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Rifiuti, indietro tutta per il Movimento 5 Stelle

Senza titolo-1Era uno dei punti cardine del programma pentastellato: l’avvio del percorso verso ‘Rifiuti Zero’ e la conseguente dismissione dello stabilimento Ama. Per salvare Roma dall’emergenza, l’Assessore Muraro si appella a Cerroni, in attesa di sentenza per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti.

Si va sempre più affievolendo il vento di cambiamento tanto promesso nel corso della campagna elettorale dal sindaco Raggi e la sua squadra. A solo un mese dalla vittoria, vengono stravolti i programmi con i quali il Movimento 5 Stelle ha ottenuto la fiducia dei romani. Tra questi sicuramente c’è il tema dei rifiuti sul quale i 5 Stelle hanno fatto un vero e proprio manifesto. Volevano portare nella Capitale un nuovo modo di smaltire i rifiuti, rompendo il sistema monopolista che negli anni si era sviluppato. Nel programma per il Comune di Roma, nella sezione ‘Rifiuti’ infatti si legge: “La parte impiantistica di Ama dovrà restare interamente di proprietà del Comune e dovrà diventare capace di competere con le imprese private del settore, e non semplicemente di subappaltare, come ora, i trattamenti alle imprese private dell’esistente monopolista”. Praticamente il contrario di quanto ha dichiarato l’Assessore Muraro nel corso del blitz negli uffici dell’Ama che l’ha vista trasformarsi in una sorta di Kapo, dimenticandosi di essere stata per ben 12 anni a libro paga dell’Ama con stipendi da capogiro. I campanelli di allarme c’erano stati tutti. In campagna elettorale era stata diffusa una lettera della stessa Muraro in cui si diceva a favore dei termovalorizzatori, una posizione nettamente opposta a quella sbandierata dal Movimento 5 Stelle.

Fa venire i brividi il fatto che proprio la Giunta Raggi dia nuovamente la possibilità a Cerroni di fare cassa. Lo stesso Cerroni che i pentastellati vedevano come ‘il male assoluto’, “il frutto della malapolitica, dei partiti corrotti e affaristi”. Nel corso del blitz in Ama, la Muraro chiede al Direttore Fortini di mettere in funzione il tritovagliatore di proprietà della Colari. Praticamente una  richiesta che aveva avanzato lo stesso Cerroni mesi fa. “Il Supremo” ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica di qualche giorno fa: “Alla fine tornano sempre da me, è nella forza delle cose. Sono pronto a mettere a disposizione il mio tritovagliatore. Può trasformare in combustibile mille tonnellate di rifiuti al giorno. L’ho fatto costruire nel 2013, quando l’Unione europea vietò di portare i rifiuti non trattati in discarica”.

La sindaca glissa

Se la Muraro ha scoperto fin troppo il fianco, la Sindaca Raggi ha evitato di entrare nello specifico delle dichiarazioni del suo assessore, limitandosi a diramare una nota: “ La riapertura di Malagrotta non è un’ipotesi che prenderemo mai in considerazione. Al contrario, andiamo avanti verso la bonifica, che Cerroni dovrà portare a compimento in tempi rapidi. Sorprendono, francamente, le parole del presidente Fortini, soprattutto quando afferma che qualcuno sta tentando di portare avanti una marginalizzazione di Ama per favorire il privato, quando la nostra linea persegue da sempre direzioni diametralmente opposte. Qui il punto è un altro, qui il punto è che i Tmb a Roma erano pieni da ottobre e nessuno ha mosso un dito, qui il punto è che è arrivato il momento che i dirigenti si assumano le loro responsabilità. Perché un presidente ha l’obbligo di amministrare un’azienda e ha l’obbligo di farlo nel migliore dei modi. La situazione di pre-emergenza a Roma era chiara fin dalla campagna elettorale, ma qualcuno ha optato per la linea attendista. Vogliamo pensare che lo abbiano fatto per metterci il bastone in mezzo alle ruote? Non importa, lavoreremo per risolvere il problema. Ma, intanto, ognuno al suo posto. Stupisce infine, che queste dichiarazioni di Fortini giungano all’indomani del blitz in direzione Ama della nostra assessora Paola Muraro. Per la prima volta c’è una forza politica che, con estrema trasparenza, chiede un confronto franco e leale ai vertici di un’azienda pubblica per informare i romani e la reazione qual è? Come l’abbiamo vista direi, del tutto scomposta. Il suggerimento è molto semplice: Ama e i suoi dirigenti mettano da parte i titoli di giornale e pensino a lavorare per il bene di Roma ripulendo la città”.

