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Rocca Cencia. A rischio la salute dei cittadini, lo scrivono i rappresentanti locali a 5 Stelle

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Sette esponenti politici del VI Municipio della maggioranza a 5 Stelle inviano una nota alle Autorità Competenti per denunciare i rischi alla salute dei cittadini a causa dei miasmi prodotti dagli stabilimenti di Rocca Cencia.

Con una nota datata 7 giugno 2018 protocollo numero 99439 il Presidente del VI Municipio Roberto Romanella, l’ Assessore all’Ambiente del VI Municipio Katia Ziantoni e i consiglieri del Movimento 5 Stelle membri della Commissione Ambiente VI Municipio Fabrizio Tassi, Davide Lanza, Antonio Muzzone, Giuseppe Agnini e Mauro Cinti inviano una lettera al Vice Prefetto Giovanni Luigi Bombagi, al Sindaco di Roma Virginia Raggi, al Gabinetto del Sindaco, all’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale Pinuccia Montanari, al Comando dei Carabinieri – Ufficio Tutela Ambiente, al Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Antonio Di Maggio, all’Arpa Lazio Sezione di Roma e all’Asl Roma 2 per segnalare le esalazioni in atmosfera con possibili danni per i cittadini in località Rocca Cencia. Per annunciare l’invio della suddetta nota, l’Assessore Ziantoni nella sua pagina Facebook scrive: “A partire dal 2012, dopo la chiusura di Malagrotta,Rocca Cencia torna al centro delle proteste per i continui miasmi e i disagi dei residenti, dovuti alle attività degli impianti di trattamento dei rifiuti. Molestie olfattive e malesseri fisici vengono avvertiti e denunciati nel raggio di 5 km dall’area interessata. Le denunce riguardano una vasta zona del quadrante che, a partire dal 1984, anno di chiusura dei vecchi forni, è stata oggetto di un intenso processo di urbanizzazione e antropizzazione che arriva sino ai giorni nostri. L’area industriale però resta e al suo interno nascono 3 impianti: TMB AMA in esercizio dal 2006 ed entrato a pieno regime a partire dal 2012; Tritovagliatore Porcarelli, ex Colari, autorizzato nel 2013; TMB Porcarelli realizzato nel 2011. Solo il TMB dell’AMA serve la città di Roma, gli altri due impianti, di proprietà privata, accolgono i rifiuti di circa 50 Comuni del Lazio. Sono gli anni in cui inizia l’emergenza rifiuti, si scongiurano le sanzioni più pesanti da parte dell’Europa e si arriva alla chiusura della discarica di Malagrotta. Sono gli anni del Commissario Prefettizio per l’emergenza rifiuti di Roma e a Corcolle si scongiura la realizzazione di una nuova discarica. E’ il periodo in cui Rocca Cencia, da semplice stazione di trasferenza, diventa il più grande polo dei rifiuti della Capitale, dopo Malagrotta. Questi impianti sono stati autorizzati a trattare circa 950.000 t di rifiuti all’anno. Con due diversi ordini del giorno, il Consiglio del Municipio VI, ha dettato le linee politiche sul processo di riqualificazione di Rocca Cencia e del quadrante est. Oggi poniamo le basi perché questo cambiamento sia possibile a garanzia della salute pubblica, dell’ambiente e di una gestione sostenibile dei rifiuti. Rendiamo pubblica la nota inviata alle Autorità. Iniziano i procedimenti amministrativi e autorizzativi per dare seguito agli impegni assunti con tutti i cittadini”.

Nella nota inviata alle Autorità Competenti si legge che “quali rappresentanti del Municipio VI segnalano la presenza continua e costante di miasmi e odori molesti provenienti dall’area industriale di Rocca Cencia, nella zona compresa tra via di Rocca Cencia, via Ollolai e via Sant’Alessio in Aspromonte. Tali esalazioni, percepibili in orari serali e giornalieri, a seconda delle zone e del vento, interessano una zona piuttosto ampia che si estende per circa 5 Km. In linea d’aria, dell’area indicata in allegato. I disagi sono tali da provocare disturbi, più volte denunciati dai cittadini con esposti, email, telefonate, pec, quali nausee, conati di vomito, irritazioni alle mucose nasali, bruciori alla gola e difficoltà respiratorie, dermatiti ed eruzioni cutanee. Disturbi che sembrano peggiorare con l’aumento delle temperature insieme alle condizioni di vita dei residenti, costretti a rimanere in casa senza possibilità di aprire le finestre né godere degli spazi esterni, con evidenti ripercussioni sulla salute e sulle condizioni di vita dei cittadini”.

