione Rifiuti della Regione Lazio Marco Cacciatore, Massimo De Maio dell’Assessorato Ambiente del Comune di Roma. “La Montanari non è potuta venire – spiega Ziantoni – perché nello stesso momento si sta svolgendo un consiglio al Comune dal quale non può sottrarsi”.

“E voi non lo sapevate? – tuona dal pubblico Ernesto Moroni, presidente di Azione Frontale – L’avete indetta voi questa assemblea o no? Avete fatto un preambolo su chi c’è e chi non c’è e poi non ci sono i vostri? Non c’è l’Assessore Montanari, ma vi rendete conto? Ma di cosa dobbiamo parlare, perché prendete in giro i cittadini?” Moroni viene “invitato” a lasciare l’aula e i lavori proseguono. Per poco, però. La parola passa a Massimo De Maio, capostaff della Montanari, che non convince il pubblico. “Dicce quando chiude. Dicce cose concrete, no numeri”. E la protesta monta, fino a sfociare in grida che costringono il presidente Ilaria a sospendere il consiglio.

Interviene l’onorevole Marco Cacciatori (M5S), presidente della Commissione Rifiuti della Regione Lazio e parla di azione comune, interesse dei cittadini, divergenze da superare. Sarà forse che il Movimento Cinque Stelle di Roma e Municipio lamenta l’assenza del governo regionale ma poi in Regione lo stesso Movimento dà la fiducia a Presidente e Giunta? Non è dato sapersi.

Una lettura interessante la dà Fabrizio Compagnone, del Partito Democratico: “Sono passati due anni dall’inizio di questa consiliatura e mancano ancora le isole ecologiche – legge in una dichiarazione il capogruppo del PD – Ci sono degli sprechi enormi di risorse per la pulizia delle discariche abusive, mancano ancora le telecamere per la videosorveglianza. Sapete chi ha fatto queste dichiarazioni? Il Movimento Cinque Stelle del Municipio VI, non Fabrizio Compagnone”. I bei tempi andati di quando si era opposizione e si poteva votare e parlare in maniera inconsapevole.

Sul piano industriale Ama e sul rinnovo delle concessioni punta il dito Dario Nanni, coordinatore Roma e provincia di Italia in Comune: “Mi chiedo e vi chiedo delle spiegazioni. Come potete chiudere Rocca Cencia nel 2019 se il Comune di Roma ha fatto un bando per decine e decine di milioni di euro per portare via i rifiuti che vengono trattati là dentro? A me sembra una contraddizione grande come quest’aula”. La domanda è lecita e viene ripetuta da giorni, forse settimane, senza mai trovare risposta o una smentita. Dimostrazione che Rocca Cencia resta dov’è?

Valter Mastrangeli, della Lista Marchini, lancia per l’ennesima volta la sua proposta provocazione: “Questo territorio già subisce gli effetti della discarica di Rocca Cencia. Dobbiamo anche sopportare i rifiuti per strada? È come se voi in un condominio avete i secchi dell’immondizia su strada che vi vengono riempiti dai vicini e poi voi non avete spazio per gettare i vostri rifiuti. È giusto? No che non è giusto. Mi è stato detto che non si può favorire un Municipio per la raccolta dei rifiuti, allora ciascun municipio si faccia la sua discarica”. Una proposta che trova il favore di tutta l’opposizione ma che viene semplicemente ignorata dalla maggioranza, che segue a capo chino sul cellulare lo svolgersi della discussione.

“Inaccettabile, io non ci sto – dichiara Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia – Noi abbiamo già votato la chiusura di Rocca Cencia, non capisco questo consiglio. Non vorrei che sia una ‘paraculata’ perché la maggioranza si è resa conto di essere arrivata al termine del 2019 e di non essere in grado di mantenere la promessa. Io e il mio gruppo siamo con voi se questo consiglio serve ad andare verso la chiusura di Rocca Cencia. Se serve come ‘paraculata’ noi non ci siamo. Non partecipiamo alla votazione e lasciamo l’aula”.

Rocca Cencia chiude o non chiude entro il 2019? Se dovessimo giudicare con i dati in nostro possesso diremmo di no. Anzi, starà al suo posto per i prossimi anni, l’ennesimo rimpallo alla prossima consiliatura. “Non siamo per nulla soddisfatti di questo consiglio – ci spiega Marco Manna, presidente del Comitato Periferie Roma Est – L’obiettivo non doveva essere chiedere la partecipazione ai tavoli tecnici. È l’ennesima umiliazione che devono subire i cittadini. Non escludiamo che noi, come comitato, possiamo fare qualche piccola sorpresa in futuro”. Flavio Quintilli 

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