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Quarticciolo. Case popolari via dei Larici, la buona volontà non basta

Case popolari via dei lariciTante parole e pochi fatti. La situazione del comprensorio di via dei Larici 19 non potrebbe essere riassunta in modo migliore. Spuntano nuovi problemi e i residenti, infuriati, sono sempre più stanchi di sostituirsi al Comune.

Per capire il vero significato del concetto “promesse non mantenute”, basta varcare la soglia del cancello delle case comunali di via dei Larici 19. Non che dall’esterno non vi siano segnali già abbastanza percepibili, ma, viste da dentro, non lasciano davvero spazio ad alcun dubbio.

Nove palazzine a cinque piani, che ospitano ben centoquaranta famiglie. A farci da Cicerone e in rappresentanza dei residenti, il signor Bruno Lelli: “Le pulizie dei giardini e delle scale, ce li facciamo da soli. Come cambiamo da soli le lampadine dei lampioni esterni. I citofoni non funzionano più, abbiamo reclamato il fatto più di una volta ma non è mai venuto nessuno a fare le riparazioni.Per non parlare dei ratti. Sono sette anni che non fanno la derattizzazione e orami sono più topi che gatti. Mi è capitato di vedere addirittura bambini giocarci”.

Bruno LelliAltro problema è quello degli alberi. “Questi platani – continua Lelli – sono talmente alti che superano le case e sono a ridosso delle finestre. Sono venuti nel 2011 a potarli dopo ventisei anni, in seguito a una raccolta firme. Ora ne sono passati altri cinque e non si è più visto nessuno. C’è un albero nel muro che sta buttando giù il contatore dell’acqua e la risposta è stata che ‘non ci sono i soldi, raggruppateli e tagliatelo voi’. Per non parlare delle fogne che non vengono mai svuotate e rilasciano cattivi odori continui, anche all’interno delle abitazioni”.

A preoccupare notevolmente i residenti è il cancello in via dei Larici 19.  “E’ sempre bloccato – prosegue Lelli – dalle macchine parcheggiate e i disabili non riescono a passare. Ieri ho chiamato l’ufficio tecnico in via Fallasca, per riuscire ad avere almeno un passo carrabile a uno dei cinque cancelli e mi hanno risposto che avrei dovuto fare la domanda personalmente. E’ assurdo, la proprietà è del Comune e spetta a loro metterlo e occuparsene”.

I disabili in queste palazzine sono costretti a vivere in condizioni disumane: “Abbiamo richiesto degli ascensori – spiega Lelli – che non hanno voluto mettere. C’è gente che ha anche tentato il suicidio per la disperazione. Per salire utilizzano le sedie portate a mano da due persone e tempo fa è caduto in casa uno di loro e il figlio non è riuscito neanche a entrare con la macchina per caricarlo. Promettono tutti, ma nessuno porta avanti nulla”.

Sul problema degli ascensori è intervenuto anche Umberto De Felice, Presidente del Comitato di quartiere ‘Cittadini di Quarticciolo e dintorni’: “Queste palazzine sono state costruite nell’88, da lì nessuno ci ha messo più mano. Nelle strutture di Villa Gordiani sono stati aggiunti degli ascensori esterni per aiutare gli anziani e i disabili. Qui, invece, tre anni fa ci hanno negato una proposta legata a un elevatore che sarebbe costato circa 20.000 euro. Fino ad ora, se tutto ha una parvenza accettabile, è solo grazie al volontariato e al lavoro dei residenti dello stabile. Per questo abbiamo deciso di portare avanti una raccolta firme e un discorso di autogestione mirata, che porti alla nomina di un amministratore che gestisca tutto, al posto delle istituzioni”. Sara Di Paolo

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