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Raccolte firme ed esposti, ma il muro della discordia resta là

La recinzione non permette di collegare viale Quaglia e via Merlini. I negozi chiudono e disabili si lamentano. In atto una nuova denuncia. 
“Il muro della discordia” a Tor Bella Monaca non smette di dividere e creare problemi. A metà 2011 gli inquilini di via Ratti fecero alzare due barriere:  un muro con cancello all’inizio della via e una sbarra non basculante alla fine. La prima rende difficoltoso raggiungere da via Quaglia via Merlini, dove ci sono dei negozi, e via Ghisi, dove si trovano numerosi studi medici. La seconda crea un giro vizioso per il tragitto inverso. L’unico modo veloce per entrare è avere una chiave, data ai residenti o agli estranei dietro pagamento. Non c’è più un condominio quindi ma un consorzio. Naturalmente c’è chi ha interessi sul muro, come il bar tabacchi all’angolo tra viale Quaglia e via Ratti, e i residenti, come le signore Pes e Taralli, contente del nuovo ordine:“Non ci sono più ubriaconi e bottiglie la sera  e conosciamo le macchine all’interno di chi sono, visto che ogni inquilino ha un telecomando per entrare”. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal SIDI (Sindacato dei Disabili), dagli anziani e dai commercianti di via Merlini. Racconta Aresu, residente a via Ghisi: “I passanti su sedia a rotelle devono passare su una strada parallela a via Ratti non asfaltata, che con la pioggia diventa impercorribile. Gli anziani hanno difficoltà a ricevere visite mediche a domicilio dell’ASL, perché è complicato trovare il numero civico all’interno di via Ghisi”. Stesso discorso per un postino o un corriere che per entrare deve prima farsi aprire da uno dei condomini. A protestare soprattutto i titolari dei negozi di via Merlini, che hanno visto la valutazione del loro immobile crollare. Proprio su questi presupposti sono scattate sin dai primi giorni di abuso le azioni legali dei negozianti. Da settembre 2011 la signora Claudia Mancini, titolare al civico 53 di un’oggettistica, bomboniere e cancelleria, ha cominciato a raccogliere firme per la rimozione dell’ostacolo con la signora Fernanda, custode del centro ricreativo al civico 21. L’operazione è stata ostacolata dai residenti e non ha portato ai risultati attesi. Così per Claudia la manovra commerciale è diventata impossibile ed è successo quello che ci aveva predetto mesi fa: esercizio chiuso e addio negozio. E come lei la tintoria, il negozio di animali e la frutteria. Ma le azioni non si esauriscono qui. Presto arriverà un nuovo esposto, e c’è chi paventa l’idea di buttare giù il muro senza permessi. Stefano Contras, che lavora al bar di via Merlini 5, è infuriato:”Qui abbiamo gli scivoli per i disabili, ma da quando con questa trovata la circolazione a 360° attorno ai palazzi è stata interrotta, l’affluenza è stata dimezzata”. E la schiera di serrande chiuse è lì a dimostrarlo.
Manuel Manchi

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