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Quarticciolo. Mancano gli ascensori, cittadini segregati in casa

image5E’ un coro unanime quello che si ascolta tra gli inquilini delle case popolari del quartiere: “Vogliamo gli ascensori, i disabili e gli anziani hanno il diritto di uscire”.

Una questione annosa, che sembra non trovare una facile soluzione. Tante richieste rimaste inascoltate da parte delle Istituzioni. Una serie di rimpalli e rinvii che hanno portato i residenti a perdere la pazienza. Il nodo della discordia è rappresentato dall’assenza di ascensori nei palazzi di edilizia popolare. Sono moltissimi gli inquilini anziani. Per non parlare dei disabili costretti a restare in casa a causa dell’assenza degli ascensori. Tante barriere che rendono la loro vita impossibile. “Almeno chiediamo – commentano gli inquilini – che venga realizzata una rampa di accesso ai portoni che sostituisca le ripide scale e che venga installati adeguati supporti. E’ dal 2010 che portiamo avanti questa battaglia”.

Nei lotti tra via Manfredonia e via Ugento gli ascensori sono stati realizzati ma per accedervi bisogna comunque utilizzare le scale, quindi i disabili e gli anziani sono ugualmente in difficoltà. Inoltre, invece di essere realizzati all’esterno dei palazzi, gli ascensori sono stati installati all’interno con la conseguenza di una notevole riduzione della tromba delle scale. Le porte degli ascensori sono poi molto piccole e non tutte le carrozzine hanno la possibilità di entrare.

image4“Comprendiamo la situazione – scrivono dagli Enti preposti –  ci facciamo carico del problema e del rispetto della legge 13, ma purtroppo non abbiamo i soldi per realizzare quando da voi giustamente richiesto”.

Uno dei casi più significativi è quello della signora Tiziana che è scomparsa senza poter vedere il suo sogno realizzato. I residenti ci hanno donato una lettera che scrisse nel 2010 della quale riportiamo qualche passaggio: “Sono un’anziana di 68 anni abito nelle case popolari di Quarticciolo con le finestre che affacciano su viale Togliatti, adiacente al forno del povero sor Mariano. Sono 5 anni e mezzo che sto chiusa dentro casa, sono carcerata perché non ho più l’uso delle gambe. Quanto me manca la pizza, er pane callo callo de sor Mariano, quanto me mancano l’amichette mia che adesso me salutano dalla finestra e io maledette ste gambe non posso scenne pe incontralle, pe piasse er cappuccino e raccontasse de li vecchi tempi. Tante vorte penso de buttamme da finestra per potelle abbraccia, poi ce penso bene io so cristiana è peccato e poi stasera me telefonano i nipotini mia che so lontani che me danno la forza de arrivà a domani. Ho la speranza che quarcuno, che quarche anima pia, che quarche politico illuminato dar Padreterno metta quarche sordo da dà all’istituto delle case popolari pe fa l’ascensore e liberamme da sta galera, co la speranza de risorve tutti quelli che come me a Quarticciolo stanno in galera senza avè mai rubbato, con na vita fatta de sacrifici e de onesto lavoro“.

La signora Teresa chiedeva da tanto tempo di vedere realizzato nel suo palazzo l’ascensore che le avrebbe permesso di scendere finalmente di casa e riabbracciare le sue amiche, ma non il suo sogno si è infranto. La speranza è che i suo concittadini possano vedere rispettato un diritto sacrosanto. Marta Reitano

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