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Quel pasticciaccio brutto dei canili comunali

13055515_1025431587522814_8814427444856924138_nLa navigazione a vista del Comune non semplifica la rotta verso la normalizzazione.

I canili comunali stanno vivendo un momento piuttosto confuso. Fra affidamenti diretti, gare deserte, nuovi affidatari latitanti o impossibilitati a prendere possesso delle strutture, minacce di trasferimento degli animali e paventate chiusure, la questione continua a trascinarsi da anni.

Da quello che si legge on-line, al momento l’Avcpp, storica affidataria della gestione dei canili romani, è in agitazione perché opinabili scelte tecniche da parte del Comune metterebbero a rischio il servizio di cura animale ed il lavoro dei dipendenti: “Allo stato i due canili Ponte Marconi e Muratella sono abbandonati a se stessi, o meglio alla volontà di ex lavoratori e alcuni volontari, con il silenzio più assoluto del comune!”, spiega Giuseppe Villirillo, presidente dell’associazione.

Per cercare di capire quello che sta succedendo bisogna partire da lontano. La storia che ci racconta Valentina Coppola, presidente dell’associazione di volontariato Earth, parte da circa quindici anni fa. E’ da allora infatti che l’Avcpp gestirebbe i canili romani attraverso convenzioni dirette. “Nebulose” sembrano le modalità di rinnovo delle convenzioni e il calcolo dei fondi da stanziare per la cura degli animali. La Coppola racconta, infatti, che “conseguentemente al commissariamento del Comune e all’intervento dell’ANAC, agenzia anticorruzione, ci si è resi conto che il denaro speso per i canili comunali sarebbe stato maggiore rispetto a quello previsto per le convenzioni private e che, per di più, mancava il bando pubblico d’affidamento”. “Si parla di cifre molto elevate, 4-6 milioni di euro,  per le quali è d’obbligo il bando europeo”.

13102883_1025431564189483_6108910919293738279_nCon Marino la musica sembrava essere cambiata: “Si è provato a fare una procedura ibrida a metà strada fra una manifestazione d’interesse ed un bando pubblico,  ma l’iniziativa è nata con dei vizi di forma essendo rivolta alle sole associazioni di volontariato laziali, il che trasgrediva le norme di libera di concorrenza.  Con Estella Marino ci fu la promessa di un bando europeo, fermo restando la necessità di mettere a norma i canili irregolari per numero di cani ospitati e per problemi strutturali, ma quando tentarono di far trasferire alcuni cani – spiega ancora la Coppola –  ci fu una sollevazione pubblica paventando la privatizzazione. Di fatto la gestione dei canili è sempre stata privata. Non ci sono pubblici dipendenti. Le associazioni sono private. Il canile è pubblico ma la gestione è sempre stata privata”. Come dire che fra canili pubblici e privati la differenza consisterebbe nella sola proprietà, mentre gli obblighi sarebbero gli stessi.

Villirillo dell’Avcpp, a tal proposito, specifica: “Noi siamo una Onlus animalista non profit iscritta presso la Regione Lazio dal 1999 al registro del volontariato, e non produciamo reddito. Nel 2010 abbiamo restituito una parte di convezione che avevamo registrato come avanzo,  io credo che una bella differenza c’è”.

13087653_1025431617522811_4123380374270561932_nE’ naturalmente favorevole al bando pubblico purchè si dia priorità a realtà associazionistiche no-profit: “Se poi prendiamo ad esempio gli ultimi bandi di gara allora assistiamo al bando 2014, in cui abbiamo scoperto che a partecipare c’era la Cooperativa 29 Giugno di Buzzi e Carminati”.  Per quanto riguarda il bando del 2015 Villirillo parla di una mancata presa di possesso del canile ponte Marconi affidato alla Mapia srl di Bari.

Il bando europeo è stato pubblicato con Tronca e si espleterà in ottobre, non senza le critiche di Villirillo: . “Leggiamo tra i primi servizi richiesti due medici veterinari che lavorano su due canili H24 da lunedì a domenica! Come si può definire regolare un bando del genere?”.

“Nelle more della conclusione della procedura –  riferisce infine la Coppola – sarebbe stato chiesto all’Avcpp di proseguire l’attività per una somma che l’associazione avrebbe ritenuto incongrua”. Il Comune avrebbe allora chiesto a 17 associazioni, fra le quali anche quella presieduta dalla Coppola, di fare un’offerta per la gestione, fino a settembre, dei canili. L’associazione vincitrice sarebbe stata l’Impronta.

Al momento la situazione è in veloce evoluzione. Emanuela Martelluzzi

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