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Qualcuno era comunista…

gaberRispondiamo agli attacchi di un consigliere che, finalmente, si è tolto le vesti del ‘compagno’.

“Mi sono state rinfacciate molte cose in questi giorni, di non esser stato grato, di aver approfittato per scopi politici. Non so come e di cosa dovrei essere grato. Se ho fatto le cose e La Fiera le ha scritte era giusto che lo facesse, altrimenti sarebbe come dire, abbiamo esagerato un po’. Ma soprattutto, se avessi voluto approfittare per scopi politici, perché aspettare a quattro mesi dalle elezioni per rompere con loro? Questa è la domanda delle domande alla quale neanche La Fiera sa rispondere. La verità è che non mi interessa, non mi ammazzo, non mi vendo e non mi impicco per un posto in municipio. Sarò candidato nel Pd? Si. Chi vuole mi voterà, chi pensa che sono utile scriverà il mio nome. Gli altri non lo faranno e pazienza…la vita è fatta di tante cose e la politica si fa in tanti modi diversi…Oggi debbo chiedere scusa a tutti quegli amici e compagni con i quali ho discusso fino all’esaurimento. Scusatemi, avevate ragione, ho sbagliato io”.

Sono le parole scritte dal consigliere Grasso in merito a dissapori personali con Alessio Carta e Federica Graziani, che lui ha furbescamente cercato di imputare al nostro giornale, gettando fango sul nostro lavoro. Scrivo ora che è passato un po’ di tempo, perché ho voluto evitare di commettere lo stesso errore. Rispondo perché La Fiera sa rispondere. Il consigliere Grasso dovrebbe essere grato di molte cose, prima fra tutte la collaborazione professionale che io in prima persona gli ho sempre fornito gratuitamente. Questo non credo screditi il mio lavoro, mi capita di dare suggerimenti ad altri consiglieri. Comincio con l’elenco dei motivi per cui Grasso dovrebbe essere grato. Dovrebbe rispettare il mio giornale, ma soprattutto il mio lavoro, perché spesso ho dato lui informazioni utili per la sua attività di amministratore, fornendo contatti dal territorio e argomenti da portare in Aula. Dovrebbe essere grato perché con lui ho volantinato, quando i suoi amici lo avevano ‘accannato’, per organizzare un evento contro il taglio dei fondi al centro famiglia di Ponte di Nona. Stessa cosa per l’evento organizzato di fronte al C/C Unico per i referendum sull’acqua e il nucleare, lo stesso giorno in cui il Circolo del Versante Prenestino era protagonista di un incontro istituzionale al quale lui, perchè non in linea, non ha ritenuto di partecipare. Un evento che lo stesso Grasso organizzò per ‘rubare la scena’ agli acerrimi nemici del circolo di Pulcinelli. Dovrebbe essere grato per le ore passate al telefono ad ascoltare i suoi malumori all’interno del Pd. Per non aver riportato sul giornale un pesantissimo commento scritto dal consigliere su Facebook contro un ragazzo di poco più di 20 anni, iscritto al Pd. Per aver omesso di raccontare i gesti, secondo il consigliere, “rivoluzionari” notturni a Ponte di Nona. Per aver creduto, in buona fede, alla sua versione su un comitato del Municipio a lui “nemico”.