I rappresentanti politici del Municipio VI chiedono nella nota “di intervenire con la massima urgenza per bloccare i suddetti miasmi, ponendo in essere l’adozione di tutti i provvedimenti necessari e tutelare la salute pubblica della popolazione e la qualità di vita dei residenti”. Chiedono inoltre “di effettuare idonea verifica della qualità dell’aria; di attivare un’analisi olfatto -metrica e la verifica che essa sia in linea con le normative europee secondo quanto già deliberato dal Consiglio del Municipio con ordine del giorno 9 del 15/09/2016 e 5 del 29/07/2017; di verificare, una volta individuato il soggetto generatore di tali odori, la corretta predisposizione dei presidi previsti dalla vigente normativa affinchè le emissioni rientrino nei limiti stabiliti dalla legge; che vengano accertate le cause ed i soggetti responsabili dei suddetti cattivi odori e dei malesseri accusati dai residenti nel raggio di 5 km. dall’area industriale; che vengano aattivate tutte le misure necessarie a rimuovere le cause di tali malesseri e a garantire il minor disagio per la popolazione”.

QRE: “Una poltrona non vale la vita delle persone”. Contattati i membri del QRE in merito alla nota inviata dai rappresentanti politici del Movimento 5 Stelle, responsabili in tema ambiente, è Andrea De Carolis a farsi portavoce dei Quartieri Riuniti in Evoluzione: “L’atto a firma della Commissione Ambiente, del Presidente del Municipio e dell’Assessore all’Ambiente afferma che ci sono gravi problemi di salute nell’area di interferenza con il complesso industriale dei rifiuti AMA e privati limitrofo a Rocca Cencia. Quanto affermato è di una gravità inaudita perchè avviene con un atto pubblico che attesta quelle cose. Questo però non ha determinato le azioni necessarie allo smantellamento del complesso industriale ed è evidente, secondo quanto riportato nell’atto protocollato, che lo stabilimento è incompatibile con un contesto ampiamente antropizzato in cui i dati del Dipartimento Epidemiologico confermano l’altissimo tasso di mortalità per cancro. Si chiede di monitorare, di verificare, ma non si fa il passo necessario. Perchè se le affermazioni riportate nell’atto corrispondono a verità non si può che procedere alla chiusura immediata degli stabilimenti e se quelle cose sono accadute lo stesso documento vale come ipotesi di reato per la Procura che dovrebbe a questo punto mettere sotto sequestro l’area. Tutto ciò anche si somma a quanto riportato dal Tg3 qualche giorno fa in cui un servizio riporta di infiltrazioni ‘ndranghetiste all’interno del complesso come da filmati pubblici. Cosa si aspetta a mantenere le promesse di chiusura di Rocca Cencia? E e questo non riesce, cosa si aspetta a dimettersi in massa per salvaguardare la salute pubblica? Una poltrona non vale la vita delle persone e in questo caso si tratta di centinaia di migliaia di cittadini”.

Nausea, bruciore alla gola, dermatite. Ad avvalorare le affermazioni riportate nella lettera a firma dei consiglieri 5 Stelle del VI municipio ci sono una serie di cittadini. Tra questi c’è il signor Paride che spiega: “Dopo tantissimi anni, io vivo qui da quando ero bambino, sono tornati odori nauseabondi che non sentivamo dagli anni ’70. Siamo costretti a vivere con le finestre chiuse. Io abito nel quartiere di Prato Fiorito e ho due bambini. L’altra sera per quanto mi bruciava la gola ho dovuto bere un bicchiere di latte e un’altra sera ho dovuto farmi una doccia per quanto quel veleno nell’aria mi si era appiccicato addosso. Sono odori aggressivi, insopportabili che portano ad avere bruciori forti alla gola, dermatiti e senso di nausea. E’ una situazione insostenibile e siamo seriamente preoccupati per la nostra salute. Gli odori fortissimi si verificano la sera, dalle 22 alle 24, e in base al vento li sentiamo noi a Prato Fiorito ma anche gli altri quartieri limitrofi come Colle del Sole, Borghesiana, Finocchio, Ponte di Nona, Villaggio Prenestino e Castelverde. Siamo davvero allarmati, da tempo non percepivamo odori così nauseabondi”.