La sindaca evita di entrare nello specifico delle dichiarazioni rispetto al tritovagliatore di Cerroni che la Muraro vorrebbe rivedere in funzione. E lo ha ribadito anche nel corso dell’incontro a Colle del Sole con i comitati parlando di una situazione che durerà un paio di anni.

91d1a674-8c86-485d-860d-e99c8e0ff5edLa parola al Blog

Anche sul blog di Beppe Grillo la questione è stata affrontata con i soliti attacchi ai partiti, senza mai smentire la proposta avanzata dall’Assessore Muraro ma attaccando Cerroni. Nel comunicato su legge: “La visione della gestione dei rifiuti di Manlio Cerroni, dicevano, era una visione “moderna e tecnologica”. Per la precisione, lo era nel lontanissimo 1959 quando cominciò ad occuparsi dei rifiuti romani: a quell’epoca, “moderno” significava passare dalla raccolta col carretto dei (pochi) rifiuti prodotti in un era pre-consumistica, a un sistema di camion, discariche, trituratori. Oggi Cerroni ha 90 anni ed è ancora convinto di essere un innovatore. Non ha capito che la sua concezione di “moderno” si è fermata ai tempi del DDT, dell’amianto e della benzina al piombo, e insieme a lui non l’hanno capito (oppure hanno fatto finta) tutte le amministrazioni romane e laziali che nel tempo hanno continuato ad affidarsi alla sua obsoleta visione come fosse risolutiva. Le stesse amministrazioni e forze politiche, dal centrodestra al centrosinistra, che oggi blaterano fantomatiche vicinanze del M5S a Cerroni. Noi, che siamo stati i soli a fargli una guerra senza sosta. Il suo monopolio a Roma ha infatti nomi e cognomi tra i vecchi baroni della politica. A partire dagli anni ’80, in cui Cerroni è vicino al Psi di Cicchitto (oggi Ncd), ma finanzia tutti i partiti e fa accordi con Ama e Acea, fino alla giunta laziale Polverini (centrodestra) che arriva a presentare dossier copiati pari pari dai documenti di Cerroni, e alla sinistra di Marrazzo, che nel 2008 progetta ben 4 inceneritori nella provincia di Roma, tutti a firma Cerroni. L’area cosiddetta “ambientalista” del PD, poi, gli dà sempre ampio credito: Rutelli, Realacci, Fioroni, non hanno problemi ad affidarsi al re dei rifiuti e ci vanno d’amore e d’accordo per vent’anni. Cerroni definirà Rutelli “il miglior sindaco. Politica e partiti, tutti, continuano per decenni a credere alla “vision” da dopoguerra di Cerroni, mentre contemporaneamente si susseguono denunce, arresti, processi per associazione per delinquere e traffico di rifiuti. Processi che coinvolgono politici, dirigenti, amministratori pubblici, persino prefetti, una rete in cui non manca mai nessun pesce grosso. Il sistema Cerroni, in vigore dall’epoca di “poveri ma belli”, si basa sul mantra caro alla Thatcher: There Is No Alternative, “non c’è alternativa”, ed è il succo delle letterine che Cerroni invia regolarmente ad ogni sindaco appena insediato. “Stai in campana”, così potremmo invece tradurre il cortese avvertimento, perché a Roma o chiami Cerroni o finisci sepolto dalla monnezza. Tutti i partiti hanno sempre prontamente ottemperato, e parecchi anche molto volentieri. Ma oggi il 1959 è lontano, la dissennata gestione inquinatrice dei rifiuti anche, e i sistemi di collusione, ricatti e mazzette a Roma, col M5S, sono finiti. Che i partiti e Fortini, più impegnato a parlare alla stampa che a fare il suo lavoro in Ama, si affrettino a capirlo, e Cerroni con loro. Nel lontano 2004, su Malagrotta, fece questa promessa: “Aprirò un Central Park romano, trasformerò la discarica in una grande area verde aperta al pubblico. Anche il parco di New York era l’antico immondezzaio”. Ecco, Cerroni, è la tua occasione: prima della pensione, dedicati per una volta a una bonifica. Siamo tutti d’accordo, e senza bisogno di letterine”.