Per non aver calcato la mano in merito al paradosso di uno che si definiva “comunista” e che riusciva ad assecondare le politiche del Partito Democratico “perchè non poteva cambiare per la quarta volta partito”. Per averlo sostenuto politicamente nelle sue battaglie. Chiedo scusa di tutto questo ai lettori, ho cercato di promuovere il lavoro del consigliere semplicemente perché convinta di fare gli interessi dei cittadini. Quando il consigliere scrive “debbo chiedere scusa a tutti quegli amici e compagni con i quali ho discusso fino all’esaurimento. Scusatemi, avevate ragione, ho sbagliato io”, credo si riferisca alle sue presunte difese che lui avrebbe preso, rispetto agli attacchi dei membri del Pd VIII, al nostro lavoro. Tranquillizziamo il consigliere: a sbagliarci siamo stati noi e semmai ci fossero state delle difese mai ne abbiamo visti i risultati. Una parte del Pd ci detesta, quella che ci definisce “una certa sinistra”, quella con cui noi non vogliamo assolutamente collaborare.  “Se avessi voluto approfittare per scopi politici, perché aspettare a quattro mesi dalle elezioni per rompere con loro? questa è la domanda delle domande alla quale neanche La Fiera sa rispondere. La verità è che non mi interessa, non mi ammazzo, non mi vendo e non mi impicco per un posto in Municipio”.  La risposta Grasso se l’è data da solo: quando ha visto che la simpatia politica nei suoi confronti era scemata, ha optato per l’ammiccamento nei confronti di coloro che politicamente ‘hanno il coltello dalla parte del manico’. O magari ha sempre finto, chissà.

Ci permettiamo il lusso di non credere al fatto che il consigliere se ne freghi di essere rieletto. Notiamo però nuove contraddizioni nelle sue parole. “Il massiccio sostegno a Fabrizio Scorzoni lo do non per questioni utilitaristiche o di tornaconto (poi ognuno pensi ciò che vuole), ma perchè nel momento di più grande difficoltà mi è stato accanto, non si è tirato indietro, mi ha aiutato, perchè è fatto così, lo ha fatto con me e lo ha fatto sempre, così come si è messo al mio fianco Cremonesi”. Grasso darebbe il suo sostegno politico a Scorzoni perchè gli è stato accanto??? La frase si commenta da sola. E non voglio parlare della corte a Cremonesi, potrei portare quintali di materiale per sconfessare queste parole! Ricordiamo che proprio Grasso, in un consiglio municipale, dichiarò di uscire dalla maggioranza del Pd (quella di Scorzoni) perchè il suo parere non era mai preso in considerazione. In seguito a questo fatto, fummo contattati dal capogruppo per risanare i rapporti tra Grasso e il Pd. “Dopo tre anni e mezzo che sono iscritto al PD, qualcuno si è accorto che sono iscritto al PD”, continua il consigliere. Tre anni di Fiera potrebbero dimostrare quanto il Pd, secondo Grasso, fosse in antitesi con la sua visione del mondo. Forse l’atteggiamento del ‘comunista’, atteggiamento notate bene, al consigliere Grasso faceva tanto personaggio. Concludo dicendo che ‘sputtanare’ il lavoro degli altri, di “certe persone”, è un fatto grave. Come è grave, da chi dovrebbe fare gli interessi del suo partito, dichiarare rispetto al contratto da noi firmato con Scorzoni per la sua campagna elettorale e poi da noi disdetto che “è anomalo fare la parte di quelli che stanno contro il PD politicamente e prendersi le pubblicità del Pd”.

Consigliamo a Grasso una maggiore informazione: la pubblicità elettorale è prevista dalla legge e , visto che ci vantiamo di non aver mai preso denaro dalla politica indirettamente come molti fanno, questo ci autorizza a fornire un  servizio a pagamento, in modo trasparente e legale, senza doverci sentire ‘servi’ di nessuno. La nostra, seppur fatta in modo anticommerciale, è un’impresa. Il consigliere magari dovrebbe porsi delle domande sul fatto che ha dovuto elemosinare la solidarietà dei colleghi, compresi i suoi amici, rispetto agli ultimi accadimenti in Aula tra noi e lui. Un’ ultima cosa: Grasso non ci hai cancellato da Facebook perchè ‘rubavamo’ i suoi contatti, parlano le cifre per noi, ma semplicemente per impedirci di commentare le sue esternazioni pro Pd. I nostri attacchi contro il consigliere, che vista la carica pubblica che rappresenta ci stanno tutti, sono sempre stati politici. I suoi personali, sulla nostra vita, sul nostro lavoro. Questo ci rende assolutamente diversi e per niente “disperati”. Anzi.  “L’ingratitudine è sempre una forma di debolezza. Non ho mai visto che uomini eccellenti fossero ingrati” (Johann Wolfgang Goethe).

 

Federica Graziani 

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