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Riceviamo e Pubblichiamo

chiusura teatro - Manifesto chiusura teatro QuarticcioloNon è possibile rispondere a tutte le inesattezze, incongruenze e tristi tattiche, messe in atto da più di un decennio dall’ex direttore Organizzativo Filippo D’Alessio, che si riscontrano anche nell’articolo dal titolo: “Teatri di cintura: che l’ “omicidio” culturale abbia inizio” pubblicato sulla Fiera delI’Est il 4 luglio 2015.

Cominciamo con un’analisi culturale del LlNGUAGGIO

Un linguaggio denso di RETORICA, forse da “Delirio di Onnipotenza” poiché in verità, si tratta solo di una normale e formale azione di fine contratto, che a nostro avviso – se eseguita con correttezza – dà valore come avvicendamento proprio alla democrazia e non al suo opposto, come si sostiene nell’articolo.

I gestori degli ex Teatri di Cintura invece scrivono: – “omicidio culturale”pugnalata al cuore della cultura”. Benvenuti definisce addirittura “uno sfratto” la scadenza normale dei termini già a loro prorogati.

Un omicidio culturale da fermare” (sottoscrivono addirittura da 8 consiglieri del PD) e più avanti costoro, forse molto bene imboccati, “non condividono questa scellerata decisione di essere minimamente complici (lettera inviata dai suddetti Consiglieri al Sindaco Marino e all’Assessore Marinelli). Viene da chiedersi: ci fanno o ci sono?

Tali considerazioni retoriche arrivano poi al ridicolo quando i gestori dei teatri dichiarano: “…e se diventassero dei luoghi sfruttati per fini politici?” e ancora ” il pericolo è che questi luoghi (i Teatri) possano diventare presidi marcatamente politici“. Ma fino ad oggi, com`è avvenuto tutto questo? forse per merito o per sostegno politico/partitico? Stiamo vivendo in un ‘Italia in cui Partitocrazia, Mafia Capitale e Conformismo politico non esistono? Fino ad oggi come è stata gestita purtroppo la cultura, da chi e a che livello di “Protettori”‘?’?

E la Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea (CTDC) non dichiara in una lettera sottoscritta proprio dai suddetti 3 gestori teatrali: “Ci era stato garantito la continuità del progetto senza interruzioni“. Com’è possibile se vi sarà un Bando Pubblico che richiede trasparenza? E tutte le altre associazioni del territorio e la conseguente democrazia che cosa contano? Niente?

Ancora “Delirio di Onnipotenza” o si vogliono le Camarille?

Ma non è stata proprio la detta Casa dei Teatri che un anno fa, prima che scoppiasse il caso in Francia per la satira, incredibilmente ha emesso un bando pubblico nazionale, vietando nei linguaggi drammaturgici contemporanei e innovativi proprio la satira, se riferita “a Partiti e Movimenti Politici / Sindacai? Azioni totalitarie e stantie da Minculpop o da neonazismo? C’entra forse Mafia Capitale? Costoro assicurano di no.

Dev’essere stata cosi grande la paura che emergesse la verità, per vietare in teatro la satira (persino quella tipo Dario Fo o quella TV di Crozza)? E noi fummo costretti a denunciare il fatto alla Presidenza della Repubblica. Dunque in Italia in questo, anticulturalmente sono stati anticipati persino i Musulmani?

Scopriamo poi che l’assessore Marinelli sostiene nell’articolo detto, che i fondi assegnati ai gestori dei 3 teatri sono stati, seppur in tempo di crisi, ben 1.500.000 (unmilionecinquecentomila) euro e non unmilioneduecentomila da loro dichiarati su Repubblica del 24 giugno.

Possibile che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma sbagli le cifre addirittura di 300 mila euro? Vi sono stati forse affidamenti diretti, o “sottobanco”‘? o forse continuano le astuzie aculturali da Condominio di Borgata?

D’altronde se Benvenuti – dopo aver avuto in assegnazione unmilionecinquecentomila euro, per i tre teatri decentrati e in un periodo risaputo di vacche magre – non solo non ringrazia, ma chiede di essere ringraziato… c’è qualcosa che proprio non va nel suo ragionamento!

E se i cittadini del Municipio VI e di altri municipi che hanno firmato la petizione, conoscessero anche soltanto in parte queste verità, cosa farebbero?

Dobbiamo precisare che il primo nucleo del Teatro Tor Bella Monaca non nacque nel 1985 (F.D’A. ne ha dette tante, dipende poi da cosa intende e come si rigira i fatti!) In quest’anno il Municipio era ancora a Torre Maura. Spettò proprio alla Compagnia Teatrale Il Gruppo che dirigo, a suo rischio e pericolo e gratuitamente, riuscire ad aprire al pubblico il Teatro Tor Bella Monaca nell’aprile 1991.

(Michele Placido che fu chiamato nel 2005 lo sa!) Il Centro Polivalente infatti, in cui il teatro aveva un ruolo molto importante, fu chiuso dai carabinieri tre anni prima, per far fronte purtroppo ad una occupazione cosiddetta “politica” sciaguratamente abusiva e ancora una volta fatta passare come un gran vantaggio non di parte, ma della periferia.

Sostanzialmente e come al solito, fu per interesse di qualcuno e contro la gente.

Noi non abbiamo alcuna intenzione di gestire il Teatro. Quando anni fa avremmo voluto ed eravamo pronti a farlo, ci è stato vietato per la nostra indipendenza da una politica iniqua e fraudolenta che va dato atto, solo oggi finalmente affiora!

Dall’articolo suddetto si apprende poi, come fosse un vanto, che sono stati fatti in questi due anni 67 laboratori.

Lo facevamo presente fin nei primi tempi, proprio ad Alessandro Benvenuti perché notammo che sulla Fiera dell’ EST del 20 aprile 2013 dichiarava come direttore artistico: “stabilirò regole morali molto precise”. Glielo dicemmo. Pensavamo cambiasse qualcosa. Gli chiedevamo cosa effettivamente volesse dire lui con quella frase, senza riuscire mai ad ottenerne una risposta chiara.

E’ proprio la formazione organizzativa, oltrechè artistica, che ci preoccupa di più, nella gestione decentrata svolta, che, tra l’altro, mostra anche molta autoreferenzialità.

Don Milani, che ho avuto il piacere di interpretare nel film dell’ ltalnoleggio, lo ricorda spesso con grande fermezza, “Si insegna ciò che si è, non ciò che si dice!”

Se non si interviene decisamente nel decentramento con una Cultura Nuova e sostanzialmente diversa, il rischio è che continui una ipocrisia contro i giovani e gli ultimi -fotocopia con lievi modifiche, delle politiche precedenti – a favore di una situazione mascherata, interessata e corrotta sul tipo “condomini di periferia”.

Deve gattopardescamente continuare sempre così?

Il Direttore Artistico della Compagnia Teatrale Il Gruppo

Edoardo Torricella

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