f757321e-f152-4511-9361-8491da2a23dcL’inchiesta sul tritovagliatore

E’ notizia di due giorni fa che proprio il tritovagliatore di proprietà della Colari, quello che l’Assessore all’Ambiente Muraro aveva intimato a Fortini di rimettere in funzione, è oggetto di un’inchiesta della Procura della Repubblica per i reati di truffa, frode e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.La reticenza di Fortini nel seguire le indicazioni della Muraro potrebbe essere scaturita da questo. Lascia basiti che, dopo la diffusione della notizia, né la sindaca Raggi né l’assessore Muraro abbiano speso una parola in merito ad un fatto così grave.

La reazione del Pd

A commentare il dietrofront del Movimento 5 Stelle in tema rifiuti ci ha pensato il Presidente del Pd Matteo Orfini: “A Roma c’è l’emergenza rifiuti. Non è la prima volta. Le ragioni sono molte, ma in questo caso il problema è chiaro e non è nuovo. I camion dell’Ama arrivano al Tmb di Malagrotta, impianto di Colari (cioè Cerroni) e restano fuori. Perché non vengono fatti entrare? Sono troppi per essere trattati adeguatamente, direte voi. E invece non è così. La ragione è che la società adduce difficoltà logistiche. Così i camion restano lì, saltano i turni e nella città si accumulano rifiuti. Non è la prima volta che accade, come dicevo. In questi casi l’amministrazione chiede alla prefettura di intervenire per far smaltire senza intoppi “logistici” i rifiuti, intervenendo su chi gestisce l’impianto (Colari). L’amministrazione Raggi fa una scelta diversa. Il neo assessore Muraro si presenta come un’invasata all’Ama e in diretta streaming chiede ai vertici dell’azienda di risolvere attivando il tritovagliatore di Rocca Cencia. Si potrebbe far notare che il Movimento 5 Stelle ha fino a ieri fatto battaglie durissime contro la gestione del ciclo dei rifiuti a Rocca Cencia, ma per un momento lasciamo stare la polemica. Il fatto grave è che il tritovagliatore costa, non risolve perché comunque i rifiuti andranno poi portati in un Tmb. E non si capisce perché un assessore invece di chiedere che la prefettura estenda gli orari previsti per il conferimento dei rifiuti così da superare gli intoppi logistici, si inventa una soluzione non conveniente e impone all’Ama di metterla in pratica. Vi do qualche indizio. Primo indizio: Il tritovagliatore è di proprietà di Colari (anche se ceduto in affitto). Come il Tmb di Malagrotta. Se il Tmb di Colari rallenta, il tritovagliatore di Colari risolve. E i cittadini pagano. Secondo indizio: Colari (cioè Cerroni) è la società con cui la allora non ancora nominata neo assessore e Vignaroli – deputato grillino – si incontrarono in segreto (altro che streaming). Convocando a quell’incontro i vertici Ama, senza alcun titolo per farlo. Con l’aggravante che Vignaroli è vice presidente di una commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e quindi dovrebbe tenersi mille miglia lontano da riunioni operative con i soggetti su cui dovrebbe vigilare. Ora forse abbiamo capito meglio le ragioni di quell’incontro e il quadro che emerge è ancora più allarmante. Onestamente ho dei dubbi che il comportamento dell’assessore sia corretto. L’obiezione dei vertici Ama che per affidare a quello specifico impianto il trattamento dei rifiuti servirebbe una gara mi pare abbastanza sensata. Ma la cosa che davvero fa impressione è questa commistione impropria tra interessi privati, amministrazione e parlamentari grillini. È tutto molto poco chiaro e per niente trasparente. Non so quanto Virginia Raggi sia consapevole di quello che fanno i suoi collaboratori. Su questi temi non ha speso una parola. Oggi si è solo limitata a rivendicare l’assunzione delle maestre come primo risultato della sua amministrazione, ignorando che quel risultato è dovuto a un atto del governo a cui i grillini si sono opposti in parlamento. Fossi in lei lascerei stare la cattiva propaganda e cotrollerei meglio come i suoi assessori gestiscono i dossier più delicati. Perché stanno accadendo cose davvero inquietanti”.

Federica Graziani

 

 

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