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Rifiuti. Le indagini nascoste dalla Raggi

13718651_1589074001390587_7093271581149028950_nUna storia che ha dell’incredibile quella dell’ Assessora all’ Ambiente Paola Muraro per chi da anni fa campagna elettorale gridando “Onestà! Onestà”.

Quanto era piaciuta quella diretta streaming in cui la Muraro aveva strigliato per bene l’ex numero uno di Ama Daniele Fortini. Un blitz a Rocca Cencia insieme alla sindaca Virginia Raggi, sempre più sicura della sua scelta e che entusiasmava sempre più la base.

Su Facebook i primi ciechi sostenitori a gridare: “Mai vista Tor Bella Monaca così pulita”, “Il vento sta cambiando”, “A riveder le stelle”.

Ma poi, le indagini. Le mail lette ma non comprese. Le omissioni, le incongruenze, le consulenze. I rapporti con Manlio Cerroni, re dei rifiuti di Roma, su cui Beppe Grillo non ha dubbi, convinto che siano stati i suoi grillini i “soli a fargli una guerra senza sosta. Il suo monopolio a Roma ha infatti nomi e cognomi tra i vecchi baroni della politica”. Gli stessi baroni che la sua sindaca ha scelto.

Paola Muraro non è nuova nell’amministrazione dei rifiuti. Oltre 12 anni di consulenze ben pagate da Ama che le hanno fruttato oltre un milione di euro, tanto che il gruppo capitolino di Fratelli d’Italia le aveva assegnato “la medaglia d’oro per le consulenze” in pieno clima olimpico, quando la Raggi non aveva ancora ammesso di essere a conoscenza delle indagini, e anzi: il 31 luglio insisteva dicendo che “non si deve dimettere, anzi sta facendo un ottimo lavoro”.

Il 2 agosto Paola Taverna, senatrice pentastellata e membro del mini direttorio romano, invia una mail chiara a Luigi Di Maio, vice presidente e responsabile enti locali: “Come sai, la situazione attuale è assolutamente delicata. Sempre da diverse fonti giornalistiche ci pervengono notizie circa l’imminente notifica di un avviso di garanzia all’assessore in questione per un’ipotesi di reato consistente in violazioni procedurali di verifica e controllo prescritte dal TU ambiente per il trattamento di rifiuti”.

Continuando, sottolinea che è “in ogni caso già indagata secondo quanto risulta dalla visura ex art. 335 cpp”, e che “allo stato attuale non possiamo escludere ulteriori evoluzioni dell’indagine che portino a contestazioni di maggiori gravità”. Ma Luigi Di Maio non capisce la mail e crede si riferisca a Daniele Fortini e non a Paola Muraro, e tace. Eppure nella nostra italica lingua l’utilizzo di genere femminile non può essere equivocato: tra lui e lei soltanto lei può essere quella “indagata”.  Ma Di Maio non ha capito. E si va avanti.

La Raggi è costretta ad ammettere, dopo molte smentite, di essere “stata informata dell’apertura di un fascicolo nella seconda metà del mese, nel periodo che va dal 19 luglio alla fine del mese”. La pesante accusa di Fortini di aver subito un golpe da parte della Muraro fa tremare il muro d’onestà dietro il quale si erano nascosti i grillini: “Nei due incontri riservati, di cui abbiamo dato conto alla magistratura, che io e l’ingegner Filippi [ex dg Ama, ndr] abbiamo avuto con l’avvocato Manlio Cerroni presso la sede di AssoAmbiente, è stato molto esplicito. Quando noi rivendicavamo l’autonomia di Ama, il diritto di diventare un’impresa protagonista del ciclo dei rifiuti, lui ci rispondeva “Siete degli illusi, tanto vi cacciano”. Muraro nella diretta streaming durante il blitz in azienda, mi ha chiesto di usare il tritovagliatore di Cerroni [quello di Rocca Cencia, ndr], di portare i rifiuti a un impianto abusivo, indagato, per cui vi è una inchiesta che ha per oggetto truffa ai danni di Ama”.

E, aggiungiamo noi, quali sono state le prime mosse di Muraro assessore? Cacciare l’Amministratore delegato di Ama Fortini e lavorare per il ripristino del tritovagliatore di Cerroni, al quale avrebbe fruttato un guadagno enorme su cui sta indagando la Procura. E suonano allora profetiche le minacce che il ras dei rifiuti Cerroni aveva rivolto a Fortini: “Illusi, tanto vi cacciano”.

Accuse precise, prese in esame da Procura e EcoMafia. Questa è “l’onestà” che avrebbe dovuto avvolgere Roma dopo il fatidico voto pentastellato? Perché la Raggi, se proprio vuole dar retta al suo assessore su Rocca Cencia, non lo requisisce per l’interesse di Roma, come permesso dalla legge 116/2014, invece di pagare Cerroni per un impianto abusivo sotto indagine?

Il conflitto d’interessi in Paola Muraro sembra evidente, ma Andrea De Priamo, vice Presidente dell’Assemblea Capitolina del gruppo Fratelli d’Italia, dice che “se la Muraro abbia favorito Cerroni o meno lo diranno le autorità competenti”, mentre afferma con un pizzico di stupore che “appare paradossale che il Movimento 5 Stelle invece di chiamare come assessore all’ambiente qualcuno legato al movimento Rifiuti Zero abbia scelto una persona legata alle vecchie politiche industriali di Ama piegate alla logica del monopolio di Cerroni”.

Alla nostra domanda su quale tipo di apporto positivo abbia dato la Muraro a Roma, De Priamo non ha dubbi: “La scelta della Muraro si è rivelata un grande boomerang per la Raggi. Noi di Fratelli d’Italia abbiamo da subito denunciato il palese conflitto d’interesse tra l’attuale ruolo e quelli precedenti di consulente di Ama e di altre aziende che operano nel mondo dei rifiuti. Abbiamo anche presentato una mozione di sfiducia purtroppo bocciata dall’aula. Poi è anche emerso che la Muraro aveva nascosto alla città di essere indagata. Penso che l’assessore sia ormai prossimo ad essere defenestrato e se la Raggi ci avesse ascoltato da subito, anche in questo caso avrebbe evitato una brutta figura”.

Davvero una pessima figura, forse giunta all’epilogo, con la Muraro che dichiara: “Ho parlato con Virginia e le ho detto che ero pronta a dimettermi”. Cosa deciderà la Raggi? E intanto Roma e le periferie sprofondano sempre più nel caos ambientale, e le stelle sono interrate in cumuli di spazzatura.

Flavio Quintilli

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