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Quadraro, gli abitanti chiedono la zona 30

Quadraro_Confini_Zona_30Aumentano le richieste di istituzione della zona 30 come primo intervento di contenimento del rischio di cedimenti del manto stradale. Perché il passato ha già dimostrato che il pericolo c’è.

Gli abitanti del Quadraro chiedono l’istituzione della zona 30 nel loro quartiere come opera di contenimento del rischio di crolli e cedimento del terreno, a causa dello stato di fragilità del suolo e del sottosulo. Fragilità conclamata, in quanto in passato il quartiere è già stato teatro di alcuni gravi episodi.

Per esempio quando nel tratto finale di via Columella, un tir sprofondò quasi inghiottito dal manto stradale, con un’abitazione letteralmente venuta giù e la strada chiusa per sette anni. Ora via Columella è di nuovo aperta al traffico, ma vige il divieto di transito per i mezzi pesanti, eccezion fatta per quelli dell’AMA. Ma non è un caso isolato, perché anche in via Cosimo Ridolfi (che guarda caso è una traversa proprio di via Columella) non più tardi di qualche anno fa sono venute giù altre due abitazioni. Parliamo di famiglie che da un momento all’altro si sono ritrovate senza casa, e che almeno hanno avuto la fortuna di poterlo raccontare.

Quadraro_Zona_30In cosa consiste la zona 30? Prima di tutto prevede un abbassamento della velocità massima (appunto, a 30Km/h), più spazio a pedoni e biciclette, mezzi pubblici più agili e leggeri. Tutte soluzioni che si sposano perfettamente con l’urbanistica di un quartiere come il Quadraro, e che costituiscono un fattore decisivo alla sicurezza, perché meno velocità e meno veicoli a motore, comportano meno vibrazioni e meno sollecitazioni che arrivano al suolo.

Una delibera del Dipartimento Mobilità e Trasporti, datata 11 giugno 2015, assicurava come il progetto di una zona 30 al Quadraro sia già stata inserito“nell’elenco degli interventi che potranno essere attuati con fondi del Ministero dell’Ambiente per la Mobilità sostenibile nelle aree urbane”.  Nella stessa delibera si precisa però che il progetto ha bisogno dell’ok ministeriale per passare alla fasi successive: progettazione e realizzazione dei lavori. Un particolare decisivo.

Per riportare il problema all’attenzione delle istituzioni, “abbiamo chiesto più volte un incontro nel quartiere con il Presidente Boccuzzi – ci racconta Claudio Lombi, un abitante del Quadraro – ci è stato assicurato che ne verrà organizzato uno al più presto, con lui o con gli assessori interessati”.

Rappresenterebbe un primo passo in avanti, ma non va dimenticato che la situazione del sottosuolo del Quadraro ha già dimostrato la sua pericolosità. Ripensare in meglio il quartiere è prima di tutto una necessità per salvaguardare la sicurezza dei suoi abitanti. Michele Liberati

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