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Quando la politica diventa un lavoro…

Mastrantonio, candidato Sel alle primarie, con 1.475 voti si piazza al terzo posto. Decide di dare un calcio alla Carta d’Intenti e di scendere in campo con una lista tutta sua.

“C’è stata una vera e propria mercificazione dell’essere umano: intere famiglie di extracomunitari prelevate dalle loro abitazioni, da scagnozzi prezzolati, per recarsi a votare dietro compenso di denaro; gente che all’esterno dei seggi distribuiva foglietti e denaro. Se queste votazioni non saranno annullate, come sarebbe logico, io mi candiderò ugualmente alle elezioni del 26 maggio, perché mi dissocio completamente da quello che ho visto accadere”. Con questo comunicato Mastrantonio, mentre volgeva al termine la giornata dedicata alle primarie, comunica la sua volontà di candidarsi, nonostante la sconfitta.

Presidente uscente dell’ex VII Municipio, Mastrantonio da anni vive di politica. Nulla di male, se questo non portasse a fare scelte sconsiderate. Il suo ricorso contro l’esito delle primarie nel nostro municipio non è stato accettato. Non sono state fornite prove utili all’annullamento delle votazioni. Conscio dell’impossibilità di trovare un degno incarico nella coalizione capitanata da Scipioni, che nel corso della campagna elettorale aveva giurato che mai avrebbe collaborato con lui, si appella al tema della moralità e decide di presentare una lista alternativa a quella di Roma Bene Comune. Fa di più. Si mette a capo della lista, con la certezza di entrare qualora raggiungesse il quorum, mettendo Sel in forte imbarazzo. Seguirlo, disconoscerlo, appoggiare la sua lista o stare nella coalizione di centrosinistra. Un vero ricatto politico con lo scopo, forse, di strappare un incarico in un altro municipio.

Privare il centrosinistra del gruppo di Sel produrrebbe risultati nefasti: non ci sarebbero nella prossima maggioranza municipale, qualora vincesse il centrosinistra, esponenti di Sel al governo, si priverebbero gli elettori della possibilità di eleggere un rappresentante che porti il Pd più a sinistra e soprattutto si disperderebbero sempre più i voti a tutto vantaggio del centrodestra e del 5 Stelle. Di solito in politica il perdente fa un passo indietro. Non impone la sua candidatura. Per ora Sel non prende ancora posizioni ufficiali. Il coordinatore del VI Municipio, Franco Simeoni, comunica che in ogni caso, il Partito non correrà alle prossime elezioni nella coalizione di Roma Bene Comune. O deciderà di portare nella lista il simbolo, oppure non ci saranno liste di Sel, i cui candidati confluiranno nel progetto di Mastrantonio.

Se Sel in tutta Roma è in coalizione con il Pd, Marino, candidato sindaco per il centrosinistra, non permetterà che questo accada. Si creerebbe un caso, in uno dei municipi più importanti della città. E con l’andazzo della politica di questi tempi è qualcosa che nessuno può permettersi. L’obiettivo è battere il centrodestra e il 5 Stelle, senza disperdere le forze. Non certo seguire gli interessi di un singolo candidato, peraltro sconfitto.

Federica Graziani 

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