La denuncia del TG3. Nel corso del telegiornale di Rai 3 del 23 giugno scorso, nell’edizione delle ore 19, è stato mandato in onda un servizio in cui si denuncia la presenza della ‘Ndrangheta all’interno degli stabilimenti di Rocca Cencia. Daniele Fortini, ex amministratore dell’Ama, nell’agosto 2016, durante la Commissione sulle ecomafie, dichiarava che “PMR Service è una società che gestiva la movimentazione dei rifiuti nelle vasche degli stabilimenti dei TMB di Rocca Cencia e Salario”. Una delle società che la Procura di Reggio Calabria aveva sequestrato che facevano capo a famiglie legate alla ‘Ndrangheta, riconducibili a Don Mommo Raso. La Remaplast, una delle società che sembra capofila di questo cartello, in Ama nel 2017 ci lavora ancora quando vince alcune gare per materiale utile alla differenziata.

Ipotesi di reato e le promesse non mantenute. La lettera a firma del Presidente del VI Municipio, Roberto Romanella, dell’Assessore all’Ambiente VI Municipio Katia Ziantoni e dei consiglieri a 5 Stelle Tassi, Lanza, Muzzone, Agnini e Cinti assume, sia a livello politico che giudiziario, connotazioni estremamente gravi. Ci sono ben 7 rappresentanti istituzionali che mettono nero su bianco dichiarazioni gravissime. I 7 dichiarano che è fortemente a rischio la salute dei cittadini del versante prenestino, che ci sono odori nauseabondi che provengono dagli impianti di cui si chiede una verifica urgente, che ci sono atti prodotti dall’Amministrazione Municipale che non hanno avuto seguito da parte delle Autorità Competenti, che ci sono già casi di dermatiti e di patologie respiratorie e dermatologiche. Affermazioni gravissime che i 7 consiglieri riportano a loro firma che dovrebbero essere sottoposte alla Procura della Repubblica con un esposto e non con una nota protocollata. Il Presidente del VI Municipio è prima di tutto responsabile della salute della cittadinanza e lui, insieme agli altri 6 esponenti, dichiarano pubblicamente che proprio la salute dei cittadini è fortemente a repentaglio. E loro, come responsabili locali, in assenza di altre iniziative, potrebbero essere a loro volta, qualora si aprisse un’inchiesta giudiziaria, reputati responsabili delle conseguenze sulla salute dei cittadini che stanno rappresentando. Con la lettera, inoltre, i 7 esponenti certificano l’assenza della Sindaca e del Comune di Roma, in quanto loro stessi dichiarano che gli atti votati in Municipio non hanno avuto seguito e che le continue sollecitazioni e denunce sono rimaste inascoltate. Una situazione gravissima che diventa ancora più seria se si aggiungono le notizie riportate dal TG3 sulla presenza della ‘Ndrangheta all’ interno degli stabilimenti di Rocca Cencia. Il Movimento 5 Stelle nel Versante Prenestino del VI Municipio aveva impostato la sua campagna elettorale proprio sul tema della Terra dei Fuochi di Roma Est. Aveva concluso a Rocca Cencia, insieme alla Sindaca, la campagna elettorale con l’evento ‘A riveder le stelle’ prendendo pubblicamente l’impegno di porre fine all’infiltrazione mafiosa nel sistema dei rifiuti romani e di chiudere lo stabilimento AMA di Rocca Cencia, una linea appoggiata con una mozione votata da tutto il Consiglio Municipale dove si legge che la chiusura dello stabilimento avverrà entro il 2018. Con la lettera inviata alla Sindaca Raggi e alle Autorità Competenti, gli amministratori del VI Municipio comunicano a tutta la cittadinanza che è a rischio la nostra salute, che qualcosa non va all’interno dello stabilimento. Si dia seguito a queste gravissime affermazioni con fatti concreti. Le parole se le porta via il vento. I veleni, invece, che respiriamo il vento li sposta, ma ritornano e sono letali. Federica Graziani

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